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pubblicato il 11 giugno 2011

Suzuki Swift 1.2 VVT Samurai Design

Assetto equilibrato, motore brillante e parco. "Volubile" di sterzo, ha il bagagliaio piccolo

Suzuki Swift 1.2 VVT Samurai Design
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L'introduzione della motorizzazione diesel 1.3 DDiS sulla Suzuki Swift M.Y. 2010 era stata sottolineata dalla Casa di Hamamatsu con una livrea grafica ispirata alla bandiera imperiale giapponese, presente su tetto e specchi retrovisori dell'utilitaria del Sol Levante. La Suzuki Swift 1.2 VVT Samurai Design oggetto della nostra prova su strada, invece, è spinta dal 4 cilindri a benzina di 1.242cc che, grazie alla distribuzione a fasatura variabile sulle valvole di aspirazione e scarico, eroga una potenza di 94 CV e una coppia di 118 Nm a 4.800 giri/min. Con i suoi 3,85 m di lunghezza, la Swift sposa la filosofia progettuale delle "utilitarie" della passata generazione - le attuali interpreti della categoria, infatti, misurano tutte circa 4 metri - confrontandosi (per dimensioni) nel segmento B con la Toyota Yaris, lunga 3,78 m, e la Mazda2, di lunghezza pari a 3,92 m. La serie speciale "Samurai Design" è sviluppata sulla base della "GL Style", versione con cui condivide gli equipaggiamenti e che parte da un prezzo di 14.190 euro. Potete approfondire il confronto tra le tre giapponesi nel nostro listino, dove le abbiamo esaminate a parità di motorizzazione e dotazioni.

VESTE ANCORA "BRITISH", MA E' PIU' MATURA
L'impatto con la Swift della nostra prova è di quelli forti. Se le versioni "tradizionali" si caratterizzano infatti per uno stile particolare, ispirato alla MINI nel taglio del tetto e nell'inclinazione del parabrezza, la livrea della "Samurai Design" prende spunto sempre dalla piccola inglese, ma al posto della Union Jack sfoggia sul tetto e sugli specchietti la bandiera imperiale giapponese. Per il resto, il model year 2010 ha modificato in parte il design squadrato della Swift originale, aggiungendo curvature ai volumi della carrozzeria e allungando la forma dei fari. Il risultato dell'operazione stilistica ha cambiato un po' l'immagine dell'auto, ora meno sportiveggiante e più matura. Le modifiche più sostanziali, in ogni caso, riguardano l'adozione di un nuovo motore a benzina e l'impostazione degli interni.

GENEROSA CON I PASSEGGERI, NON CON I BAGAGLI
L'abitacolo della Suzuki Swift ci accoglie subito con un bel sedile, conformato per offrire un buon contenimento, senza "costringere" troppo gli occupanti con profilature pronunciate: i fianchi di seduta e schienale si adattano infatti a differenti corporature. La regolazione del posto guida usufruisce della pratica leva a "crick" per la variazione in altezza; in ogni caso, anche per persone di statura sopra la media, i centimetri sopra la testa abbondano, mentre il fianchetto porta e il passaruota sono correttamente conformati per "puntellare" gomito e gamba sinistra e sostenere il corpo nelle curve. Piuttosto, la pedaliera risulta essere leggermente disassata verso sinistra, ma la libertà di movimento dei piedi è ampia, con il pedale della frizione molto distanziato da quelli di freno e acceleratore. Anche tenendo conto degli standard di una vettura di segmento B, lo spazio in larghezza è tale da permettere ai passeggeri anteriori di non interferire tra loro, così come due adulti che siedano sul divanetto posteriore possono affrontare lunghi tragitti godendo di un discreto comfort. Il posto centrale non è troppo rialzato, anche se il tunnel sottrae spazio per i piedi. La buona abitabilità ottenuta dai progettisti ha richiesto dei sacrifici nella capacità di carico, dato che la volumetria del bagagliaio (211 litri) si attesta su valori tipici di auto del segmento inferiore. Il vano è infatti poco profondo e presenta uno scalino pronunciato tra il piano d'appoggio e la soglia di carico. La cappelliera rimane sollevata grazie a un "fermo" posto nella cerniera: peccato che chiudendo il portellone non torni in posizione orizzontale, ostruendo la visuale posteriore dello specchietto retrovisore interno. La versatilità di carico è invece molto buona, grazie al pratico sistema di sblocco degli schienali, che si ripiegano facilmente formando però un dislivello rispetto al divanetto.

