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pubblicato il 26 aprile 2011

In Cina chi guida ubriaco dice addio alla patente

E' la nuova legge sulla sicurezza stradale. Che ne pensate?

In Cina chi guida ubriaco dice addio alla patente

La Cina è stata di parola e nel giro di quasi un anno ha modificato la legge sulla sicurezza stradale per punire in maniera esemplare (o piuttosto "definitiva") chi si mette al volante dopo aver bevuto troppo. Il Comitato permanente dell'Assemblea popolare nazionale, organo legislativo del Paese asiatico, ha approvato un emendamento della legge sulla sicurezza stradale per cui chi guida in stato di ebbrezza e poi causa un incidente viene ritenuto autore di un crimine che va indagato penalmente. Un procedimento che in ogni caso si conclude per l'automobilista con la revoca della patente a vita da parte del dipartimento di gestione del traffico dell'organo di sicurezza pubblica.

Un emendamento che non lascia scampo né possibilità di appello e che nel nostro Paese, come forse alcuni ricordano, era stato proposto nel 2008 dal Ministro dell'Interno, Roberto Maroni. All'epoca, il rappresentante della Lega Nord voleva introdurre nel disegno di legge in materia di sicurezza che era allo studio del Senato una norma per cui si sarebbe revocata per sempre la patente a chi sarebbe stato condannato per droga, compresi i minorenni che, nell'idea di Maroni, non avrebbero potuto ottenere la licenza di guida neanche compiuti i 18 anni. "Un messaggio del genere, soprattutto per un minorenne che, oltre alle conseguenze del reato potrebbe avere come sanzione accessoria questa della patente, è una proposta forte, ma interessante e da valutare", aveva detto il Ministro, ma la norma non è entrata a far parte del nuovo Codice della strada, che ha comunque inasprito le sanzioni per chi guida sotto l'effetto di alcol o droga.

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Tag: Attualità , codice della strada , cina


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