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pubblicato il 22 giugno 2011

Sicurezza stradale: Italia 13esima in Ue

Fallito l'obiettivo di dimezzare in dieci anni il numero degli incidenti

Sicurezza stradale: Italia 13esima in Ue

L'Italia proprio non ce l'ha fatta. Come era già stato previsto a novembre dell'anno scorso, il nostro Paese non è riuscito a dimezzare in dieci anni il numero degli incidenti stradali come aveva chiesto Bruxelles. Nel 2010 si sono verificati sulle nostre strade 207.000 incidenti stradali e sebbene questo dato significhi un incoraggiante -3,9%, rispetto al 2009, con 3.998 morti (-5,6%) e 296.000 feriti (-3,7%) non basta all'Italia per centrare l'obiettivo e la piazza al 13esimo posto tra i 27 Paesi dell'Unione europea, con una riduzione di poco superiore alla media europea (43%).

IN 8 CI SONO RIUSCITI
I Paesi europei che hanno centrano l'obiettivo Ue sono: Lettonia ed Estonia (-61%), Lituania (-58%), Spagna (-55%), Lussemburgo (-54%), Francia (-51%), Slovenia e Svezia (-50%). Il Portogallo lo ha sfiorato, fermandosi al -49.4%, mentre - oltre all'Italia - hanno ottenuto una riduzione superiore alla media europea, Irlanda (-48%), Germania (-48%), Regno Unito (-46%) e Slovacchia (-44%). Andando oltre, dalle stime sull'incidentalità stradale italiana nel 2010 anticipate da ACI e Istat sulla base dei verbali delle Forze dell'Ordine si evince che nel decennio 2001-2010 sulle strade d'Europa si sono registrati 102mila morti in meno rispetto a quelli che ci sarebbero stati se i valori del 2001 si fossero mantenuti costanti, con un risparmio complessivo dei costi sociali di 176 miliardi di euro.

ACI: L'ITALIA NON DEVE ARRENDERSI
Anche se non è stato centrato l'obiettivo Ue, l'indice di mortalità (rapporto tra numero morti e numero degli incidenti, moltiplicato 100) è comunque sceso: 1,9 nel 2010 rispetto al 2,0 del 2009. E sono state salvate 14.600 vite, risparmiati quasi 25 miliardi di euro in costi sociali, come ricorda il presidente dell'ACI, Enrico Gelpi, ribadendo l'impegno del Governo, del Parlamento, delle Forze dell'Ordine e di tutta la filiera della sicurezza stradale, che trova "nel conducente la sua componente più essenziale". "Dieci anni fa - ha detto Gelpi - l'idea di ridurre del 50% i morti sulle strade sembrava pura utopia, ma oggi i dati dimostrano quanto sia un obiettivo raggiungibile. Non bisogna ora abbassare la guardia e investire sempre di più in formazione ed infrastrutture, consapevoli che 1 euro speso in sicurezza stradale ne frutta 20 in risparmio di spesa sociale e che è possibile evitare 1 incidente mortale su 3 con investimenti finalizzati alla sicurezza". Anche Enrico Giovannini, presidente dell'Istat, ha sottolineato l'importanza di questo risultato ed ha ricordato che allo scopo di migliorare le statistiche sull'incidentalità stradale l'Istat ha stipulato lo scorso marzo un Protocollo di intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dell'Interno, il Ministero della Difesa, le Regioni e Province autonome, l'Unione delle Province e l'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia. "Grazie a questa rafforzata collaborazione interistituzionale sarà possibile fornire un quadro conoscitivo sempre più aggiornato ed esaustivo", ha detto Giovannini.

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Tag: Attualità , incidenti , sicurezza stradale , unione europea


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