PRATICA DA USARE, CON QUALCHE SVISTA "NOTTURNA"
Il sistema keyless entry è molto comodo e permette di aprire le portiere e il portellone del bagagliaio con un pulsante. L'avviamento del motore avviene poi premendo l'interruttore sulla plancia, previo l'azionamento del pedale della frizione. Parlando sempre della fase di avvio del propulsore, si sente la mancanza del sistema Start&Stop, disponibile su un'altra versione (omonima) presente in listino a partire da 15.190 euro. L'aggiornamento che ha interessato la Swift nel 2010 ha ridefinito la disposizione della plancia, ora sviluppata maggiormente in senso verticale per ricavare più spazio per riporre gli oggetti. Il vano presente in fondo alla consolle centrale, infatti, è molto comodo per svuotare le tasche e accogliere portafoglio e cellulare, oppure per collegare il proprio dispositivo multimediale allo slot USB, ricavato vicino alla presa da 12V. Salendo con lo sguardo, si nota come la disposizione dell'impianto audio e del climatizzatore sia molto ordinata, con la regolazione automatica di quest'ultimo resa intuitiva dai comandi che guidano i flussi e variano la temperatura. L'illuminazione color ghiaccio della plancia viene ripresa anche dalla strumentazione, dove agevola la lettura sia dei quadranti analogici che del display multifunzione digitale ,la cui suddivisione in quattro aree distinte è chiara e semplice, con alcune informazioni sempre visibili (ora, temperatura, odometro) e altre mostrate in sequenza (consumi, autonomia residua, ...). Questo flusso di dati si visualizza premendo un pulsante posto all'interno dei quadranti: oltre a citare la scomodità dell'azionamento, va fatto un appunto sulla sicurezza, perché si è costretti ad infilare la mano tra le razze del volante, con ovvi rischi se l'operazione viene effettuata con l'auto in movimento. Con la nuova serie della Swift si è rinnovata anche la grafica dei quadranti, che ha ora i valori di tachimetro e contagiri orientati in senso tangenziale, sebbene nascosti al passaggio delle lancette perché alloggiati all'interno delle scale graduate. Una piccola incongruenza ergonomica si riscontra poi in caso di nebbia, quando ci si accorge che le luci di "retronebbia" sono azionabili dal devioluci posto sul piantone di sterzo, mentre i fendinebbia sono comandati da un pulsante posto più in basso a sinistra sulla plancia, accanto alla regolazione dell'altezza dei proiettori e all'interruttore del controllo di stabilità ESP. L'accorpamento delle due funzioni è ormai prassi presso la maggioranza dei carmaker, per cui occorre fare l'abitudine all'impostazione scelta dai progettisti Suzuki. Una consuetudine tra i Costruttori giapponesi, che ritroviamo anche sulla Swift, è infine l'illuminazione riservata solo al pulsante dell'alzacristalli elettrico lato conducente, che è anche l'unico a beneficiare dell'automatismo. Al contrario, per i restanti alzavetri, l'interruttore per il loro blocco/sblocco e il comando per regolare i retrovisori non è prevista la retroilluminazione, che rende invece visibili anche di notte i pulsanti remoti per l'impianto Hi-Fi e il cruise control, posti sulle razze del volante.

