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pubblicato il 27 aprile 2011

L’ASI rievoca la Torino-Asti-Torino

Si disputò nel 1895 e fu la prima corsa italiana per veicoli a motore

L’ASI rievoca la Torino-Asti-Torino

Dopo 116 anni torna la Torino-Asti -Torino, la prima corsa motoristica disputata in Italia che l'ASI ha deciso di far rivivere in una rievocazione storica che partirà sabato 25 giugno dal Castello del Valentino di Torino. Fu disputata il 18 maggio 1895 e risulta essere la seconda gara europea in ordine di tempo dopo la Parigi-Rouen del 22 luglio 1894 e prima della Parigi-Bordeaux-Parigi partita circa un mese dopo, l'11 giugno 1895. La manifestazione sarà riservata alle auto costruite dalle origini fino al 1918, non ci saranno rilevamenti cronometrici per non affaticare le "centenarie" e saranno ammessi 35 equipaggi.

PARTIRONO IN... CINQUE
In un'epoca in cui l'auto era ancora un oggetto semisconosciuto, la prima edizione del 1895 non suscitò particolari entusiasmi. La gara nacque su iniziativa di un comitato cittadino, capeggiato dall'ing. Sacheri, che intendeva indire, in occasione della esposizione del Ciclo prevista al Valentino per la seconda metà del mese di maggio, un "esperimento di corsa per veicoli automotori". I partecipanti furono cinque: Simone Federmann, con un "omnibus" Daimler a 4 posti, Cleto Brena, con una vettura Benz; Sclaverani, con un "break" a vapore a 6 posti "la staffetta", costruito dalle Officine di Savigliano; Giovanni Battista Cerano, un nome destinato a diventare famoso, con un "bicicletto a motore" di marca non specificata. Un altro bicicletto a motore Wolfmuller, iscritto sotto il nome dello stesso Wolfmuller e probabilmente condotto dal costruttore stesso.

MEDIA VINCENTE: 15,5 KM/H
Il "via" venne dato alle sette e mezza del 18 maggio 1895 in Corso Moncalieri. Il primo a partire fu Federmann e a seguire, distanziati di cinque minuti, gli altri concorrenti. Alla partenza presenziava, tra gli altri, Gottlieb Daimler - peraltro già presente alla partenza della Parigi Rouen - che si trovava a Torino per contattare alcuni personaggi in relazione ai suoi brevetti e che tifava per Federmann, che era il rappresentante in Italia della Casa tedesca. Il pubblico non fu troppo numeroso: qualche appassionato del nuovo mezzo di locomozione, i soliti curiosi e gruppetti di ciclisti. Primo ad Asti era Federmann, che vi giungeva alle dieci e mezza; poco prima di mezzogiorno era la volta dei due bicicletti a motore, mentre soltanto alle due del pomeriggio arrivava la Benz di Brena. All'appello mancava la "staffetta" di Sclaverani, fermatasi prima di Villafranca. Ad Asti, in piazza Alfieri il pubblico era più numeroso. Alle 15 ai superstiti veniva dato il segnale di partenza per la tappa di ritorno: i partenti però si riducevano a tre, causa l'abbandono di Brena, troppo affaticato. Anche in questa tappa, il più veloce era Federmann, che raggiungeva Corso Moncalieri alle 18 e si aggiudicava la prova alla media di km/h 15,500, avendo coperto i 93 km del percorso in un tempo, calcolato grazie ad un comune orologio, di 6 ore nette. Al posto d'onore Ceirano, terzo ed ultimo il biciclo Wolfmuller. La corsa si concludeva così nella massima regolarità, ma senza aver suscitato particolari entusiasmi, né aver rivelato innovazioni tecniche: il suo maggior merito rimaneva quello di essere la prima organizzata in Italia.

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Tag: Eventi , auto storiche


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