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pubblicato il 19 maggio 2011

Audi A6 Avant, la "più bella in assoluto"?

Chi l'ha disegnata parla della station wagon più osannata dai vertici di Wolfsburg

Audi A6 Avant, la "più bella in assoluto"?
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Il presidente del consiglio di amministrazione di Audi, Rupert Stadler, non ha usato mezzi termini per presentare a Berlino la Audi A6 Avant: "È la station wagon più bella in assoluto", ha detto. Un'affermazione chiaramente di parte, che potrà essere confermata o smentita soltanto dal mercato, ma noi abbiamo voluto approfondire l'argomento e a Wolfgang Egger, leader del Centro Stile Audi, abbiamo chiesto proprio a Berlino di parlarci dei segreti di quest'auto. "Il concetto di 'Avant' - ci ha spiegato - segue l'idea di bellezza coniugata allo spazio di carico e associa dinamicità all'idea dell'auto funzionale. E' una sorta di "marchio nel marchio" per Audi e si connota con temi di design che rendono riconoscibili le station dei Quattro Anelli quasi fossero un brand a se stante".

OmniAuto.it: "Disegnare una A6 Avant, vettura più lunga della A4 Avant, può essere considerato più "semplice", tenuto conto della maggiore libertà di azione conferita da volumi e superfici più grandi?"
Egger: "In realtà non si può banalizzare lo stile di un'auto solo pensando che avendo più "forma" a disposizione si possa lavorare più liberamente. Una vettura di segmento superiore come la A6 Avant deve soddisfare un target più elevato, perché gli automobilisti cui si rivolge sono molto esigenti. Bisogna inoltre tener conto che la capacità del vano di carico (565 litri, ndr.) non può essere sacrificata sull'altare dello stile. Detto questo, la filosofia 'Avant' si riconosce a colpo d'occhio da alcuni dettagli, come l'inclinazione del lunotto, su cui il nostro team di designer non intende scendere a compromessi".

OmniAuto.it: "Quindi il suo lavoro non è soggetto a restrizioni tecniche, come, ad esempio, le esigenze aerodinamiche di dare ai montanti un certo angolo di inclinazione per ridurre le turbolenze?"
Egger: "Non per il lunotto. Non si transige sull'inclinazione di quest'elemento, perché è il marchio di fabbrica del brand "Avant". Se lei pensa al posizionamento del lunotto dell'Audi A3 Sportback, ricorderà come sia quasi verticale, perché incarna una differente filosofia di prodotto. A proposito di elementi verticali, o meglio, orizzontali, sulla nuova A6 Avant abbiamo voluto sottolineare proprio la presenza su strada della vettura: le uniche linee che convergono verso l'alto sono i giochi tra i montanti e il portellone. Anche i LED dei fari posteriori puntano verso il basso, mentre la forma dei "tersi" è trapezoidale, come la calandra del frontale. Il tutto si combina con le nervature tese e molto nette che emergono dalla superficie delle lamiere, definendo così la coda e raccordando l'andamento discendente del padiglione. Il tetto, tra l'altro, confluisce nell'accenno di spoiler posteriore, altro segno distintivo delle Avant di cui non volevamo fare a meno"

OmniAuto.it: "La vista posteriore della vettura si raccorda insomma con la fiancata..."
Egger: "In un certo senso sì. L'intento principale era quello di evolvere la filosofia di stile della attuale A6 Avant, che affonda le sue radici nelle antenate delle station 'dinamiche' dei Quattro Anelli, come l'Audi 100. Le rotondità della serie attualmente in commercio sono state abbandonate sulla nuova A6, a favore di linee nette e tese che enfatizzano i nuovi stilemi della Casa, come il tema a trapezio e lo sviluppo orizzontale delle forme di cui abbiamo parlato".

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Tag: Curiosità , Audi , car design


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