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Interviste

pubblicato il 4 luglio 2011

Nick Mason fra velocità e collezionismo d'auto

Il batterista dei Pink Floyd ci racconta a Goodwood le sue passioni

Nick Mason fra velocità e collezionismo d'auto
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"Guardi che ha in testa un cappello Maserati...". "Oddio scusate, passatemi quello rosso Audi per favore!". Siamo al Festival of Speed di Goodwood, in Inghilterra, ed inizia così la nostra chiacchierata con Nick Mason, il batterista degli eterni Pink Floyd. Qui però veste i panni di pilota, appassionato di motori e grandissimo collezionista di auto (ed è per questo che talvolta confonde gli abbinamenti auto-cappello). Lui, 67 anni, sembra aver dimenticato l'epoca del rock, e ora ha un'aria elegante, da perfetto gentlemen driver inglese. Al Festival della Velocità è un abbonato fisso al volante di una Auto Union Tipo C, classe 1936, il non plus ultra delle auto da competizione costruite da Ferdinand Porsche: motore 16 cilindri, 520 cavalli per 824 kg di peso e 340 km/h di velocità massima...

Nick è il quinto anno che scegli un'Auto Union per correre sulla Goodwood Hill. Come mai sei così affezionato a questa vettura?
"E' semplice: è un'auto che risale al più fantastico periodo della storia del motorsport! So che è difficile paragonare Bernd Rosemeyer, Tazio Nuvolari, Michael Schumacher, Juan Manuel Fangio, perché non sono sicuro chi possa essere il più forte al di fuori del proprio periodo storico. Ma in termini di corsa, di competizione, è un periodo straordinario perché la tecnologia era già avanzatissima".

In che senso?
"Voglio dire... se provi un'auto degli Anni '30, ti rendi conto che non c'è stata un'altra auto di Formula 1 in grado di produrre la stessa potenza almeno fino agli Anni '80, quando si è entrati nell'era del turbo. Per trenta-quarant'anni gli sviluppi sono stati piccolissimi, quindi per me è il miglior periodo del motorsport!"

E il motorsport oggi che cos'è, cosa è cambiato per le auto e per chi le guida?
"La prima cosa che mi viene da dire è la sicurezza. Dopo la morte di Senna non ci sono state più vittime nella Formula 1. E' incredibile no? Significa che i piloti devono sempre essere coraggiosi e possono correre molto più tranquilli. E dico per fortuna, non fraintendetemi. Io non sono favorevole alle tragedie. Però fare il pilota un tempo era tutta un'altra cosa e non era sufficiente essere bravi a guidare. Bisogna avere molto più fegato per essere veloci".

La velocità... quanto conta per lei e nella sua vita?
"Beh, conta tantissimo. E per questo tutta la mia famiglia è da sempre appassionata e pilota. Mio padre, mio figlio e anche mia moglie, che sta guidando proprio qui a Goodwood una Ferrari Daytona 365 GTB/C, lo sapevate? Però non mi scontrerò con lei, prometto".

E la passione per la velocità, per le auto e per le corse l'ha fatta diventare una grandissimo collezionista. Ci può dire qualcosa del suo garage?
"Non abbiamo abbastanza tempo per parlarne! Diciamo che di base mi piacciono le auto da competizione di qualsiasi tempo. La più vecchia che ho è una Panhard 5 litri del 1901. Poi ho una Bugatti degli Anni '20, diverse Aston degli Anni '30, Maserati del '50, Ferrari degli Anni '60 e '70...".

Qualche Porsche?
"Sì... ho una 962 che ha corso a Le Mans nel 1990. E' l'unica corsa che ha fatto. L'ho comprata direttamente in fabbrica con una gara. E' un'ottima auto per Le Mans, non troppo difficile da guidare, ma velocissima".

Una domanda inevitabile considerando cosa ha fatto nella vita: Auto o Musica?
"Ah, io non lego le auto alla musica, è troppo difficile. Auto e musica sono partner, sono collegate, ma sono differenti. E se mi chiedi qual'è la più divertente, io ti dico che sono entrambi fantastiche!"

Quindi non si può dire se preferisce il suono dei cilindri o quello... della batteria?
"Okey, okey, io amo il suono dei cilindri, ma... come musica preferisco quella reale".

Torniamo al suo bel garage: c'è un'auto che guida tutti i giorni?
"Certamente sì, è una Audi RS6".

E nel futuro di questo garage cosa c'è? Magari un'auto elettrica, ovviamente sportiva?
"Sicuramente un'auto elettrica ci sarà. Sono affascinato da questo sviluppo della mobilità. Oggi il problema delle auto elettriche è che la tecnologia, o meglio la tecnologia delle batterie, non è ancora adeguata. Quindi il pericolo è che se compri un'auto elettrica, l'auto sarà fuori uso molto rapidamente. Oggi mi pare che un'auto arrivi al massimo al 120, 140, 160 chilometri. Non è abbastanza. Però entro due, tre anni arriveranno a 300 km. Io non la comprerò finché non sono certo che la tecnologia avrà fatto questi progressi. Però intanto posso dire che ho comprato delle auto diesel e pure con lo stop&start. A proposito di start, ora devo andare che mi chiamano per correre. Alla prossima!"

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Tag: Interviste , inghilterra , interviste , goodwood


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