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Mercato

pubblicato il 9 giugno 2011

Ford: 8 milioni di auto entro il 2015

Il CEO Mulally vuole aumentare del 50% le vendite puntando sui paesi emergenti

Ford: 8 milioni di auto entro il 2015
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Alan Mulally vuole aumentare le vendite di Ford del 50% entro il 2015 passando dagli attuali 5,3 milioni di auto a 8 milioni e conquistando così il terzo posto mondiale. Lo ha dichiarato l'amministratore delegato del costruttore di Auburn Hills alla CNBC nel corso di un'intervista a margine di un incontro avuto con azionisti e investitori chiamati a condividere i nuovi ambiziosi piani di Mulally.

ASIA E AFRICA NEL MIRINO
Ma come pensa Ford di imprimere un'accelerazione così forte? Crescendo in Asia e in Africa attraverso prodotti studiati per i clienti di quei paesi e potenziando gli stabilimenti preposti a rifornire quei mercati. Il lavoro più difficile riguarderà la Cina dove il divario con altre case, prima fra tutte, la General Motors, è enorme: 230mila unità contro quasi 1,1 milioni ovvero oltre 4 volte tanto. Anche per l'India il gap è enorme con i concorrenti, ma il fatto che la Figo sia stata nominata auto dell'anno 2011 nel paese di Gandhi è di buon auspicio alla luce dei dati economici che vedono un aumento del PIL del 10% annuo e un mercato auto che potrebbe diventare il terzo al mondo già nel 2020. Ford ha al momento 3 soli modelli per l'India e 5 per la Cina e conta di passare rispettivamente a 8 e a 15 entro il 2015.

NON È MAI TROPPO TARDI
Le ragioni di questo ritardo sono dovute - secondo Mulally - al fatto che Ford si è concentrata sinora sul mercato domestico e sull'Europa, ma che ha permesso di sviluppare prodotti efficienti e di piccole dimensioni con margini elevati. Questo consentirà di commercializzare questi e altri prodotti di tale tipo anche sui nuovi mercati con prezzi competitivi e in modo profittevole in modo da spingere sia le vendite sia i margini, tra l'8 e il 10%, nonostante l'aumento della spesa in conto capitale da 3,9 a 6 miliardi di dollari all'anno. Ford prevede inoltre che il 55% delle proprie auto prodotte nel 2020 saranno di taglia small mentre già nel 2015 il 75% dei volumi sarà raggiunto con 5 piattaforme globali (B, C, C/D, full-size commercial van e compact pickup). Fiesta e Focus saranno le protagoniste di questo exploit totalizzando 2 milioni di unità l'una a livello globale.

MOSSA A SORPRESA
Molti vedono le affermazioni di Mullaly come una dichiarazione di guerra bella e buona agli altri grandi gruppi, altri come una semplice mossa tattica per risollevare il titolo di Ford che dall'inizio dell'anno ha visto un calo da 18,65 dollari a sotto i 14 dollari ovvero un quarto del proprio valore. Non a caso, dopo le dichiarazioni del CEO, il titolo dell'Ovale Blu si è riportato al di sopra dei 14 dollari. Altri vedono invece nel piano Ford una necessità di fronte alla sfida posta dalle altre grandi case che obbliga a innalzare la massa critica per mantenere il sistema competitivo. Intanto il debito, accumulato negli anni di crisi, sarà ridotto entro la fine dell'anno a 10 miliardi di dollari, un rientro record se si considera che nel 2009 ammontava a 33,9 miliardi.

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Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , Ford , auto americane


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