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pubblicato il 16 aprile 2011

Mazda5 1.6 CD 115 CV Dynamic Space

Il riuscito 1.600 diesel e la comodità delle porte scorrevoli sono i suoi atout

Mazda5 1.6 CD 115 CV Dynamic Space
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In un mercato sempre più orientato ai Crossover e ai SUV, le nuove proposte dei Costruttori con carrozzeria monovolume corrono il rischio di passare inosservate. Uno dei fattori di appeal di queste recenti architetture di veicolo, appartenenti alla categoria delle multispazio, é sicuramente la linea. Per ribaltare questa tendenza, nella Mazda5 la Casa di Hiroshima ha riversato la filosofia di design esplorata nelle concept car degli ultimi anni. L'analisi della versione da noi provata, tuttavia, si é basata sugli aspetti più concreti di quest'auto che, presumibilmente, viene acquistata per la disponibilità di spazio e la versatilità, con un occhio attento all'economia di esercizio. Dopo un breve primo contatto, la nostra scelta é perciò ricaduta sul turbodiesel da 1,6 litri common rail con 115 CV, abbinato all'allestimento Dynamic Space, in listino a partire da 27.200 euro.

SI SALE A BORDO CON "NONCHALANCE"
Nonostante la Mazda5 sia definita come C-MAV (Compact Multi Activity Vehicle) dalla stessa Casa giapponese, in una lunghezza di 4,58 m lo spazio ricavato nell'abitacolo é notevole. La nostra attenzione si é subito focalizzata sulle portiere laterali scorrevoli, azionabili a distanza dal telecomando, che ospita due pulsanti dedicati a ciascuna porta. In alternativa, si può tirare la maniglia e affidarsi al meccanismo automatico sia nella fase di apertura sia in quella di chiusura. Per garantire la sicurezza - soprattutto dei bambini che, verosimilmente, saranno i maggiori utilizzatori degli accessi posteriori all'abitacolo - il sistema rileva la presenza di un ostacolo in qualsiasi posizione della sua corsa e si arresta. Stesso risultato si ottiene tirando la maniglia durante il movimento della porta stessa. A chiudere il quadro relativo alle porte posteriori, esiste una terza possibilità di azionamento, che si traduce in una pulsantiera alloggiata sulla plancia, alla sinistra del volante. Il conducente può quindi comandare il sistema dal posto guida e ha la possibilità di escludere i pulsanti, qualora volesse evitare di azionarli involontariamente.

UN DIVANO CON SPIRITO DI ADATTAMENTO
Una volta saliti a bordo, il primo impatto é restituito dall'imbottitura molto morbida dei sedili, che suggerisce agli occupanti come l'attenzione al confort sia stata uno degli obiettivi dei progettisti. In quest'ottica, iniziamo a conoscere l'abitacolo della Mazda5 dal divanetto posteriore, il cui difetto principale é costituito dalla limitata larghezza della seduta riservata al passeggero centrale. Accomodandosi sui posti laterali, si apprezza invece la possibilità di regolare l'inclinazione degli schienali, soprattutto per l'ampiezza dell'escursione. Nella posizione di massima reclinazione si dispone praticamente di una chaise longue e l'abbondante spazio per le gambe favorisce il confort di chi siede dietro. Volendo fare i pignoli, l'unico appunto che si può fare in questo senso riguarda la limitata altezza disponibile per i piedi sotto i sedili anteriori. Per favorire la versatilità del bagagliaio, le sedute della seconda fila possono traslare longitudinalmente, in maniera indipendente. L'adozione delle porte scorrevoli ha determinato poi la scelta di adottare dei braccioli laterali dedicati, che hanno però l'inconveniente di rimanere solidali agli schienali durante l'inclinazione degli stessi, rovinando in parte il confort degli occupanti. L'elemento centrale del divano, al contrario, può anch'esso essere ribaltato per fungere da appoggio, ma ha la peculiarità di ruotare sull'asse longitudinale, creando così un passaggio per stivare oggetti lunghi. Per raggiungere la terza fila di sedili bisogna fare i conti con il sistema di sblocco del divanetto, che risulta essere poco pratico a causa della scarsa accessibilità dei leveraggi. I due posti aggiuntivi, d'altro canto, si possono facilmente ripiegare tirando un laccio in tessuto, senza creare scalini nel vano di carico (di capacità variabile tra i 112 litri e i 1.485 litri, a seconda della configurazione dei sedili).

