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pubblicato il 3 giugno 2011

Fiat al 52% in Chrysler

Con 500 milioni di dollari Marchionne acquista un altro 6% prendendo la maggioranza di Auburn Hills

Fiat al 52% in Chrysler

Fiat acquista il 6% di Chrysler per 500 milioni di dollari e sale al 52% di Chrysler prendendone definitivamente il controllo e decretando di fatto in anticipo l'uscita definitiva del Tesoro statunitense dalle quote azionarie di Auburn Hills. L'accordo prevede inoltre l'opzione di acquisto sulla quota in mano al Voluntary Employee Beneficiary Association (VEBA), il fondo pensioni del sindacato United Auto Workers (UAW) per 75 milioni (60 dal governo americano e 15 da quello canadese) e lascia dunque presagire un'ulteriore scalata da parte di Sergio Marchionne verso la conquista di quote sempre maggiori di Chrysler. Il primo passo previsto è legato però all'ultimo target fissato dal piano industriale - relativo alla produzione negli USA di un'auto con un consumo di 40 miglia per gallone - con il quale Fiat conta di salire di un ulteriore 5% raggiungendo così il 57%.

L'annuncio è arrivato giovedì scorso al margine della prevista visita di Barack Obama allo stabilimento di Toledo, nello stato dell'Ohio, in occasione della quale Marchionne ha speso parole di grande elogio per l'amministrazione americana e per la propria azienda, capace di azzerare il debito in un tempo record, in netto anticipo rispetto al termine stabilito. Si tratta in ogni caso di un grande risultato politico e di immagine. Per Obama vuol dire dimostrare di fronte al proprio elettorato di aver fatto le scelte giuste salvando l'industria automobilistica americana con una gigantesca manovra di investimento pubblico bollata di "comunismo" dai suoi oppositori. Per Marchionne vuol dire aver portato in modo praticamente definitivo nelle proprie mani la Chrysler restituendo tutto il prestito, pronto ad agire con le mani libere da ogni condizionamento e privo di debiti con lo stato e il contribuente, una situazione malvista dall'opinione americana e dagli investitori. La ripartizione delle quote azionarie di Chrysler ora vede la Fiat al 52%, il 41,5% è della UAW e l'l,5% del governo canadese mentre il restante 5% è virtualmente in mano al Tesoro USA, ma pronto a diventare Fiat non appena sarà omologato il nuovo modello Dodge in grado di percorrere 40 miglia per gallone.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , torino


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