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Mercato

pubblicato il 1 luglio 2011

Il mercato dell'auto è ancora in crisi

Giugno negativo e intanto troppe spese gravano sulle tasche degli italiani

Il mercato dell'auto è ancora in crisi

Il mercato dell'auto è ancora in difficoltà, lo dimostrano i dati resi noti oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. A giugno le immatricolazioni si sono fermate a 168.832 unità contro le 171.753 dell'anno scorso, il che significa che siamo tornati ai livelli di 15 anni fa e che su base annua c'è stata una flessione dell'1,7%. Il primo semestre dell'anno si chiude così a 1.012.849 immatricolazioni (-13,1%) e a 987.000 ordini (+6%), con oltre 260.000 vendite perse rispetto alla media dello stesso periodo degli ultimi 10 anni, con un danno pesante anche per il gettito IVA, perdita per le casse dello Stato che il Centro Studi Unrae valuta in oltre un miliardo di euro.

LE FAMIGLIE COMPRANO SEMPRE MENO
Anche a giugno gli acquisti delle famiglie sono diminuiti, stavolta di quasi il 10%, portandosi ad una quota del 60% del totale, rispetto al 65% di un anno fa. Una parte di quanto perso dai privati continua ad essere recuperato dalle immatricolazioni per uso noleggio (+11,3% nel mese al 20,6% di rappresentatività) e da quelle delle società (+13,4% in giugno, al 19,4% di quota di mercato). Sul fronte delle alimentazioni, alla flessione complessiva del mercato si contrappone la continua crescita del diesel (in giugno in aumento del 12,6%, al 56% di quota), mentre la benzina rimane sui livelli di un anno fa. L'ascesa del diesel continua a incidere positivamente sull'andamento dell'emissione media ponderata di CO2, che in giugno si è posizionata a 129,3 g/km e a 130,1 g/km nel primo semestre dell'anno.

USATO POSITIVO
Mantiene invece il segno positivo il mercato dell'usato, che riporta una crescita del 5,3% nel mese totalizzando 381.012 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture a concessionari. Il primo semestre dell'anno chiude così a +4,7% con 2.403.479 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture a concessionari.

CONCESSIONARI FORTEMENTE PREOCCUPATI
Di fronte all'evidente caduta della domanda espressa dalle famiglie italiane, che continuano a ridurre i consumi, in primis quello dell'auto, i concessionari esprimono una viva preoccupazione. A comunicarlo è ovviamente Filippo Pavan Bernacchi, il presidente di Federauto, che ha commentato i dati diffusi oggi dal Ministero dei Trasporti ricordando innanzitutto che questo calo "si concretizzerà in minori entrate per lo Stato per circa due miliardi di euro". E "il Governo, invece di ricercare strumenti per rilanciare la domanda, aumenta la pressione fiscale - dice Pavan Bernacchi -: IPT, accise sui carburanti, addizionali alle tasse automobilistiche. Nonostante da mesi dichiari di voler ridurre la pressione fiscale. Con ciò condizionando negativamente la propensione all'acquisto di autovetture e compromettendo ulteriormente la possibilità di una ripresa". Un'opinione ormai largamente condivisa dagli addetti ai lavori, come dimostrano anche le ultime dichiarazioni di Anfia e Unrae. L'allarme per lo stato di salute dell'intera filiera automotive è inoltre alimentato dall'indice del clima di fiducia dei consumatori appena rilasciato dall'ISTAT: - 0,7% rispetto a maggio, con un eggioramento dei giudizi sulla convenienza all'acquisto di beni durevoli.

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Tag: Mercato , immatricolazioni


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