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pubblicato il 28 aprile 2011

Federalismo fiscale: concessionari contro l'aumento dell'IPT

Penalizzate le auto con più di 53 kW

Federalismo fiscale: concessionari contro l'aumento dell'IPT

Il decreto legislativo con il quale il Governo ha dato il via il 31 marzo scorso all'aumento dell'IPT (l'imposta provinciale di trascrizione, la tassa che si paga sui passaggi di proprietà e che alimenta le casse delle Province), non va proprio giù ai concessionari, preoccupati per le ripercussioni che potrebbero derivare dall'eccessiva pressione fiscale sul settore dell'automobile, di recente salita ulteriormente con l'aumento delle accise sui carburanti.

CONCESSIONARI CONTRO
"Anche una riforma potenzialmente sana, come quella del federalismo fiscale, finirà per essere una vera e propria stangata per l'auto e gli automobilisti. Cultura in crisi? Paga l'automobilista. Province da finanziare? Paga l'automobilista. Alla fine si cade sempre lì", afferma Filippo Pavan Bernacchi, Presidente di Federauto, l'associazione che raggruppa i concessionari ufficiali di tutti i marchi automobilistici commercializzati in Italia. Per Federauto la riforma dell'IPT, una imposta "finalizzata a finanziare le Province italiane; quelle che, per intenderci, dovevano essere soppresse", paleserebbe l'intenzione di aumentare la pressione fiscale sugli automobilisti "camuffando il tutto in una riforma da molte parti auspicata", secondo Pavan Bernacchi. Per questo motivo "Federauto invita il Governo a rivedere la propria posizione e chiede l'apertura di un confronto con le Associazioni del settore automobilistico. Diversamente non esclude la possibilità di porre in atto forme di protesta che impatterebbero sulla mobilità".

COSA CAMBIERA'
Quando verrà varato il decreto attuativo da parte del Ministero dell'Economia, si stima entro la fine di maggio, per l'IPT cambierà il sistema di calcolo. Se non ci saranno modifiche al testo, chi acquisterà una nuova vettura non pagherà più solo un'imposta che oggi oscilla, a seconda delle province, da 151 a 196 euro per qualunque automobile. L'ammontare dell'IPT rimarrà compreso fra questa forbice solo per chi acquista un'auto di potenza inferiore a 53 kW. Oltre i 53 kW, per ogni kW in più, si pagherà una somma compresa fra 3,5 e 4,6 euro a seconda di quanto applicato dalle amministrazioni provinciali. Il provvedimento mira dunque a recuperare maggiori risorse dalle vendite delle vetture più potenti, in maniera analoga a quanto accade oggi con le vetture usate.

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Tag: Attualità , immatricolazioni , ipt , tasse


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