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pubblicato il 25 maggio 2011

Fiat al 46% di Chrysler, Marchionne trionfa

Ieri la festa con gli operai, mentre Obama lo ringrazia ancora. E in Italia?

Fiat al 46% di Chrysler, Marchionne trionfa
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Negli Stati Uniti la fama di ottimo manager di Sergio Marchionne è aumentata ancora. Dopo aver "salvato" dal fallimento il Gruppo Chrysler, conquistando la stima del Presidente Barack Obama, è riuscito a ripagare il debito dell'azienda con il Tesoro USA puntuale come uno "svizzero" e in tempi record. Prima di lui solo Lee Iacocca - inventore della Ford Mustang e salvatore di Chrysler negli anni '80 - era riuscito a fare tanto. Il Segretario dei Trasporti USA aveva già paragonato l'abilità dei due manager, ma ora la stampa americana e internazionale giudica Marchionne addirittura più bravo perché ha ripagato il debito in meno di due anni, mentre il suo predecessore ne aveva impiegati tre. E mentre ieri l'ad del Lingotto festeggiava con gli operai, Obama plaudeva a Torino soddisfatto di aver smentito quanti, politicamente, lo avevano criticato per aver dato fiducia a Marchionne. In Italia però quel rimborso di 7,6 miliardi fa tremare più di qualcuno, preoccupato dall'idea che il quartier generale del Lingotto traslochi da Torino a Detroit. Del resto, festeggiato il 46% in Chrysler, all'azienda non resta che arrivare a quel 51% tanto ambito.

E' FESTA IN AMERICA
Marchionne ha festeggiato ieri l'estinzione del debito presso un luogo simbolo dell'alleanza italo-americana: la fabbrica di Sterling Heights, nel Michigan, ovvero quella che doveva chiudere nel 2010 e che invece ha ripreso a produrre grazie al salvataggio di Torino. L'accoglienza degli operai a Marchionne non poteva quindi che essere entusiastica. Tutti, a partire da Marchionne e Ron Bloom (ex capo della task force auto del presidente Obama), indossavano una spilla con su scritto PAID (Pagato), a testimoniare - "all'americana" - che si trattava di un evento carico di significato. Marchionne ha ringraziato "tutti i dipendenti, uno a uno" e gli ha detto - come si può ascoltare nel video di seguito - che "c'è ancora del lavoro da fare per raggiungere gli obiettivi del piano 2010-2014" e poi c'è "la straordinaria trasformazione che intraprenderemo con il nostro partner Fiat".

E' ALLERTA IN ITALIA
La stessa fama che Sergio Marchionne ha saputo conquistarsi negli Stati Uniti non si può dire che l'abbia in Italia. Nel nostro Paese sono in molti a criticarlo e il rapporto con i sindacati è spesso teso. Il neo eletto sindaco di Torino, Piero Fassino, ha detto che farà di tutto affinché l'azienda resti nel capoluogo piemontese e già ieri Marchionne ha messo le mani avanti alle possibili critiche affermando che con Fabbrica Italia si va avanti.

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Tag: Mercato , auto americane , detroit , auto italiane , torino


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