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Prototipi e Concept

pubblicato il 20 maggio 2011

Maserati GT Garbin

Il Politecnico di Milano immagina così la GranTurismo del 2020

Maserati GT Garbin
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Larghe portiere che si aprono scivolando sul corpo vettura, superfici specchiate e gruppi ottici ridotti al minimo, ma in grado di offrire una luminosità senza compromessi. Tre giovani designer del Politecnico di Milano - Jaime Cervantes, Andrea Coccia e Chetan Rajput - immaginano così la Maserati del futuro. Nel 2020, predicono i disegnatori di domani, l'elemento che distinguerà ancora un modello del Tridente sarà il frontale, che manterrà l'impostazione tradizionale, ma ridurrà al minimo la superficie della griglia. Lo studio stilistico si chiama GT Garbin ed è il progetto di Tesi per il Master in Design sponsorizzato dal Gruppo Fiat.

I disegnatori hanno trovato l'ispirazione in diversi elementi. Innanzitutto dal passato, ovvero dalla Maserati Ghibli costruita tra 1967 e il 1973; dall'Opera Theatre di Valencia (Calatrava lo hanno definito un "grande maestro" di fluidità) e dal "vento". Garbin è infatti la traduzione in inglese della parola "garbino", che identifica un vento specifico della bassa Lombardia e dell'Emilia e Romagna che può interessare anche le Marche e gli Abruzzi. L'aerodinamica infatti rimane la chiave d'eccellenza del car design, ormai sempre più inseparabile dall'alta tecnologia di bordo.

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