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pubblicato il 18 aprile 2011

Alfa Romeo GT Cabriolet, l'Alfa mai nata

La storia e le immagini inedite della bella cabrio di Bertone del 2003

Alfa Romeo GT Cabriolet, l'Alfa mai nata

Ci sono auto che segnano la storia e fanno la fortuna di alcuni costruttori, altre che rimangono sconosciute, ma la loro influenza sugli eventi è altrettanto dirompente. Sono le vetture mai nate, quelle auto che per scelte di diversa natura, giuste o sbagliate è impossibile da stabilire a priori, non sono state mai realizzate. Fra queste ce n'è una di un marchio a cui gli italiani sono affezionati almeno quanto alla Ferrari: è la Alfa Romeo GT Cabriolet, la versione cabrio mai realizzata della GT coupé, di cui OmniAuto.it è in grado di rivelare i dati tecnici mai diffusi e mostrarvi in esclusiva per la prima volta le immagini ufficiali. Di questa cabriolet gli alfisti più ferrati parlano da anni, ma la sua genesi fino ad oggi rimasta misconosciuta è tornata d'attualità grazie ad un recente articolo dell'autorevole Automotive News firmato dal giornalista italiano Luca Ciferri, che ne ha ricostruito finalmente la storia.

CONSEGUENZE
Che non è poi molto differente da quella di molti altri prototipi che i carrozzieri propongono, spesso a titolo gratuito, ai costruttori, i quali poi decidono se portare avanti il progetto o meno. L'Alfa Romeo GT Cabriolet fu realizzata nel 2003 pochi mesi dopo la GT Coupé che Bertone avrebbe voluto iniziare a produrre nello stabilimento di Grugliasco (oggi passato a Fiat) e che invece fu dirottata a Pomigliano d'Arco insieme a 147 e 159. Per Alfa Romeo, allora guidata da Daniele Bandiera, i vertici Fiat preferirono avviare il progetto Spider, una scoperta due posti più in linea con la tradizione della Casa di Arese, disegnata da Giugiaro e costruita in Pininfarina con meccanica condivisa con la Brera. Che conseguenze ha avuto il naufragio del progetto GT Cabriolet? Sulla storia di Alfa è difficile stabilirlo, anche se i numeri dicono che nei suoi sette anni di vita (dal 2003 al 2010), l'Alfa GT è riuscita a totalizzare oltre 80.000 clienti, mentre la Spider, commercializzata dal 2005 al 2010, si è fermata a quota 12.000. Per Bertone fu invece l'ennesima delusione: dopo aver esaurito la produzione dell'Opel Astra Cabrio e Coupé di fatto la produzione nei suoi stabilimenti si fermò, fatta eccezione la parentesi delle 2.000 MINI GP prodotte nel 2006. Senza altre commesse per mandare avanti gli stabilimenti piemontesi, di lì a pochi anni il ridimensionamento dell'azienda fu inevitabile.

QUATTRO POSTI COMODI
I designer di Bertone pensarono alla Alfa Romeo GT Cabriolet come ideale rivale di BMW Serie 3 e Mercedes CLK, dunque una vera e propria cabriolet con rarissimi precedenti nella storia del marchio e praticamente nessuno nella storia più recente. Fra le frecce nel suo arco la convertibile col Biscione sul cofano avrebbe avuto un'abitabilità addirittura migliore della GT Coupé e quei quattro posti che avrebbero potuto sedurre anche la clientela femminile, almeno quella più... chic. Il prototipo ritratto in fotogallery è equipaggiato con il propulsore 2000 Twin Spark, ma il progetto originario avrebbe previsto l'adozione dei più moderni benzina 2.0 JTS da 165 CV e V6 3.2 litri da 239 CV, le stesse due unità offerte al debutto della GT. L'aggravio di peso rispetto alla coupé non sarebbe poi stato eccessivo, nell'ordine dei 100 kg rispetto ai circa 1.400 kg della GT con motorizzazione 4 cilindri, grazie all'adozione di una capote in tela ad azionamento elettrico, ragion per cui l'accelerazione 0-100 km/h si sarebbe mantenuta sotto i 7 secondi e le sue doti di handling assimilabili a quelle, molto apprezzate, della "sorella" con tetto chiuso. Sarebbe stata poi una cabrio abbastanza pratica, grazie anche ad un bagagliaio di 245 litri, dunque abbastanza capiente rispetto alla media del segmento. Andò come andò, cioè con un nulla di fatto come accaduto qualche anno prima con la Lancia Kayak del 1995 (poi "evolutasi" nella K Coupé) e la Alfa Romeo Bella del 1999, una 2+2 che puntava anch'essa al connubio comfort-sportività, da realizzarsi su base Alfa 166.

SEMPRE PIU' A EST
Anche se l'ultima creazione, la Jaguar B99, indica che a Caprie si guarda ormai oltre i confini nazionali, il "vizio" di cimentarsi su nuove interpretazioni dello spirito Alfa Romeo, anche dopo il riassetto societario, Bertone non l'ha mai perso. Ha strappato applausi, ad esempio, la Pandion presentata al Salone di Ginevra 2010 in occasione dei 100 anni del marchio Alfa, ma lo stesso apprezzamento da parte del pubblico asiatico qualche mese dopo si è registrato al Salone di Pechino. Il futuro della carrozzeria piemontese fondata oltre un secolo fa, però, parla sempre più straniero, mandarino per la precisione. Pochi mesi fa da Caprie hanno annunciato il varo di Bertone China, "una presenza diretta sul primo mercato automobilistico del mondo" hanno spiegato. E secondo le fonti di OmniAuto.it, all'imminente Salone di Shanghai Bertone dovrebbe fare il bis, anzi un bel tris di concept che anticipano nuovi modelli Made in Oriente, un Oriente che per il mondo dell'automobile e per realtà nostrane come Bertone è sempre più vicino.

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