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pubblicato il 20 aprile 2011

Ex Bertone: il 2 e il 3 maggio sarà referendum

Lo hanno deciso i sindacati, mentre Marchionne minaccia di produrre altrove le Maserati

Ex Bertone: il 2 e il 3 maggio sarà referendum

Anche a Grugliasco nelle Officine automobilistiche della ex Bertone si voterà un referendum per dire sì o no al nuovo contratto imposto dalla Fiat, ovvero quello già in vigore a Pomigliano d'Arco e a Mirafiori e per cui la Fiom ha depositato un ricorso al Tribunale di Torino. La decisione è stata presa ieri dai sindacati, mentre Sergio Marchionne si è già detto pronto a dirottare altrove l'investimento da 500 milioni messo sul tavolo dall'azienda per produrre le prossime Maserati. Per il "piano B", il Lingotto spiega che "si riserva di tenere in considerazione la richiesta di Cisl, Uil e Fismic" - sigle favorevoli all'intesa - di dare la preferenza a un sito italiano anche se sarebbe conveniente il Nord America.

SACCONI: "IL FUTURO DELL'AUTO IN ITALIA E' PREOCCUPANTE
Sulla questione è intervenuto ieri sera anche il Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che in una nota ha detto: "Si potrebbe profilare una situazione molto preoccupante per il futuro dell'auto a Torino e in Italia. Gli investimenti sono ormai evidentemente collegati a un sistema di relazioni industriali di tipo cooperativo per cui, se dovesse prevalere la linea del sabotaggio, l'Italia potrebbe dover affrontare una pericolosa deindustrializzazione nel settore manifatturiero più rilevante in sé e per le induzioni che lo caratterizzano". Sacconi poi aggiunto che fino ad oggi il Governo ha lavorato "per accompagnare il necessario consenso della maggioranza dei lavoratori" e che quindi "non resterebbe certo spettatore di fronte al prodursi di una situazione critica". Ma attenzione, dice ancora il Ministro, "nessuno si illuda" che il Governo possa sostituire con altri mezzi "le buone relazioni industriali che sole costituiscono la garanzia della piena utilizzazione degli impianti e quindi degli investimenti, dell'occupazione e del maggiore salario".

ATTRITI TRA SINDACATI
Ieri la decisione di votare con un referendum il 2 e il 3 maggio il nuovo contratto è stata presa all'unanimità da Fiom, Fim, Fismic, ma se inizialmente anche la Uilm era d'accordo poco dopo il segretario della Uilm di Torino, Maurizio Peverati, ha disconosciuto il documento dichiarandosi "amareggiato" per l'assenza di una posizione autonoma sulle condizioni imposte dal Gruppo Fiat. Dei delegati della Uilm che ieri hanno votato assieme alla maggioranza della Fiom, il segretario ha detto: "Non si fa così Nella mia carriera sindacale ho affrontato sfide anche durissime, a volte in minoranza. Ho preso decisioni che a volte sono state accettate a posteriori dai lavoratori, a volte rigettate, ma intanto nel mio ruolo di sindacalista mi sono assunto la responsabilità di decidere. Non si lasciano 1097 persone sole al loro destino. La loro salvezza era lì, a portata di mano. Bastava avere il giusto coraggio. Oggi la loro sorte, non neghiamocelo, è in discussione. Anche la Camusso ha detto ripetutamente che avrebbe atteso la decisione delle Rsu e anche io tale decisione mi sarei aspettato".

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Tag: Attualità , produzione , lavoro


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