dalla Home

Test

pubblicato il 15 giugno 2011

Fiat Freemont, spazio alla famiglia

L'abitabilità è il suo forte, ma è un pò rigida su strada

Fiat Freemont, spazio alla famiglia
Galleria fotografica - Fiat FreemontGalleria fotografica - Fiat Freemont
  • Fiat Freemont - anteprima 1
  • Fiat Freemont - anteprima 2
  • Fiat Freemont - anteprima 3
  • Fiat Freemont - anteprima 4
  • Fiat Freemont - anteprima 5
  • Fiat Freemont - anteprima 6

Sulla carta lo abbiamo definito un deja-vu intelligente. Su strada, ora che l'abbiamo provato, pure. Certo, il primo impatto con la Freemont non è di quelli che lasciano il segno. Un po' perché la vettura, marchiata Dodge, circola sulle nostre strade da circa tre anni. Un po' perché l'originalità delle forme non è mai stata il punto forte del progetto americano. Ma questa è stata la fortuna della Fiat a cui è stato sufficiente apportare qualche modifica estetica, sia all'anteriore sia in coda, per ottenere un modello integrato nella gamma come soluzione dedicata alle famiglie razionali, quelle che prima di pensare all'immagine fanno due conti con il portafoglio e con il bilancio casalingo e che per ragioni di prole hanno bisogno di molto spazio.

PRAGMATICITA' AL POTERE
E di spazio, sulla Freemont, ce n'è a volontà. Cosa che non stupisce, se si pensa alle esigenze medie della famiglia americana, tendenzialmente ben oltre la media. I centimetri abbondano in tutte le direzioni, sia che si sieda davanti, sia che ci si accomodi dietro. Ovviamente, sulla terza fila di sedili è meglio sistemare i più esili, dato che lo spazio per le gambe è inferiore rispetto alle altre porzioni dell'abitacolo e per prendere posto è richiesta una buona dose di agilità. Nulla di più di quanto accade con altre MPV 7 posti, sia chiaro: i due sedili posteriori sono da sempre i più stretti e i meno accessibili, data l'ovvia mancanza di una terza apertura laterale. Tuttavia, lo spazio è il "minimo sindacale" richiesto a una crossover.

UN ABITACOLO, INFINITE SOLUZIONI
Importanti quanto l'abitabilità sono la flessibilità e la funzionalità di interni e bagagliaio. Anche in questo campo, gli americani hanno ben poco da imparare. La Freemont è un trionfo di portaoggetti, svuotatasche e soluzioni di ogni genere. Ci sono ovviamente i classici portalattine nel tunnel fra i sedili anteriori, ma anche due ampi "pozzetti" celati da uno sportello nella zona piedi della seconda fila di sedili. In caso di trasporti eccezionali (leggasi tavole da surf o pacchi Ikea particolarmente ingombranti), è possibile inoltre ribaltare lo schienale del sedile anteriore destro, al di sotto del quale si trova peraltro un cassetto portaoggetti. Sacchetti della spesa? Negli USA hanno pensato anche a quello, va da sè: due ganci appositi sono posizionati sullo schienale dei sedili anteriori, a disposizione di chi siede dietro. Non solo: i tre posti della fila centrale scorrono in lunghezza (nelle porzioni 1/3; 2/3), per un'ottimale distribuzione dei centimetri disponibili.
Quanto al bagagliaio, la capacità è inversamente proporzionale al numero di passeggeri trasportati e, come su tutte le MPV, anche sulla Freemont rimangono pochissimi cm per le valigie in caso di configurazione a sette posti. All'estremo opposto, abbattendo cioè tutti i sedili, il vano di carico (piatto) tocca una capacità di 1.461 litri. Viaggiando in cinque, infine, non c'è bisogno di scendere a compromessi: con gli ultimi due sedili "annegati" nel pianale c'è posto a volontà per le valige.

