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pubblicato il 15 giugno 2011

Apnee del sonno, un pericolo per la sicurezza stradale

Ne soffrono 1.600.000 italiani, ma solo il 10% lo sa

Apnee del sonno, un pericolo per la sicurezza stradale

Si chiama apnea del sonno ed è un disturbo che consiste in "episodi di ostruzione delle vie respiratorie durante il sonno". Gli effetti: compromette il riposo notturno, quindi durante il giorno è causa di distrazione, sonnolenza, difficoltà di concentrazione e scarsa reattività, nemici giurati della sicurezza al volante. Ne sono affetti 1.600.000 italiani, ma solo il 10% di questi ne è consapevole e si cura in modo appropriato. Gli automobilisti che soffrono di questa sindrome corrono un rischio fino a 7 volte maggiore di provocare un incidente stradale e sarebbero oltre 800 gli automobilisti che muoiono ogni anno sulle strade italiane in conseguenza di un sonno disturbato. Sono i risultati di uno studio illustrati alla Camera dei Deputati dall'ACI e dalla Federazione Italiana contro le Malattie Polmonari Sociali e la Tubercolosi nel convegno "Disturbi respiratori ed incidenti stradali: le apnee nel sonno. Situazione attuale e prospettive future".

AUTOTRASPORTATORI A RISCHIO
Oltre ad influire negativamente sui livelli di attenzione, la malattia allunga i tempi di reazione: a 130 km/h i conducenti affetti da OSAS percorrono 22 metri in più rispetto agli altri prima di frenare o impostare una manovra correttiva; a 40 km/h la differenza è di 9 metri. Il fenomeno riveste particolare importanza dal punto di vista della sicurezza perché, secondo la FIMPST, le apnee del sonno sarebbero frequenti soprattutto gli autotrasportatori, categoria già particolarmente a rischio per il tipo di attività svolta. Si stima che in Italia il 4% degli uomini e il 2% delle donne soffrano della sindrome delle apnee nel sonno, ma la percentuale sale fino al 20% tra gli autotrasportatori a causa del loro stile di vita molto sedentario. Molti autisti professionisti non sanno o trascurano il proprio disturbo, per cui costituiscono un pericolo per tutti gli utenti della strada. " La sicurezza, soprattutto per gli autisti professionisti -  ha dichiarato ilpresidente della IX Commissione Trasporti della Camera, on. Mario Valducci - , passa attraverso questa consapevolezza: solo così potremo contare su un'efficace attività di controllo sanitario mirata limitare il rischio degli automobilisti affetti da OSAS, pericolosi per sé e per gli altri".

IDONEI ALLA GUIDA?
La FIMPST sottolinea il fatto che solo in 10 Paesi europei (Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Olanda, Polonia, Regno Unito, Spagna, Svezia e Ungheria) la sindrome delle apnee nel sonno e altre sintomatologie respiratorie sono citate nella valutazione della idoneità alla guida. In Italia manca ancora una norma che disciplini il rilascio e il rinnovo della patente agli affetti di OSAS, soprattutto per gli autisti professionisti, e non c'è l'obbligo di segnalare tali patologie a un'autorità competente. Inoltre la legge non chiarisce nemmeno il corretto comportamento degli operatori sanitari che devono assolvere il dovere di tutela della privacy dei pazienti ma anche il ruolo di tutela della salute pubblica. "L'OSAS si cura con la pressione positiva continua nelle vie aeree - ha affermato il past president della FIMPST, on. Nené Mangiacavallo - in grado di eliminare le apnee e migliorare il riposo notturno. Per essere curata deve però essere prima individuata con accertamenti ai quali ci si deve sottoporre spontaneamente". 

INFORMARE, EDUCARE, NON PENALIZZARE
Le soluzioni secondo ACI e FIMPST: informazione e prevenzione che favoriscano il coinvolgimento spontaneo degli utenti, finalizzato all'accertamento e alla cura delle patologie; definire tempi certi e brevi tra la diagnosi e il trattamento, che corrispondano a un periodo di sospensione dalla guida. Per gli autisti professionisti andranno poi attivati gli opportuni ammortizzatori sociali; prevedere una componente sanzionatoria solo per chi nasconde la propria patologia già accertata da una struttura sanitaria; evitare estemporanee iniziative locali disgiunte da un piano nazionale, che creerebbero discriminazioni sociali e comprometterebbero l'efficacia dell'intero sistema.

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Tag: Attualità , sicurezza stradale , aci


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