AL VOLANTE C'E' "FAMILY FEELING"
Al posto guida si ritrova l'attenzione della Casa giapponese nel posizionare sedile, pedaliera, leva del cambio e volante. La tradizione non viene quindi abbandonata nemmeno sulla Mazda5, nonostante sia una multispazio votata al trasporto di persone e oggetti. Il volante, per esempio, non ha un'inclinazione troppo orizzontale, tipica delle vetture monovolume. I pedali, poi, sono ben distanziati tra loro, non presentano disassamenti significativi rispetto al centraggio con il sedile e non sono sfalsati in profondità, permettendo così di passare dal freno all'acceleratore senza impedimenti. L'alloggiamento per il piede sinistro ricavato sul passaruota é davvero molto ampio e permette di ancorarsi nelle decelerazioni più intense, quando il pedale del freno restituisce un buon feeling, essendo più solido di quello che ci si aspetterebbe da un veicolo di questo tipo. Il cockpit che si presenta davanti al conducente é molto semplice e permette la lettura delle informazioni in un solo colpo d'occhio. Oltre ai due strumenti analogici tradizionali, infatti, il livello del carburante é monitorato da un indicatore digitale, mentre la temperatura del liquido di raffreddamento si controlla con una spia, che si spegne al raggiungimento delle condizioni di esercizio. Gli aspetti critici che abbiamo riscontrato, tuttavia, riguardano una soluzione già vista nella produzione Mazda: la feritoia posta sopra la consolle centrale ospita un display multifunzione "affollato" da troppi dati (radio, CPU di bordo, climatizzatore e temperatura esterna), a scapito della leggibilità. Poco più sotto si trova l'impianto audio, che presenta meno interruttori rispetto a realizzazioni passate del Costruttore giapponese, migliorando così la facilità di utilizzo del sistema e la sicurezza di marcia. Scendendo ancora sulla consolle ci si imbatte nella plancetta che comanda l'impianto di climatizzazione, dotata di tre manopole che inglobano più pulsanti al loro interno: le regolazioni sono però visibili sul display posto più in alto sulla plancia e ciò inficia la comodità di utilizzo.

IL PIACERE DI CAMBIARE
L'ergonomia di alcuni comandi é perfettibile, come nel caso dei pulsanti degli alzacristalli elettrici, non tutti illuminati. Questo costringe ad andare "a tentoni" per individuarli quando scende il buio e solo il comando del guidatore é provvisto di retroilluminazione. Tale mancanza é condivisa anche dagli interruttori per la regolazione elettrica dei retrovisori. Il resto della pulsantiera alloggiata sul fianchetto della porta é invece localizzabile anche di notte, acuendo così la "svista" ergonomica appena descritta. Il vano ricavato alla base della leva del cambio è molto comodo per posizionare il cellulare, anche se di dimensioni generose, come per i moderni smartphone. Parlando poi proprio del cambio (a 6 rapporti), si apprezza il posizionamento della leva, caratterizzata da una manovrabilità davvero molto buona, in accordo con la bontà delle trasmissioni Mazda (famosa, in questo senso, la reputazione della roadsterMX-5). Il leveraggio si distingue per la corsa breve nelle manovre di innesto, i carichi omogenei durante la selezione dei rapporti e la percezione netta della sincronizzazione, fase priva di impuntamenti o effetti di "contrasto". La leva corta chiude infine il quadro positivo relativo alla trasmissione. Considerata l'impostazione turistica della vettura, votata ai lunghi trasferimenti, abbiamo riscontrato come il bracciolo centrale non intralci i movimenti di cambiata, anche mantenendo il gomito in posizione. Il nostro giudizio sull'esperienza di guida continua nel valutare lo sterzo. Pur tenendo a mente le attenuanti attribuibili a un impianto destinato a una 7 posti da 1.415 kg di massa a vuoto, il comando é poco comunicativo, non perché la leggerezza che lo caratterizza sia un difetto in sé per sé, ma piuttosto per la mancanza di precisione a traiettoria impostata, che costringe ad apportare frequenti correzioni. Si registra anche un certo effetto di "secondo tempo", che ne inficia la prontezza e si manifesta con variazioni di carico sul volante durante la percorrenza di curva.

