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pubblicato il 15 aprile 2011

Crolla la produzione di auto in Giappone

JP Morgan preve per il 2011 un -14% a 7,75 milioni di unità

Crolla la produzione di auto in Giappone

Quest'anno la produzione di auto in Giappone crollerà del 14%. Lo riporta la stampa specializzata nipponica citando la banca JP Morgan, che individua in 7,75 milioni di unità il numero di vetture nuove che potranno dirsi Made in Japan nel 2011. Da aprile a giugno, secondo gli stessi analisti, la produzione scenderà del 57% a un milione di vetture e già dall'11 marzo - giorno del tremendo terremoto che ha devastato il Paese - le auto non prodotte finora sono state circa 600mila. Molti infatti sono stati i costruttori costretti a fermare gli impianti, anche a causa dello stop che il Governo ha imposto a tutte le fabbriche per risparmiare energia elettrica nei giorni immediatamente successivi al disastro. In queste settimane Toyota, Nissan ed Honda hanno riavviato la produzione, in generale al 50% come riporta Il Sole 24 Ore Radiocor, ma Toyota, ad esempio, ha detto di non avere ancora fissato i piani produttivi dopo il periodo festivo di inizio maggio, sebbene tutti abbiamo rassicurato l'Italia sulla puntualità delle consegne.

I BILANCI
Che il terremoto non fermerà l'auto giapponese è quindi un concetto che inizia a vacillare. Era inevitabile che l'auto, dopo un cataclisma del genere, trascinasse giù la Borsa di Tokyo, ma il terremoto ha comunque trascinato con sé una serie di conseguenze che erano inizialmente difficili da prevedere, come la mancanza della vernice metallizzata che sta mettendo a rischio la produzione di auto a livello internazionale già complicata dalla difficoltà di reperire i componenti per auto realizzati in Giappone. "Il problema del Giappone é sottovalutato", dice Brembo, ritenendo che alcune Case potrebbero rimanere chiuse fino a maggio e intanto Toyota potrebbe vedere il proprio debito declassato perché Moody's prevede che il terremoto ne diminuirà il margine operativo, mentre il Gruppo Bosch ha ritenuto l'impatto del terremoto in Giappone sul suo fatturato "considerevole", ma non abbastanza per evitare che quest'anno si arrivi ai 50 miliardi di euro.

LE AUTO "RADIOATTIVE"
Un altro problema riguarda il lancio di nuovi modelli. Quello della Toyota Prius v è stato ad esempio ritardato, mentre quello della Prius+ è stato confermato. E c'è poi il capitolo "radioattività". Il blocco delle 20 auto radioattive in Russia, a Vladivostok, ha messo in allarme gli automobilisti, ma in quel caso - è bene ricordarlo - si trattava di auto usate arrivate via nave dal Giappone. Le auto difficilmento possono essere considerate radioattive, come ci hanno spiegato gli esperti di CNR e ENEA. I costruttori stanno effettuando dei controlli su vetture e componenti e l'allarme - almeno per il momento - non sussiste.

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Tag: Mercato , auto giapponesi , produzione , giappone


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