E' STABILE E DIVERTE, PUR CON DELLE INDECISIONI
In conformità con le più recenti normative europee, gli specchi retrovisori sono molto ampi e, in collaborazione con la forma del lunotto, offrono un'ottima visuale posteriore durante la marcia. Oltre al già citato difetto della cappelliera, che può ostruire il campo visivo, il giudizio sulla visibilità è in parte compromesso a causa della forma del terzo montante e per la coda piuttosto alta, che non permettono di percepire con facilità gli ingombri della carrozzeria in fase di manovra. Particolarmente contenuto è invece il rumore di rotolamento proveniente dagli pneumatici (esemplare in prova equipaggiato con Continental "Conti Premium Contact 2" 185/55 R 16), così come la rumorosità del motore è ben insonorizzata e il rombo che filtra nell'abitacolo ben ovattato. La rapportatura del cambio non troppo lunga - che conferisce una buona agilità di marcia alla Swift - e l'assenza di una sesta marcia porta però il 1.200cc a girare a regimi autostradali piuttosto alti, a scapito del comfort. Nessun rumore, inoltre, proviene dai passaruota nella fase di scuotimento delle sospensioni, che non risentono della presenza di ruote da 16 pollici per quanto riguarda la capacità di assorbimento delle irregolarità della strada. La taratura dell'elastocinematica non è mai secca e nei passaggi sulle asperità la vettura è sempre molto composta. Una certa rigidezza dell'assetto delinea un comportamento dinamico che limita i trasferimenti di carico in rollio e beccheggio, ma non va mai a scapito del comfort di marcia. La taratura delle sospensioni permette di percepire bene l'appoggio sulle ruote esterne in inserimento e percorrenza di curva, mentre le perdite di aderenza del retrotreno dovute a manovre di emergenza sono molto progressive e controllabili. La Swift è poco sensibile al rilascio dell'acceleratore o alla frenata in curva e il controllo elettronico di stabilità, completamente disinseribile, interviene tempestivamente senza essere brusco negli azionamenti e non soffre di ritardi. Il sottosterzo negli inserimenti in curva, infine, è contenuto: l'assetto è dunque uno dei punti di forza della Swift, divertente da guidare e sicura. Il rovescio della medaglia è dato però dal comportamento dello sterzo. Il carico percepito al volante è piuttosto artificiale, con una sensazione inusuale - per una scatola guida assistita elettricamente - di pesantezza a bassa velocità (fino a 50 km/h) e ai piccoli angoli: all'aumentare di entrambi, invece, si presentano alleggerimenti che pregiudicano il feeling trasmesso al conducente. Il comportamento della servoassistenza variabile è quindi poco lineare e non favorisce la percezione di ciò che succede sotto le ruote anteriori. La sensazione di vuoto al centro è evidente e inficia la sensibilità del comando, soprattutto nella marcia in rettilineo, mentre una certa mancanza di precisione costringe a correggere spesso la traiettoria impostata nelle curve ad ampio raggio, come quelle presenti in autostrada. La prontezza è nella media e convive con l'adeguamento della servoassistenza al variare della velocità: la già citata mancanza di linearità della strategia di asservimento coinvolge anche la progressività di sterzo, che spesso presenta effetti di "secondo tempo" a cui occorre fare l'abitudine. Il feelingmigliora nei tratti misti tipici di molte strade statali, dove il comando adegua la servoassistenza su una taratura valida, almeno fino ai 90-100 km/h. In particolare, rispetto alle andature autostradali, la precisione aumenta, mentre progressività e prontezza non traggono benefici significativi.

