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pubblicato il 27 giugno 2011

Nuovi pneumatici? Merce ormai rara

Negli USA le gomme scarseggiano. Materie prime e tasse gli imputati

Nuovi pneumatici? Merce ormai rara

Prima la mancanza di materie prime, poi la saturazione delle linee di produzione degli stabilimenti, infine il dazio applicato dall'amministrazione Obama alle importazioni di gomme cinesi. Ecco i fattori che hanno reso un nuovo pneumatico una rarità negli Stati Uniti, dove i Costruttori automobilistici si stanno scontrando con la difficoltà di approvvigionamento di gomme per il "primo equipaggiamento", mentre il mercato di sostituzione lamenta un aumento dei prezzi generalizzato. L'analisi della rivista Automotive News conferma dunque come si stia progressivamente verificando lo scenario di contrazione dell'offerta esaminato al termine dell'inverno, quando la riduzione dei materiali necessari alla costruzione degli pneumatici aveva portato l'attenzione sulla questione prezzi.

IL RUOLO DELLA CINA
Nei mesi scorsi si è parlato di scarsità della gomma naturale e di corsa all'acquisto dei Paesi asiatici (Cina, Giappone, Korea...), delineando l'esaurimento delle scorte mondiali fino al 2012. Ora, nella situazione di stallo nordamericana, si aggiunge il ruolo specifico della Cina: da un lato, il grande Paese del Far East utilizza da almeno un lustro gran parte dell'acciaio (componente fondamentale anche della carcassa di uno pneumatico), dall'altro ha invaso il mercato USA con l'importazione delle sue coperture. Proprio per regolamentare il mercato, nel 2009 il governo del Presidente Obama introdusse un dazio triennale, che dal 35% decresce al 30 e 25, passando dal secondo al terzo anno rispettivamente. La suddetta "penuria" di materie prime ha poi concorso all'aumento dei prezzi e ora i Costruttori di pneumatici devono fronteggiare la criticità della situazione.

UN MERCATO DI SOSTITUZIONE. E "RIDUZIONE"
I numeri in gioco di certo non aiutano. Il 2010 si è infatti chiuso con una richiesta di 55 milioni di gomme per il primo equipaggiamento delle auto prodotte vendute in Canada e USA. Le previsioni per il 2011 parlano di 62 milioni di pezzi, che diventeranno 79 nel 2016, e il mix di vendita peggiora il quadro della situazione. Il moltiplicarsi di misure molto differenziate e di specifiche tecniche diverse per ogni target di utilizzo dei veicoli ha inoltre saturato le linee dei siti di produzione di pneumatici nordamericani. Di conseguenza, Bridgestone, Continental, Goodyear e Michelin sono tra i principali produttori che hanno innalzato i prezzi più volte negli ultimi anni. Come sottolineato proprio dal Costruttore francese in occasione del Challenge Bibendum, tenutosi di recente a Berlino, Le azioni correttive si spostano ora "a monte", cioé nel progettare le nuove coperture massimizzando il risparmio di peso (e dunque di materie prime) di carcassa e battistrada e sfruttando il riutilizzo di materiale proveniente da pneumatici usurati.

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Tag: Attualità , pneumatici , produzione , cina


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