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Retrospettive

pubblicato il 12 giugno 2011

I 50 anni della Volvo P1800

Storia della coupé svedese più famosa

I 50 anni della Volvo P1800

La Volvo P1800 è stata per quasi 12 anni il simbolo viaggiante della Casa svedese e, pur senza raggiungere numeri produttivi importanti, è ancora ricordata come una delle poche coupé iconiche nate al di fuori dei classici confini italiani, inglesi, tedeschi o francesi. Proprio quest'anno la slanciata 2 porte che Roger Moore guidava nella serie televisiva "Il Santo" compie 50 anni e si conferma come una delle più originali realizzazioni di Volvo e della carrozzeria italiana Pietro Frua. Dietro alla scandinava Volvo P1800 c'è infatti un tale intreccio di paternità e di nazionalità che, se può essere normale nell'attuale panorama di globalizzazione industriale, risulta perlomeno insolito per gli Anni '60 del secolo scorso. Una breve panoramica sulle origini, l'evoluzione e la carriera della nordica coupé può servire a delinearne meglio il carattere cosmopolita.

STILE ITALIANO, MATITA SVEDESE
Prima del debutto al Salone di Bruxelles del gennaio 1960 la Volvo P1800 occorre infatti considerare quattro anni di sviluppo e progettazione preceduti dalla poco fortunata Volvo Sport (o P1900), prodotta in 68 esemplari fra il 1955 e il 1957. Dopo questa roadster con scocca in plastica i vertici della Casa di Göteborg cominciano a pensare a qualcosa di più adatto alla produzione in serie e altrettanto prestigiosa da vivacizzare l'immagine un po' austera del marchio. E' così che l'allora Presidente di Volvo, Gunnar Engellau, desideroso di incrementare l'affluenza del pubblico nelle concessionarie fa partire il progetto P1800, commissionando una grintosa coupé all'atelier torinese di Pietro Frua. Il caso vuole che presso la prestigiosa carrozzeria torinese lavorasse Pelle Petterson, figlio del consulente Volvo Helmer Petterson e che al momento della scelta del design definitivo venisse incluso un disegno del giovane svedese, quello che risultò vincente.

INIZIO PRODUZIONE NEL REGNO UNITO
Nel 1961 la nuova Volvo P1800 si appresta ad arrivare negli showroom con la carrozzeria coupé in acciaio, un lungo cofano anteriore e un terzo volume posteriore alleggerito da un paio di leziose pinne laterali in coda. La meccanica è derivata in gran parte da quella della berlina Volvo Amazon, compreso il nuovo motore quattro cilindri B18 nella versione sportiva da 100 CV. Sulla scorta di tre prototipi di preserie realizzati a Torino da Frua nel 1957-1958 la produzione parte nei primi mesi del 1961, ma mancando le capacità interne viene demandata la costruzione della carrozzeria alla Pressed Steel e la verniciatura e assemblaggio alla Jensen Motors, sempre in Gran Bretagna. Nel 1963, dopo solo 6.000 unità prodotte negli stabilimenti britannici e non pochi problemi logistici di approvvigionamento, la Volvo riporta in patria l'auto e dallo stabilimento svedese di Lundby cominciano ad uscire le 1800 S (per "Svezia).

FINO A 130 CV
La carriera della coupé Volvo vede negli anni una serie continua di aggiornamenti e modifiche che non ne modificano significativamente lo stile, ma servono a mantenerne attuale l'offerta e trainare lo sviluppo delle altre Volvo. Nel 1966 la potenza della 1800 S sale a 115 CV (175 km/h la velocità massima), mentre nel 1969 il propulsore viene sostituito dal due litri B20 da 118 CV. I freni a disco sulle quattro ruote e l'iniezione elettronica sono invece le principali novità della Volvo 1800 E, presentata nel 1970 con una potenza di 130 CV. Grazie a queste modifiche la Volvo 1800 E arriva a 190 km/h e scatta da 0 a 100 km/h in 9,5 secondi. Nel 1972 la coupé svedese va in pensione con un totale di 39.415 esemplari prodotti, suddivisi in 6.000 "P1800", 23.994 "1800 S" e 9.421 "1800 E".

CON LA "ES" DIVENTA FAMILIARE
Al debutto nel 1971 e in vendita nel biennio 1972-73 è invece l'ultima esponente della famiglia "1800", denominata Volvo 1800 ES e caratterizzata da una carrozzeria simil-familiare due porte in stile "shooting-brake". Altra nota esclusiva della 1800 ES è il lunotto posteriore interamente in vetro, ripreso in parte dalla Reliant Scimitar GTE e poi fonte di ispirazione per le Volvo 480 e C30. La sportiva station wagon svedese, disegnata internamente da Jan Wilsgaard, adotta il motore di due litri a iniezione elettronica (B20F) depotenziato a 125 CV, ma riceve un'accoglienza incerta da parte del pubblico. Dopo due anni e 8.077 vetture prodotte, anche la 1800 ES viene pensionata e comincia presto a diventare una vettura da collezione. Da questo punto di vista la Volvo P1800 e tutte le sue discendenti hanno quotazioni ancora abbastanza abbordabili e comprese fra i 15.000 e i 25.000 euro, anche se per trovarne una occorre battere a tappeto gli annunci internazionali di automobile.it o le mostre scambio specializzate. Un'ultima curiosità riguarda il Guinness dei Primati, visto che nella categoria di auto con il maggiore chilometraggio prevale proprio una Volvo 1800 S, quella del californiano Irv Gordon che ha superato quota 4,5 milioni di km.

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