NELLA BOTTE PICCOLA C'E' IL VINO BUONO
Il comportamento dinamico della Mazda5 é sincero, improntato alla sicurezza, come é ragionevole per una vettura da "padre di famiglia". Il retrotreno, se provocato in una manovra di rilascio - con ESP inserito, condizione di utilizzo tipica di un veicolo "turistico" - é tenuto a bada dal controllo elettronico, che interviene tempestivamente, correggendo subito la traiettoria. Limitare il prima possibile l'imbardata della vettura, specie su asfalto bagnato, é infatti fondamentale per una multispazio, la cui variazione degli angoli di assetto sull'asse posteriore può essere molto ampia, tra la situazione di marcia "a vuoto" e quella "a pieno carico". Uno dei punti di forza di quest'auto é il nuovo motore 1.6 diesel da 115 CV a 3.600 giri/min e 270 Nm fra 1.750 e 2.700 giri/min, rinnovato secondo la filosofia Sky-D, con 2 valvole per cilindro e rapporto di compressione ridotto. L'unità é davvero ben insonorizzata: la rombosità di fondo é ovattata, non restituendo mai quella sensazione di "ticchettio" tipica dei propulsori a gasolio, che é stata invece ben filtrata dai tecnici giapponesi in tutto l'arco di funzionamento. Nemmeno a freddo il 4 cilindri presenta una rumorosità eccessiva. Già a partire dai 1.500 giri/min, l'azione del turbo inizia a farsi sentire. L'erogazione é caratterizzata dall'entrata in gioco della sovralimentazione, che è estremamente progressiva e sostiene la fluidità di guida alle ridotte velocità tipiche del traffico cittadino. Intorno ai 1.700 giri/min la spinta si fa più sostanziosa, mentre nel funzionamento "sotto coppia" (tra i 1.100 e i 1.500 giri/min), il comportamento rimane regolare e la marcia non subisce strattonamenti. In conclusione, a dispetto della cilindrata ridotta, specie se rapportata alla mole della vettura, questo propulsore permette di utilizzare le marce alte anche nel traffico più intenso. Nell'utilizzo cittadino abbiamo sperimentato consumi medi vicini ai 6,3 l/100 km, scesi intorno ai 5,6 l/100 km sulle strade extraurbane.

ISOLATI DAL MONDO CIRCOSTANTE
La silenziosità riscontrata per il propulsore si ripresenta nel passaggio sulle asperità del fondo stradale. L'assorbimento delle sospensioni, infatti, si distingue principalmente per l'assenza di rumori legati agli scuotimenti, grazie alla buona insonorizzazione realizzata per il vano passaruota, dotato di "locari" (termine tecnico per indicare i rivestimenti fonoassorbenti posti in questa zona) efficaci ai fini dell'isolamento. D'altro canto, la capacità di filtrare le sconnessioni rientra nella media ed é coadiuvata dalla già citata morbidezza dell'imbottitura dei sedili. Fatta eccezione per la rumorosità aerodinamica che si manifesta a velocità autostradali - penalizzante, in questo senso, la sezione frontale dell'auto - il risultato ottenuto dagli ingegneri che hanno curato gli aspetti di NVH (Noise Vibration & Harshness) é nel complesso molto buono e si traduce in un abitacolo ben isolato dall'ambiente esterno e dalla mecccanica.

[Fotografo: Gianni Mazzotta]

Scheda Versione

Mazda Mazda5
Nome
Mazda5
Anno
2011 - F.C.
Tipo
Normale
Segmento
compatte
Carrozzeria
Multispazio
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Mazda , auto europee , auto giapponesi


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