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pubblicato il 30 maggio 2011

I giovani europei sono campioni di risparmio

Tanti gli stratagemmi che usano per contenere le spese dell'auto

I giovani europei sono campioni di risparmio

Pochi soldi, ma nessuna intenzione di rinunciare all'auto. Un europeo su due, dopo essersi avvicinato al mondo delle quattro ruote tramite l'usato, se ne inventa di tutti i colori per contenere le spese legate all'auto. Ci sono tuttavia alcune differenze a livello nazionale: tedeschi, francesi e polacchi sono i più bravi con il fai-da-te e riparano con le proprie mani guasti e piccole ammaccature, mentre i giovani britannici preferiscono risparmiare sui servizi assicurativi (quasi un terzo di loro dichiara di scendere a compromessi per questo tipo di costi). Tuttavia, come emerge dai dati raccolti dall'Osservatorio Auto 2011 di Findomestic, ci sono due aspetti che accomunano tutti: il risparmio di carburante e la pratica del car pooling.

IL RISPARMIO CARBURANTE PRIMA DI TUTTO
Tra coloro che optano per soluzioni dall'utilizzo meno oneroso, i giovani automobilisti europei che cercano sistematicamente la stazione di servizio in cui la benzina è più economica sono il 63%. Quasi un europeo su due invece (52%) sceglie di ridurre la velocità per risparmiare carburante. Si tratta, tuttavia, di 6 punti in meno rispetto ai loro genitori over 50 che sembrano adattarsi più facilmente a una guida più tranquilla. Questa pratica, molto diffusa in Germania e in Portogallo, fatica a fare proseliti in Italia, in Polonia e nel Regno Unito, dice l'Osservatorio Auto 2011 di Findomestic, spiegando che in questi paesi i giovani considerano la velocità un aspetto essenziale della guida e i loro genitori non sono sempre dei buoni esempi ai loro occhi.

SE SI "CONDIVIDE" E' MEGLIO
Un'altra soluzione per abbattere i costi rimane ovviamente quella di condividerli, ed ecco quindi il successo del car pooling, soprattutto in alcuni paesi. In Germania, Italia e Polonia sono oltre il 40% coloro che praticano questo modo di viaggiare in auto, mentre in Francia, Portogallo e Gran Bretagna meno del 20% lo ha già sperimentato. Pochi i "car pooler" anche in Spagna e Polonia, ma grazie ad Internet le prospettive di crescita dell'auto condivisa sono elevate.

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Tag: Attualità , unione europea


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