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pubblicato il 14 aprile 2011

Cresce il parco circolante di auto a GPL e metano

Sono 2.353.478 su quasi 37 milioni. Solo 1.279 le elettriche circolanti

Cresce il parco circolante di auto a GPL e metano

Alla fine dello scorso anno la quota delle auto "ecologiche" sui 36,7 milioni di vetture circolanti in Italia (quasi 60 auto ogni 100 abitanti, compresi neonati, anziani e non patentati) era del 6,42%, mentre alla fine del 2008 la quota corrispondente era del 4,56%. In valori assoluti tra il 2008 e il 2010 il numero delle autovetture circolanti con alimentazioni alternative alla benzina e al gasolio è balzato in avanti da 1.647.050 a 2.353.478 unità. La stragrande maggioranza di queste vetture è costituita da modelli a GPL e metano, mentre il parco circolante di auto elettriche a fine 2010 è di sole 1.279 autovetture (solo lo 0,003% sul parco totale).

LE RAGIONI
Secondo il Centro Studi Promotor, il decollo dell'auto elettrica dovrebbe essere imminente (anche se ci sono da superare alcuni scogli culturali, strutturali e politici), questa importante crescita della quota delle auto ecologiche è stata dovuta tra il 2008 e il 2010 all'impegno delle Case automobilistiche nel proporre modelli già omologati a metano e GPL e del settore del gas per autotrazione per ampliare la rete di distribuzione, che hanno sfruttato l'effetto "volano" degli incentivi del 2009, come dimostra anche il fatto che con la fine degli incentivi le immatricolazioni sono calate a picco.

QUAGLIANO: "SENZA INCENTIVI VANI GLI SFORZI DI TUTTI"
Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor GL events, intervenuto oggi a Napoli al convegno Il carburante metano tra opportunità di crescita e sfide per una piena affermazione, "la fine degli incentivi alle auto ecologiche rischia di vanificare gli sforzi di industria automobilistica, fornitori di carburanti e anche del Governo italiano per favorire lo sviluppo di una mobilità verde anche nel nostro Paese. Questo pericolo è certamente un'emergenza del Paese che va coniugata con un'altra emergenza: quella dell'insufficiente crescita economica. La crisi del 2008-2009 ha determinato un crollo del prodotto interno lordo italiano del 6,8%. La caduta si è arrestata nel secondo trimestre 2009, ma da allora, in ben sei trimestri, il recupero è stato di soli 1,6 punti percentuali, per cui il gap da recuperare nel Pil è ancora di 5,2 punti".

ITALIA A PASSO LENTO
"Questa situazione non trova riscontro in altri Paesi economicamente avanzati - ha aggiunto Quagliano - che hanno tutti recuperato in maniera molto più significativa il calo del Pil. A ciò si aggiunge che le prospettive per il prossimo futuro sono per l'Italia particolarmente preoccupanti. I dati consuntivi sulla crescita del Pil nel primo trimestre del 2011 non sono ancora disponibili, ma secondo le ultime stime dell'Ocse i paesi del G7 dovrebbero aver fatto registrare variazioni tendenziali del 5,2% per il Canada, del 3,7% per la Germania, del 3,4% per la Francia, del 3,1% per gli Stati Uniti, del 3% per il Regno Unito e soltanto dell'1,1% per l'Italia, seguita, l'Italia, soltanto dal Giappone che, per l'effetto tsumani, dovrebbe vedere la sua crescita ridotta ad uno 0,2-0,6%. Per il nostro Paese - afferma Quagliano -, in presenza di occupazione e consumi ancora in calo e di produzione industriale che segna il passo e che subirà l'impatto del caro-euro, si impone il varo di una politica economica di rilancio che punti essenzialmente a sostenere la domanda interna di beni di consumo durevoli e non durevoli. In un quadro di questo tipo probabilmente non vi è spazio per nuovi incentivi alla rottamazione in quanto la stagione di questi incentivi è passata in tutto il mondo, ma vi è certamente spazio per incentivare le soluzioni ecologiche a beneficio dell'ambiente e soprattutto dell'economia".

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Tag: Attualità , gpl , metano , mobilità sostenibile , immatricolazioni , auto elettrica , carburanti alternativi


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