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pubblicato il 30 giugno 2011

Saab, un prestito per pagare gli stipendi

La crisi però non è risolta e molto del suo futuro dipende da Pechino

Saab, un prestito per pagare gli stipendi
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Entro due settimane la Swedish Automobile N.V. (Swedish Automobile) avrà la liquidità necessaria per tornare a produrre a pieno ritmo e intanto gli stipendi dei dipendenti Saab sono stati finalmente pagati. I soldi sono arrivati da un prestito ponte convertibile di 25 milioni di euro ottenuto dalla Gemini Investment Fund Limited (Gemini). I fondi disponibili questa settimana sono così saliti a quota 66 milioni di euro (13 milioni sono arrivati da un ordine di un'azienda cinese per l'acquisto di 582 vetture). Il costruttore può quindi tirare un sospiro di sollievo, almeno per ora. "Abbiamo affrontato un momento particolarmente difficile nelle scorse settimane, ma adesso possiamo raggiungere un accordo con i fornitori in modo da ripartire con la produzione", ha detto Victor Muller, CEO di Swedish Automobile e Presidente di Saab Automobile, ribadendo: "Ancora una volta teniamo a porgere le nostre più sincere scuse ai nostri dipendenti per le difficoltà create loro con il nostro ritardo nei pagamenti". Ma la crisi in cui versa Saab è tutt'altro che finita.

UN PRESTITO IN ATTESA DI UN ALTRO PRESTITO
Il prestito, con tasso del 10% annuo, ha scadenza a 6 mesi e il prezzo di conversione è pari a 1,38 Euro per azione (prezzo medio ponderato in base al volume scambiato negli ultimi 10 giorni di negoziazione). A ricevimento dei 25 milioni di euro garantiti da Gemini e alla definizione degli accordi sui termini di pagamento con i propri fornitori, Saab Automobile conta di poter inoltre accedere all'ulteriore tranche del prestito garantito dalla Banca Europea degli Investimenti (BEI), pari a 29,1 milioni di euro.

L'ACCORDO CON I CINESI E' FONDAMENTALE
Con queste premesse, e auspicando che le tempistiche di erogazione di tali fondi siano rispettate e gli accordi con i fornitori sui termini di pagamento e di consegna vadano a buon fine, Saab conta di uscire dall'impasse in cui versa. "I nostri fondi per il finanziamento delle operazioni a medio e lungo termine sono assicurati dagli accordi con Pang Da e Youngman", ha detto Muller, però questi accordi devono ancora ottenere l'assenso di alcune autorità governative cinesi. "Nell'ipotesi di un esito positivo, il prestito Gemini verrà estinto completamente prima della scadenza", ha spiegato il presidente. Ma se l'accordo con Pang Da e Youngman non verrà approvato, come è già successo la cinese Hawtai, bisognerà trovare un'altra via d'uscita.

UNA CRISI CHE DURA DA TEMPO
Quella di Saab, ovvero Svenska Aeroplan Aktiebolaget (Azienda Aeronautica Svedese), è una storia che dura dal 1937, sebbene il suo primo prototipo di auto sia stato presentato dieci anni più tardi, in seguito alla creazione della Divisione auto Saab. Nel 1990 era nata la Saab Automobile AB come ditta separata, con proprietà condivisa tra Saab Scania Group e General Motors, e nel 2000 questa era diventata una sussidiaria di GM, che ne aveva acquisito l'intera proprietà. Tuttavia, messa in vendita dal Colosso americano, nel febbraio 2010 è stata acquistata dall'olandese Spyker Cars N.V. che dal 15 giugno 2011 è diventata la Swedish Automobile N.V.. La Casa svedese però stenta a decollare. Ufficialmente "la nuova era" inizia a marzo 2010, ma è subito chiaro che, sebbene i prodotti ci siano, mancano i soldi per realizzarli. Persino i modelli attuali hanno delle difficoltà. Ad aprile 2011 la produzione si ferma perché Saab non paga i fornitori. Lo stop è così grave che si ipotizza il ritorno nel capitale di Saab del magnate russo Vladimir Antonov, che era stato allontanato dall'azienda da GM al momento della cessione a Spyker perché Detroit non tollerava le voci sui reati finanziari e il riciclaggio di denaro che circolavano su Antonov. La manovra però è congelata. "Mr. Vladimir Antonov è ancora in attesa di una decisione relativa alla somma finanziabile da parte dell'Ufficio Nazionale del Debito Svedese - ha spiegato Muller -. Una volta che è stata ottenuta l'approvazione da parte di tutti gli enti, Mr. Antonov sarà in grado di fornire nuovi finanziamenti necessari per superare questo critico momento. Stiamo spingendo al massimo per ottenere nuove possibilità". E intanto pare una soluzione l'accordo con i cinesi della Hawtai, che però Pechino blocca. Passa il tempo ed ecco gli accordi con Pang Da e Youngman. Staremo a vedere come finirà.

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Tag: Mercato , Saab , auto europee , dall'estero , cina


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