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pubblicato il 27 maggio 2011

Obama non paga la congestion charge

Secondo il sindaco di Londra anche il presidente USA deve pagare il biglietto d’ingresso alla città

Obama non paga la congestion charge

Barack Obama non ha pagato la congestion charge e gli verrà chiesto di versare, oltre alla relativa multa, le 10 sterline non corrisposte per l'ingresso nel centro di Londra della sua Cadillac blindata, soprannominata "The Beast" in occasione della sua ultima visita ufficiale nella capitale britannica. La notizia è contenuta nell'Evening Standard di qualche giorno fa e cita come fonte ambienti vicini al sindaco di Londra, Boris Johnson. In realtà la querelle è ben più ampia e riguarda tutti i mezzi dell'ambasciata statunitense la quale rifiuta da sempre di pagare alla municipalità capitolina l'odioso balzello istituito per scoraggiare l'utilizzo della vettura - o almeno di quelle più inquinanti - nella zona centrale della metropoli inglese.

UN CONTO DA 5,3 MILIONI DI STERLINE
Sarebbe di ben 5,3 milioni di sterline il conto complessivo che lo stesso Johnson avrebbe presentato a Obama durante la cena tenutasi a Buckingham Palace. Il sindaco afferma di aver discusso amabilmente con il presidente USA a tavola della questione sulla quale non intende indietreggiare di un millimetro. "Le nostre strade non erano chiuse durante la visita del presidente perciò ho il piacere di annunciare che sia 'The Beast' sia le auto della scorta pagheranno la congestion charge", ha dichiarato Johnson stabilendo un confronto con un'altra illustre visita. "Il papa non dovette pagare quando è stato qui - ha continuato - perché tutte le strade furono chiuse e per questo la papamobile fu esentata".

IMMUNITÀ DIPLOMATICA ANCHE PER LE STRADE
Tuttavia la diplomazia americana non è la sola a non pagare la congestion charge, anzi tutte se ne guardano bene sostenendo che si tratta di una tassa e quindi loro non vi sono sottoposti. Il conto totale in questo caso raggiunge ben 51 milioni di sterline. Qualche giorno più tardi è stata la stessa ambasciata USA a ribadire ufficialmente che loro non pagheranno. "La nostra posizione sulla congestion charge è basata sulla convenzione di Vienna del 1960 - ha affermato il portavoce - la quale proibisce l'imposizione di tasse di qualsiasi tipo alle delegazioni diplomatiche. L'ambasciata statunitense a Londra osserva coscienziosamente tutte le leggi britanniche, incluso il pagamento delle multe per tutte le violazioni del traffico, come quelle relative al parcheggio e ai limiti di velocità".

TESTARDI QUESTI INGLESI!
Ma quelli del comune di Londra non mollano e rispondono che "il convoglio presidenziale è soggetto alla congestion charge. Ogni veicolo, qualsiasi sia la sua targa, se è identificato all'interno della zona durante le ore a pagamento senza aver corrisposto l'importo dovuto e non può godere di sconto o esenzione, è soggetto a sanzione. L'assessorato ai trasporti e il sindaco - prosegue in modo categorico il portavoce - continueranno a perseguire tutti gli importi non corrisposti e le relative multe comminate".

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Attualità , VIP , inghilterra , inquinamento


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