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pubblicato il 5 luglio 2011

Riforma carburanti, il testo al vaglio di Napolitano

In Parlamento però continua il dibattito sull'alternativa proposta dai gestori

Riforma carburanti, il testo al vaglio di Napolitano

Il testo di riforma della distribuzione carburanti inserito nella manovra finanziaria approvata dal Governo è ora al vaglio del Capo dello Stato. Napolitano dovrà apporre l'ultima firma sul documento che, all'Articolo 28, parla di "Razionalizzazione della rete distributiva dei carburanti" e che non convince i gestori. "Si tratta di un insieme di interventi che non hanno alcuna ambizione riformatrice, non aprono in nessun modo il mercato, non lo rendono più concorrenziale, non eliminano i vincoli che impediscono ogni competitività e modernizzazione della rete, non hanno alcuna speranza di incidere sulla dinamica dei prezzi e sul loro contenimento", si legge in un editoriale pubblicato oggi su www.liberalabenzina.it, il portale che rappresenta l'omonima iniziativa avviata dai gestori di Faib e Fegica, insieme a Cisl, Confesercenti, consumatori e marchi della grande distribuzione, che a marzo ha lanciato una petizione per promuovere un progetto di legge che finora ha trovato il sostegno trasversale di esponenti di tutte le forze politiche. Vediamo quindi nel dettagli di che cosa si tratta.

LA "RIFORMA" CARBURANTI
A differenza di quanto anticipato nella bozza di venerdì la cosiddetta riforma carburanti ha visto nella sua emanazione definitiva l'esclusione dei generi di monopolio, cioè la possibilità di vendere tabacchi, e la sola approvazione della vendita di pastigliaggi, cioè caramelle e merendine. In pratica se Napolitano firmerà il documento così com'è nelle stazioni di servizio si potranno comprare alimenti, bevande e giornali. C'è inoltre tutto un capitolo dedicato al self service, che dovrà essere sempre garantito e disponibile sull'intera rete. Il testo integrale è riportato di seguito.

7 PROGETTI DI LEGGE DEPOSITATI IN PARLAMENTO
A fare da contraltare alla suddetta riforma c'è, come già spiegato, il progetto "Libera la benzina" che mira a riformare completamente il sistema. L'obiettivo è renderlo più competitivo secondo i principi di neutralità e trasparenza con la pubblicazione di listini settimanali e l'affidamento ad un unico Acquirente il compito di ottenere le migliori condizioni di mercato per l'approvvigionamento dei distributori al dettaglio. Nella proposta c'è anche l'idea di togliere il vincolo di esclusiva che lega i gestori dai petrolieri e di fermare i cartelloni "ingannevoli" con la segnalazione dei prezzi effettivamente praticati. "Libera la benzina" è diventata anche una petizione che ha raggiunto e superato l'obiettivo delle 500 mila firme e che ora aspetta di essere depositata in Parlamento come monito per il legislatore. Non si tratta infatti di una vera e propria iniziativa legislativa popolare, ma di una sorta di sollecitazione. Molti principi di questa alternativa sono stati trasformati in autentici progetti di legge che sono stati depositati da parlamentari provenienti da aree politiche diverse. Allo stato attuale sono stati depositati sette progetti di legge (due al Senato e cinque alla Camera) e per dopodomani in Senato è fissata un'audizione in Commissione Industria di Faib e Fegica. La vicenda è quindi tutt'altro che conclusa.

L'ARTICOLO 28
(Razionalizzazione della rete distributiva dei carburanti)

1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 6 del decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, il fondo per la razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti è altresì destinato, in misura non eccedente il venticinque per cento dell'ammontare complessivo del fondo annualmente consolidato, all'erogazione di contributi sia per la chiusura di impianti di soggetti titolari di non più di dieci impianti, comunque non integrati verticalmente nel settore della raffinazione, sia per i costi ambientali di ripristino dei luoghi a seguito di chiusura di impianti di distribuzione. Tali specifiche destinazioni sono ammesse per un periodo non eccedente i due esercizi annuali successivi all'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

2. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro novanta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, è determinata l'entità sia dei contributi di cui al comma 1, sia della contribuzione al fondo di cui allo stesso comma 1, ove necessaria ai fini del presente decreto, per un periodo non superiore a due anni, articolandola in una componente fissa per ciascun tipo di impianto e in una variabile in funzione dei litri erogati, in misura complessivamente non superiore a quella prevista dall'articolo 1 del decreto del Ministro delle Attività produttive 7 agosto 2003.

3. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano emanano indirizzi ai Comuni per la chiusura effettiva degli impianti dichiarati incompatibili ai sensi del decreto del Ministro delle attività produttive del 31 ottobre 2001, nonché ai sensi dei criteri di incompatibilità successivamente individuati dalle normative regionali di settore.

4. Comunque, i Comuni che non abbiano già provveduto all'individuazione ed alla chiusura degli impianti incompatibili ai sensi del decreto del Ministro delle attività produttive del 31 ottobre 2001o ai sensi dei criteri di incompatibilità successivamente individuati dalle normative regionali di settore, provvedono in tal senso entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, dandone comunicazione alla Regione ed al Ministero dello Sviluppo Economico. Fino alla effettiva chiusura, per tali impianti è prevista la contribuzione al fondo per la razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti in misura determinata con decreto di cui al comma 2.

5. Al fine di incrementare l'efficienza del mercato, la qualità dei servizi, il corretto ed uniforme funzionamento della rete distributiva, gli impianti di distribuzione dei carburanti devono essere dotati di apparecchiature per la modalità di rifornimento senza servizio con pagamento anticipato.

6. Per gli impianti già esistenti, l'adeguamento alle disposizioni di cui al comma 4 ha luogo entro un anno a decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto. In caso di mancato adeguamento entro i termini fissati si applica una sanzione amministrativa pecuniaria, da determinare in rapporto all' erogato dell'anno precedente, da un minimo di mille euro a un massimo di cinquemila euro per ogni mese di ritardo nell'adeguamento.

7. Non possono essere posti specifici vincoli all'utilizzo di apparecchiature per la modalità di rifornimento senza servizio con pagamento anticipato, durante le ore in cui è contestualmente assicurata la possibilità di rifornimento assistito dal personale, a condizione che venga effettivamente mantenuta e garantita la presenza del titolare della licenza di esercizio dell'impianto rilasciata dall'ufficio tecnico di finanza o di suoi dipendenti.

8. Al fine di incrementare la concorrenzialità, l'efficienza del mercato e la qualità dei servizi nel settore degli impianti di distribuzione dei carburanti, è sempre consentito in tali impianti, fatti salvi i vincoli connessi a procedure competitive nelle aree autostradali in concessione:

a) l'esercizio dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande di cui all'articolo 5, comma 1, lettera b), della legge 25 agosto 1991, n. 287, fermo restando il rispetto delle prescrizioni di cui all'articolo 64, commi 5 e 6, e il possesso dei requisiti di onorabilità e professionali di cui all'articolo 71 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59;

b) l'esercizio dell'attività di un punto di vendita non esclusivo di quotidiani e periodici senza limiti di ampiezza della superficie dell'impianto;

c) l'esercizio della vendita di pastigliaggi.

9. Alla lettera b) del comma 3 dell'articolo 2 del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170, sono soppresse le parole "con il limite minimo di superficie pari a metri quadrati 1500"

10. Le attività di cui al comma 8, lettere a), b) e c) di nuova realizzazione, anche se installate su impianti esistenti, sono esercitate dai soggetti titolari della licenza di esercizio dell'impianto di distribuzione di carburanti rilasciata dall'ufficio tecnico di finanza salvo rinuncia del titolare della licenza dell'esercizio medesimo. Possono essere gestite anche da altri soggetti, nel caso tali attività si svolgano in locali diversi da quelli affidati al titolare della licenza di esercizio. In ogni caso sono fatti salvi i vincoli connessi a procedure competitive nelle aree autostradali in concessione.

11. Le Regioni, le province autonome e gli enti locali, adeguano la propria normativa alle disposizioni dettate dai commi 8, 9 e 10.

12. Fermo restando quanto disposto con il decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, e successive modificazioni, in alternativa al solo contratto di fornitura ovvero somministrazione possono essere introdotte differenti tipologie contrattuali per l'approvvigionamento degli impianti di distribuzione carburanti, a condizione che tali differenti tipologie contrattuali siano state precedentemente tipizzate attraverso la stipula di accordi conclusi con le modalità di cui all'articolo 19, comma 3, della legge 5 marzo 2001, n. 57.

13. Le tipizzazioni contrattuali di cui al comma 12 possono essere adottate successivamente al loro deposito presso il Ministero dello sviluppo economico, che ne deve curare la pubblicizzazione.

14. I modelli contrattuali di cui ai commi 12 e 13 debbono assicurare al gestore condizioni contrattuali eque e non discriminatorie per competere nel mercato di riferimento.

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Tag: Attualità , carburanti


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