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pubblicato il 4 giugno 2011

Grandi applausi per Obama nello stabilimento Chrysler

Con Fiat al 52% Marchionne chiede all'Italia di cambiare atteggiamento

Grandi applausi per Obama nello stabilimento Chrysler

Il giorno dopo l'annuncio del passaggio a Fiat di quel 6% di Chrysler in mano al Tesoro USA il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è arrivato nella fabbrica di Toledo nell'Ohio accolto da operai in festa. "Avete dimostrato che scommettere sui lavoratori americani è stato un buon investimento", ha detto Obama tra gli applausi, convinto che con questo passo l'industria sia "tornata a reggersi sulle sue gambe". E mentre il numero uno degli Stati Uniti incassa la sua vittoria politica, dall'altra parte dell'Oceano, in Italia, Sergio Marchionne smorza ogni entusiasmo affermando che "quanto è avvenuto negli USA deve essere letto in Italia in modo positivo. Se è possibile farlo là è possibile farlo anche qui. Deve cambiare però l'atteggiamento".

L'amministratore del Gruppo italiano che ora controlla Chrysler è intervenuto al workshop del Consiglio per le relazioni tra Italia e Stati Uniti in corso a Venezia ed ha detto di non avere "alcuna intenzione di spostare il quartier generale del gruppo Fiat da Torino a Detroit", ma - come ormai è solito - non ha nemmeno esitato a sottolineare che la possibilità di un trasloco è più che concreta. Ai giornalisti che gli chiedevano più informazioni sulla sede legale dell'azienda, il manager ha poi risposto che "il problema non è sulla sua scrivania", mentre ha ribadito sia l'intenzione di quotare in Borsa Ferrari che di ottenere quell'1,7% di Chrysler dal Governo canadese. L'incontro con i giornalisti è stato infine l'occasione per sottolineare che con i dati dell'immatricolato di maggio siamo tornati in Italia ad un mercato dell'auto "vero", non drogato dagli incentivi, e che questo non significa che sia sano. Anzi, secondo Marchionne il "tubo degli incentivi si è svuotato e la domanda è arrivata a livelli naturali: 1,75/1,8 milioni di auto. E siamo ritornati ai livelli del 1996".

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Tag: Attualità , torino


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