SICUREZZA PER TUTTI
Data la mission del veicolo, la protezione degli occupanti è senza dubbio uno dei temi "caldi". Purtroppo, sulla Freemont non sono disponibili, nemmeno a richiesta, sistemi di ausilio alla guida come il cruise control attivo, l'avviso di scavalcamento involontario della corsia e le telecamere per l'angolo cieco. Detto questo, a bordo della sette posti italiana ci si sente protetti innanzitutto dalla posizione di guida rialzata. Oltre a questo, la lista delle dotazioni di serie (sia per la versione di accesso alla gamma, sia per la Urban) comprende 7 airbag, ESP, poggiatesta anteriori anti colpo di frusta, sensori pressione pneumatici e "child booster": i sedili laterali della seconda fila dispongono di seduta che si più rialzare, per permettere anche ai più piccoli di usufruire del contenimento ottimale da parte della cintura di sicurezza.
A infondere sicurezza c'è poi il comportamento stradale: la Freemont non spicca per tenuta di strada, dato baricentro rialzato e peso elevato, ma i limiti sono facilmente percepibili e anche le manovre brusche non mettono in difficoltà il retrotreno.

PER VIAGGI DI TOTALE RELAX
Nel passaggio da Dodge a Fiat, la Freemont guadagna un 2.0 common rail di ultima generazione (prima c'era un turbodiesel con iniettore pompa) che le permette di compiere un bel passo avanti in termini di fluidità e contenimento dei dB. La spinta è consistente a partire da 1.600 giri e continua, in costante progressione, fino a 4.000. Altra differenza è nell'assetto, ora un po' più rigido e a misura di automobilista europeo: lo smorzamento delle asperità resta ancora la priorità, ma la precisione di guida fa segnare importanti progressi, grazie anche all'accresciuta rapidità di sterzo. La sportività è un'altra cosa, chiaramente, ma l'effetto "mal di mare" è svanito.
Si rivela superiore agli standard statunitensi la qualità degli interni, grazie alle plastiche morbide utilizzate per il rivestimento di plancia e pannelli porta. Infine, una curiosità: è difficile trovare un prodotto più esplicitamente figlio della globalizzazione della Freemont. Il marchio Fiat campeggia su un volante Chrysler, mentre i pulsanti dei finestrini sono di origine Mercedes-Benz (partner precedente del Gruppo americano).

LOW COST, HIGH VALUE
Tre file di sedili (ognuna con "zona climatizzatore" dedicata), radio con touch screen da 4,3 pollici, terminali di scarico cromati, keyless go, cruise control... Non si tratta di una ricchissima versione di lancio, ma dell'allestimento di accesso alla gamma. Quello, per intenderci, che in abbinamento alla motorizzazione da 140 CV viene proposto a soli 25.700 euro. La più ricca Urban (+1.500 euro) aggiunge alla lista, tra gli altri, il sedile anteriore destro ribaltabile con cassetto portaoggetti, il sedile guida regolabile elettricamente con supporto lombare, i vetri oscurati e il sensore luce. Questi i prezzi della 2.0 da 170 CV: 27.200 e 28.700 euro per la Urban.
E per raggiungere gli obiettivi fissati da Marchionne - 30.000 auto all'anno in Europa, di cui 22.500 in Italia - la gamma si amplierà a novembre. Ci sarà l'innesto della motorizzazione di nicchia 3.6 V6 benzina, ma soprattutto l'aggiunta della trazione integrale, in abbinamento al 2.0 turbodiesel più potente e, appunto, al 3.6 V6. A fine anno arriverà anche il cambio automatico, disponibile però soltanto con le 4WD.

Scheda Versione

Fiat Freemont
Nome
Freemont
Anno
2011
Tipo
Normale
Segmento
medie
Carrozzeria
SUV e Crossover
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
VAI ALLA SCHEDA

Autore: Adriano Tosi

Tag: Test , Fiat , auto europee


Listino Fiat Freemont

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
2.0 MultiJet 16v 140cv Freemont anteriore diesel 140 2.0 7 € 27.300

LISTINO

2.0 MultiJet 16v 140cv Urban anteriore diesel 140 2.0 7 € 28.800

LISTINO

2.0 MultiJet 16v 170cv Urban anteriore diesel 170 2.0 7 € 30.300

LISTINO

2.0 MultiJet 16v 140cv Lounge anteriore diesel 140 2.0 7 € 31.300

LISTINO

2.0 MultiJet 16v 140cv Cross anteriore diesel 140 2.0 7 € 32.550

LISTINO

2.0 MultiJet 16v 170cv Lounge anteriore diesel 170 2.0 7 € 32.800

LISTINO

2.0 MultiJet 16v 170cv Black Code anteriore diesel 170 2.0 7 € 33.300

LISTINO

2.0 MultiJet 16v 170cv automatica AWD Urban 4x4 diesel 170 2.0 7 € 33.800

LISTINO

Tutti gli allestimenti »

 

Top