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pubblicato il 16 giugno 2011

Auto nuova: arriva la "tassa" sugli pneumatici

Soldi all'ACI ed Ecopneus per la raccolta di quelli fuori uso. Sui 3-4 euro a gomma?

Auto nuova: arriva la "tassa" sugli pneumatici

Dopo i rincari di Rca, Ipt e carburante, arriva un "contributo ambientale" per il recupero degli pneumatici fuori uso che l'automobilista pagherà all'acquisto di un'auto nuova o di pneumatici nuovi. Nel primo caso i fondi verranno raccolti e gestiti dall'ACI e nel secondo da Ecopneus, per questo si parla di "contributo ambientale" e non di "tassa", in quanto lo Stato non mette mano a questi introiti. Il nuovo obbligo scatterà il 10 settembre per Ecopneus e il 10 ottobre per l'ACI, giorno più giorno meno; la data esatta verrà fissata dal ministero dell'Ambiente nei prossimi giorni come prevede il Decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 131 dell'8 giugno 2011 di cui vi abbiamo già parlato. L'obiettivo è lodevole: smaltire correttamente i vecchi pneumatici, combattendo le ecomafie (che con il business delle gomme fuori uso da smaltire illegalmente incassano due miliardi di euro ogni cinque anni). Premettendo che ci sarà un Comitato interno all'ACI per la gestione delle gomme vecchie, leggiamo assieme il testo: "Articolo 7. PFU (Pneumatici fuori uso) derivanti da demolizione dei veicoli a fine vita". Comma 5: "Il Comitato, entro trenta giorni dal suo insediamento, individua, sulla base della documentazione fornita dai produttori e dagli importatori degli pneumatici, l'entità del contributo per la copertura dei costi di raccolta e gestione degli pneumatici dei veicoli a fine vita e lo comunica all'autorità competente la quale, entro trenta giorni, approva l'ammontare del contributo". Cioè: fra qualche giorno, ci diranno qual è l'ammontare del contributo.

IL PRIMO CONTRIBUTO
Secondo indiscrezioni raccolte da OmniAuto.it, il contributo si aggirerà attorno ai 3-4 euro a gomma, che fanno da 14 a 20 euro di contributo ad auto nuova. E attenzione a questo passaggio: "Il contributo è riscosso dal rivenditore del veicolo all'atto della vendita di ogni veicolo nuovo nel territorio nazionale e versato in un fondo appositamente costituito presso l'Automobile club Italia, utilizzato per la copertura dei costi di raccolta e gestione degli pneumatici dei veicoli a fine vita". Quindi, l'ACI incassa per coprire i costi dovuti a una prima operazione: raccolta e gestione delle gomme delle auto mandate dal demolitore. E infine: "Dal 120esimo giorno dall'entrata in vigore del presente regolamento decorre l'obbligo, da parte dei rivenditori, di esazione del contributo che deve essere indicato in modo chiaro in una riga separata nella fattura di vendita". Il concessionario deve farti vedere qual è il contributo dato all'ACI, che ci auguriamo riesca nella complessa gestione della materia.

IL SECONDO CONTRIBUTO
Ogni volta invece che compreremo pneumatici nuovi, pagheremo un contributo a Ecopneus, che impiegherà questo denaro per smaltire le gomme vecchie (probabilmente parliamo di 3-4 euro a gomma, lo ricordiamo come è giusto ammettere che già qualche gommista può darsi che applichi al prezzo d'acquisto una cifra destinata per lo smaltimento del PFU che però non compare separatamente in fattura e di cui l'acquirente non sia consapevole). Ma cos'è Ecopneus? È la società senza scopo di lucro per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e la destinazione finale degli pneumatici fuori uso, creata dai principali produttori di pneumatici operanti in Italia. Parliamo di multinazionali: ci sono dentro Bridgestone, Continental, Goodyear Dunlop, Marangoni, Michelin e Pirelli. E hanno tutto l'interesse a stroncare le ecomafie, specie quelle del Sud del nostro Paese. Il contributo ambientale richiesto al momento dell'acquisto dello pneumatico nuovo garantirà ai cittadini la massima trasparenza: sarà riportato in fattura o sullo scontrino fiscale in apposita riga separata. Fra circa tre mesi, Ecopneus avvierà il ritiro gratuito degli pneumatici fuori uso presso 30.000 tra gommisti, autofficine, sedi di flotte di veicoli su tutto il territorio nazionale. A seguire, l'invio agli impianti di trattamento o di valorizzazione.

UNA NUOVA SFIDA
Non sarà facile far digerire un altro contributo all'automobilista: da 14 a 20 euro per treno di cinque gomme. Comunque, il denaro va in mani buone: i produttori di gomme. Ma il problema è un altro: come faranno a sconfiggere le ecomafie del Sud Italia? Gli ispettori di questa società senza fini di lucro dovranno andare a mettere il naso lì dove neppure lo Stato è mai riuscito a sconfiggere il crimine legato allo smaltimento dei rifiuti, che per gli esperti è il core business della criminalità organizzata del futuro. Tanto per fare un esempio, fra Napoli e Caserta, in una zona detta "Terra dei fuochi", la camorra necessita di pneumatici fuori uso per il suo malaffare. Li sfrutta come base per le "torte" di rifiuti. Al primo livello, servono gomme vecchie; sopra, tonnellate di immondizia di ogni genere; come terzo strato, eternit e porcherie varie. Lì a bruciare e magari a entrare nelle falde acquifere. È così da anni: cambieranno davvero le cose? Ci auguriamo di sì.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , pneumatici , aci


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