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pubblicato il 4 maggio 2011

Referendum alla ex Bertone: ha vinto il sì

Dopo 6 anni di stop, l'88% degli operai vuole tornare a produrre, stavolta Maserati

Referendum alla ex Bertone: ha vinto il sì

Con 886 voti favorevoli e appena 111 contrari alle Officine Automobilistiche Grugliasco, ex Bertone, i dipendenti hanno accettato il Piano di Fiat. Una vittoria schiacciante, con solo dieci schede nulle e quattro bianche, che è rafforzata da un'affluenza altissima: hanno votato 1.011 lavoratori su 1.087 (93%). Stando quindi alla proposta di Fiat, quella illustrata per la prima volta ai sindacati il 15 febbraio, adesso tutti i 1.100 dipendenti possono essere reimpiegati, dopo sei anni di cassa integrazione, e l'investimento da 550 milioni di euro previsto dall'azienda per produrre le Maserati del futuro può essere sbloccato. L'unico ostacolo resta la Fiom, che nonostante l'esito del voto continua a dichiararsi non disposta a firmare l'accordo con il Lingotto, che in una nota dice di "apprezzare il grande senso di responsabilità dimostrato dai dipendenti dello stabilimento" e attende appunto di "verificare la disponibilità delle Organizzazioni Sindacali a formalizzare" il patto.

IL COMMENTO DI FIAT
Non appena l'azienda ha appreso che la maggioranza assoluta dei lavoratori aventi diritto aveva risposto positivamente alla sua proposta di rilancio dello stabilimento ha diramato un comunicato stampa. Oltre a manifestare il proprio apprezzamento sull'esito del referendum, il Gruppo Fiat ha ricordato che, per sbloccare l'investimento, occorre verificare la disponibilità delle Organizzazioni Sindacali a formalizzare la proposta aziendale, che comporta l'applicazione anche a Grugliasco - a partire dal primo gennaio 2012 - del Contratto collettivo specifico di primo livello già previsto per lo stabilimento Giambattista Vico di Pomigliano d'Arco e per quello di Mirafiori.

LA FIOM SCRICCHIOLA
Il referendum a Grugliasco sembra aver aperto una falla nell'ingranaggio Fiom. Il sindacato che si è sempre opposto al nuovo contratto Fiat, tanto da aver fatto ricorso al Tribunale di Torino affinché venga annullato, si è visto sfuggire di mano la situazione nello stabilimento ex Bertone, dove ha vinto il sì nonostante l'altissima percentuale di iscritti al sindacato dei metalmeccanici Cgil. E mentre il leader, Maurizio Landini, nega che ci siano tensioni con i delegati che hanno agito "per legittima difesa", Giorgio Cremaschi parla di "sbandata" e chiede di "smentire le Rsu e dire che la loro firma non è valida". Secondo il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, la decisione delle Rsu rappresenta una "sconfitta clamorosa per la dirigenza della Fiom" e il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, rincara la dose: "Non so se siamo in presenza di un ravvedimento, però è la dimostrazione più chiara che la Fiom ha preso la strada di separarsi dal mondo, compresi i suoi iscritti".

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Tag: Attualità , produzione , lavoro


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