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pubblicato il 1 luglio 2011

La patente a punti oggi compie 8 anni

Ecco il giudizio degli italiani sull’efficacia del sistema nato nel 2003

La patente a punti oggi compie 8 anni

Il primo luglio del 2003 entrava in vigore in Italia la patente a punti. In questi 8 anni sono stati decurtati 68 milioni di punti, mentre sono 275 milioni quelli accreditati agli automobilisti virtuosi. Il bilancio dell'aggiornamento del Codice della strada, introdotto per modificare il comportamento alla guida delle persone, è stato stilato dalla compagnia di assicurazione online Direct Line, che ha intervistato gli italiani per chiedere loro un parere sull'efficacia del provvedimento.

LA MAGGIORANZA VOTA CONTRO
Il 62% degli intervistati ritiene che l'effetto dissuasivo della patente a punti non abbia migliorato la sicurezza sulle strade in modo sostanziale, perché non scoraggia i guidatori a commettere infrazioni. Il 7% del campione analizzato pensa d'altro canto che gli indisciplinati siano aumentati, mentre il 26% riconosce una valenza educativa al "metodo dei punti", che garantirebbe così di viaggiare con un atteggiamento più sicuro nonché rilassato. Il 5% degli automobilisti, infine, considera il limite autostradale di 130 km/h troppo basso, con la percentuale che sale all'8% per gli under 25.

L'ETA' PORTA NUOVE PROSPETTIVE...E LIQUIDITA'
Che la patente a punti rappresenti o meno un deterrente per le condotta di guida fuori dalle regole del C.d.S. dipende dall'età. E dalla disponibilità economica degli automobilisti , verrebbe da aggiungere. Il 10% degli intervistati con più di 45 anni, infatti, pensa che il sistema non funzioni in questo senso, ma il doppio (20%) dei "colleghi" più giovani - compresi tra i 25 e i 35 anni - ritiene che la paura di perdere punti freni la voglia di commettere imprudenze. Come suggerito pocanzi, il riferimento alla capacità di spesa dei guidatori è anch'esso connesso all'età degli interpellati: di norma gli automobilisti sopra gli "anta" hanno un reddito mediamente elevato, che può coprire comodamente le sanzioni amministrative accessorie legate alla possibilità di non comunicare le generalità del conducente. In questo modo l'esborso per la multa è superiore, ma non vengono decurtati punti alla patente, fornendo così una chiave di lettura alla maggiore fiducia nel sistema sanzionatorio nutrita dagli automobilisti più giovani (e squattrinati).

UNA PATENTE FEDERALISTA
Esistono poi pareri differenti sulla patente a punti a seconda delle origini geografiche delle persone coinvolte nell'indagine. I più soddisfatti del sistema sono i bresciani, lontani un'intera Penisola dai più scettici, i palermitani. Le due aree urbane più importanti del Paese, Milano e Roma, sono inoltre divise sul tema "sicurezza delle strade": gli automobilisti della Capitale sono infatti meno critici al riguardo, in confronto con i "colleghi" del Nord. Alla Sardegna, infine, spetta il "record" dei conducenti più frettolosi, visto che a Cagliari si dimostrano come i più insofferenti ai limiti di velocità.

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Tag: Curiosità , patente a punti , sicurezza stradale , assicurazioni


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