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pubblicato il 2 maggio 2011

Referendum ex Bertone: anche le rsu Fiom per il "sì"

Alle urne a Grugliasco sugli investimenti Fiat. Per Landini "il sì è legittima difesa"

Referendum ex Bertone: anche le rsu Fiom per il "sì"

Si va alle urne oggi e domani per i lavoratori dello stabilimento dell'ex Carrozzeria Bertone di Grugliasco, chiamati ad esprimersi sulle condizioni volute dalla Fiat per realizzare nella fabbrica l'investimento da 550 milioni di euro per la produzione del nuovo SUV Maserati. Le operazioni di voto sono iniziate questa mattina e si protrarranno fino a domani pomeriggio alle 18. Nella serata di domani dovrebbe conoscersi l'esito del referendum, che rispetto alle consultazioni di Pomigliano d'Arco e Mirafiori dei mesi scorsi potrebbe essere quello di un "sì" più ampio.

LE RSU FIOM PER IL SI
Prima dell'avvio delle consultazioni, i rappresentanti di base della Fiom, che alle Officine Automobilistiche Grugliasco sono in netta maggioranza rispetto ad altre sigle sindacali, hanno infatti presentato un documento nel quale sostengono il "sì" alle proposte della Fiat, chiedendo allo stesso tempo il rinnovo degli organi di rappresentanza dei lavoratori. Nell'assemblea prima del voto, a cui hanno partecipano il segretario generale della Fiom Maurizio Landini, il responsabile auto della Uilm Eros Panicali e il segretario della Fim torinese Claudio Chiarle, il delegato della Fiom Pino Viola ha detto: "'Non ci faremo dividere tra quelli che vogliono lavorare e quelli che vogliono difendere i diritti perché vogliamo portare avanti tutti insieme questa battaglia. Non permetteremo a nessuno, tanto meno all'azienda, di scaricare su di noi la responsabilità di non fare l'investimento". "Ciò però non significa", ha sottolineato Viola, "che siamo in disaccordo con la Fiom. Non condividiamo niente di questo accordo, solo non vogliamo che le responsabilità ricadano sui lavoratori".

LANDINI: "E' LEGITTIMA DIFESA"
Per Maurizio Landini la posizione delle rsu ex Bertone contraria alla posizione della Fiom nazionale (che nei giorni scorsi ha fatto ricorso al Tribunale di Torino contro Fiat) è un "atto di legittima difesa di chi, sottoposto al ricatto, non vuole accettarlo. La Fiom ha ribadito all'assemblea, tra gli applausi, la sua posizione: il referendum è illegittimo e la Fiom andrà avanti sulla strada dei ricorsi". Landini ha aggiungendo che "Quella dei delegati è una risposta straordinaria a una situazione straordinaria. Il ricatto era doppio in quanto Marchionne ha detto chiaramente che, oltre a non fare l'investimento, avrebbe restituito l'azienda all'amministrazione straordinaria. La rsu ha chiesto anche che si rieleggano i delegati perchè non ha potuto rispettare il mandato di fare un buon accordo".

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Tag: Attualità , Fiat , produzione , lavoro


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