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pubblicato il 19 aprile 2011

Fiat: sindacati ex Bertone decidano entro 24 ore

Il Lingotto conferma il "modello Pomigliano" anche a Grugliasco

Fiat: sindacati ex Bertone decidano entro 24 ore

Passa ai sindacati la palla sul futuro dei lavoratori dello stabilimento ex Bertone di Grugliasco, al termine di un incontro fra Cgil, Cisl, Uil e Fismic e l'ad Sergio Marchionne, che ha confermato alle sigle di voler applicare anche alle "Officine Automobilistiche Grugliasco" un contratto ad hoc sulla falsariga di quello di Pomigliano d'Arco, al di fuori cioè del contratto nazionale previsto per i metalmeccanici. La parola passa adesso alle RSU, che a Grugliasco sono a maggioranza Fiom con 10 delegati su 16: dovranno decidere entro 24 ore se accettare le condizioni di Marchionne, alle quali è subordinato l'investimento da oltre 500 milioni di euro per la produzione del prossimo SUV Maserati.

All'incontro erano presenti i segretari generali Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Roberto Di Maulo, accompagnati dai rispettivi rappresentanti di categoria. Maurizio Landini della Fiom ha confermato "la posizione contraria della Fiom rispetto a quell'accordo, come del resto dimostra il fatto che ieri abbiamo depositato un ricorso al Tribunale di Torino. Riteniamo non accettabile scaricare sui lavoratori e sulle lavoratrici della Bertone la decisione di uscire dal Contratto nazionale e la decisione di fare o meno l'investimento annunciato". Susanna Camusso ha dichiarato "Sull'investimento decideranno le Rsu. Da un lato noi abbiamo confermato l'interesse collettivo affinche' si faccia l'investimento, dall'altro abbiamo indicato che con le Rsu si arrivi ad un punto che permetta ai lavoratori di decidere".

Per Maurizio Peverati della Uilm "ci va bene il testo dell'intesa sottoposto all'attenzione delle Rsu del sito piemontese, perché è assurdo che uno stabilimento fermo da più di un lustro possa perdere gli investimenti per andare avanti", ma il segretario generale aggiunge: "Abbiamo avuto la netta percezione che ormai la Fiat consideri l'investimento realizzabile solo fuori dal territorio nazionale, ma dietro le forti insistenze dei sindacati firmatari degli accordi di Pomigliano e Mirafiori l'azienda torinese ha chiesto a tutte le controparti una risposta definitiva entro domani sulla bozza d'intesa presentata dall'azienda alle Rsu di stabilimento. Se non ci sarà questa risposta affermativa e collettiva l'investimento prenderà la via del Nord America".

Per Giuseppe Farina di Fim-Cisl "O c'è l'accordo sindacale e il rilancio dell'impianto o c'è il suo definitivo abbandono", ma "la Fim Cisl ha confermato la propria disponibilità a sottoscrivere l'accordo sindacale per la conferma dell'investimento a Grugliasco. Nel caso le scelte della Fiom dovessero far fallire il progetto di investimento all'ex Bertone, abbiamo chiesto alla Fiat di mantenere comunque l'investimento in Italia, perché è parte importante dell'intero progetto Fabbrica Italia e del rilancio dell'industria dell'auto nel nostro paese". "La situazione è realmente grave" è stato il commento a caldo del segretario della Fismic Roberto Di Maulo, per il quale occorre "forzare i tempi in direzione del contratto dell'auto e dell'uscita di tutta la Fiat dal sistema confindustriale. Solo in questo modo i comportamenti di ciascuno usciranno finalmente dall'ambiguità".

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Tag: Attualità , Fiat , produzione , lavoro


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