dalla Home

Home » Argomenti » Multe e Ricorsi

pubblicato il 17 maggio 2011

La Francia "nasconde" gli autovelox

Stop a segnali, mappe pubbliche e rilevatori GPS

La Francia "nasconde" gli autovelox

Il 66% di morti in meno in prossimità degli autovelox. E' questo l'argomento principale con il quale il Governo di Francois Fillon (noto appassionato di auto da corsa) ha annunciato pochi giorni fa, in occasione del lancio del decennio ONU per la sicurezza stradale, il varo di una vera e propria guerra agli eccessi di velocità. Il principio sarebbe anche giusto, ma le modalità senza precedenti che ha scelto il Comité interministériel de la sécurité routière d'Oltralpe hanno fatto imbufalire automobilisti e non solo.

AUTOVELOX SEGRETI
Da qui alla fine del 2012 in Francia saranno installati ben altri 1.000 autovelox in aggiunta agli attuali 1.895 autovelox fissi, 933 mobili e 9 "discriminanti", un tipo di autovelox in grado di distinguere la categoria di veicolo e il corrispondente limite di velocità ammesso. Verranno però rimossi i pannelli di segnalazione degli apparecchi e le carte della loro posizione, che in Italia sono consultabili anche sul sito della Polizia di Stato, non saranno più rese pubbliche. In attesa che il provvedimento venga effettivamente attuato con l'approvazione del Parlamento, il Comitato per la sicurezza stradale francese ha già iniziato e ha rimosso quella del suo sito già all'indomani della decisione.

RILEVATORI DI AUTOVELOX VIETATI
Un altro provvedimento shock che sta per varare il Governo transalpino ha già messo in allarme i produttori di quei dispositivi elettronici che sfruttano le mappe e la posizione GPS del veicolo per avvertire il guidatore dell'approssimarsi di un radar di velocità. In Francia sono molto diffusi ed hanno oltre 4.700.000 utilizzatori. Finora sono legali, ma saranno banditi perché, si legge nel provvedimento del CISR, "sono un incitamento a infrangere le regole". L'effetto è stato immediato e ha messo in moto la straordinaria capacità dei francesi di mobilitarsi: i maggiori produttori di questi dispositivi, Coyote, Wikango e Inforad, hanno dunque sotterrato l'ascia della loro guerra commerciale e fondato l'AFFTAC, un'associazione fra "produttori di sistemi di assistenza alla guida" per difendere le loro attività che ha già annunciato una manifestazione di protesta nazionale che si terrà a Parigi e davanti le prefetture di Bordeaux, Marsiglia Nantes, Lille, Tolosa, Strasburgo, Lione e Montpellier. Nella sua lettera aperta al Primo Ministro Fillon, l'AFFTAC sostiene che i loro prodotti "permettono di meglio gestire la velocità di marcia perché informano il guidatore in ogni momento sul limite di velocità vigente" e inoltre "migliorano l'attenzione di chi guida e combattano la sonnolenza perché emettono un segnale sonoro che aiuta l'automobilista a rimanere vigile". I dubbi dei francesi sono tanti: che fine faranno i navigatori GPS che integrano questa funzionalità? E gli smart phone su cui è installata un'app con la medesima funzione, dovranno essere requisiti?

SI' ALLE AUTO "AUTOLIMITATE"
Un'altra misura veramente originale annunciata dal Comitato del Ministero dell'Interno francese è una non meglio specificata intenzione di "favorire le tecnologie che migliorano il controllo della velocità". Il Governo Fillon si riferisce genericamente a "informazioni sulla velocità via GPS", ma anche a una "limitazione volontaria della potenza dei motori" e all'"installazione volontaria di limitatori di velocità". Allo studio ci sarebbe anche un'etichetta "vettura sicura" che distinguerà le vetture depotenziate o "autolimitate", ma che deve ancora essere discussa fra Case automobilistiche, associazioni coinvolte a vario titolo e assicuratori.

Autore:

Tag: Attualità , autovelox , sicurezza stradale , dall'estero , multe


Top