SI VA IN SCIOLTEZZA, CON UNA MARCIA IN MENO
Il 4 cilindri a benzina da 1.2 litri a fasatura variabile delle valvole di aspirazione e scarico è un'unità molto regolare nell'erogazione. I 94 CV garantiscono un'ottima fluidità di marcia - una caratteristica di spicco della Swift è infatti la scorrevolezza - con buone dote di accelerazione e allungo. L'aspetto prestazionale in cui il motore difetta è la ripresa, che costringe a valutare bene gli spazi durante i sorpassi, anche nell'evenienza in cui si scalino una o più marce. L'attitudine a consumare poco e la ridotta rumorosità del propulsore fanno comunque da contraltare a qualche sacrificio i termini di pure performance e poi il rombo che giunge agli alti regimi ha una tonalità nostalgica, nel senso che richiama alla mente i motori 16 valvole delle utilitarie giapponesi di fine anni '90, molto apprezzate dai giovani di allora. Al passo coi tempi sono invece i consumi, che nell'utilizzo variegato cui abbiamo sottoposto la Swift (urbano, tratti guidati e lunghi trasferimenti autostradali), si sono attestati su valori medi indicati dal computer di bordo attorno ai 6,3 l/100 km. Inoltre, ad andature costanti comprese tra i 90 e i 110 km/h siamo rimasti entro una forbice compresa tra i 5,5 e i 6,0 l/100 km. Ad aiutare il motore nel raggiungere l'equilibrio tra prestazioni ed efficienza c'è poi il cambio manuale, la cui dote principale è l'estrema morbidezza - associata all'assenza di gommosità - nel passaggio delle marce. Tale caratteristica realizza un buon accoppiamento - o matching, per usare un termine da addetti ai lavori - con il pedale della frizione, che si distingue per la leggerezza e per la modulabilità nella cosiddetta fase di "stacco". Solo nell'utilizzo più impegnato, in cui si verificano azionamenti delle marce molto veloci, emergono dei contrasti negli innesti, con impuntature nel passaggio prima-seconda. In generale, la manovrabilità è sempre piuttosto "secca" e quello che in gergo tecnico è definito come "positività" del comando, che si traduce nella sensazione che la leva "agevoli" la fase d'innesto, è molto buona. Piuttosto, la vera manchevolezza attribuibile alla trasmissione è la presenza di sole 5 marce: una sesta farebbe infatti riposare il motore alle andature autostradali, evidenziando le doti di parsimoniosità del 4 cilindri 1.200 cc e sfruttandone al meglio l'erogazione, con una migliore spaziatura dei rapporti. Nessun patema d'animo quando si tratta di fermarsi, perché l'impianto frenante è ben dimensionato, con il pedale del freno che offre una risposta convincente, al pari della modulabilità. Durante la corsa - abbastanza breve - il sostegno sotto al piede è costante con la decelerazione e l'ABS interviene con una logica adatta alle esigenze di un'utilitaria. L'unico appunto che possiamo fare a questo sistema di sicurezza attiva è la rumorosità di azionamento del motore pompa durante l'entrata in funzione del modulo idraulico della centralina.

[Fotografo: Giovanni Pagani]

Scheda Versione

Suzuki Swift 5 porte
Nome
Swift 5 porte
Anno
2010 (restyling del 2013)
Tipo
Normale
Segmento
utilitarie
Carrozzeria
2 volumi
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Suzuki , auto giapponesi


Listino Suzuki Swift

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
1.2 VVT L 5p anteriore benzina 94 1.2 5 € 12.800

LISTINO

1.2 VVT B-Easy anteriore benzina 94 1.2 5 € 14.250

LISTINO

1.2 VVT B-Cool anteriore benzina 94 1.2 5 € 14.950

LISTINO

1.2 VVT B-Unique 5p anteriore benzina 94 1.2 5 € 15.750

LISTINO

1.3 DDiS B-Easy anteriore diesel 75 1.2 5 € 15.750

LISTINO

1.2 VVT B-Cool Bi-Color anteriore benzina 94 1.2 5 € 15.850

LISTINO

1.2 VVT B-Cool A/T anteriore benzina 94 1.2 5 € 15.950

LISTINO

1.2 Dual Jet B-Road S&S 4WD 5p 4x4 benzina 90 1.2 5 € 16.050

LISTINO

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