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Mercato

pubblicato il 11 aprile 2011

Alfa Romeo, arrivo negli USA ritardato al 2013

Anche Chrysler 200 e Dodge Avenger sono rimandate

Alfa Romeo, arrivo negli USA ritardato al 2013

Il ritorno dell'Alfa Romeo è rinviato al 2013. Lo afferma Automotive News citando fonti vicine ai vertici della casa torinese adducendo come parziale motivo l'insoddisfazione di Sergio Marchionne per il design della vettura che dovrebbe guidare il ritorno della casa del Biscione al di là dell'Atlantico. Alla base del ritardo ci sarebbe anche il fatto che il CEO italo-canadese non sarebbe contento neppure delle proposte elaborate dai designer di Auburn Hills per le Chrysler 200 e Dodge Avenger, entrambe basate sullo stesso pianale della Giulia e anche loro previste per il 2013.

STRATEGIE DA RIVEDERE. SÌ, MA QUALI?
Un bel guaio per le strategie disegnate da Marchionne, non solo per il mercato nordamericano, ma anche per quello europeo, dove l'Alfa Romeo si ritrova con un modello vecchio di anni come la 159 a combattere ad armi impari contro quelli che dovrebbero essere i suoi concorrenti, tra i quali la nuova BMW Serie 3 attesa per la fine di quest'anno. Dunque l'unica novità che i concessionari potrebbero schierare sarebbe il nuovo SUV compatto atteso per il 2012 e che sarà prodotto a Mirafiori sulla piattaforma della Jeep Patriot e Compass. Qualcosa per l'Europa, ma troppo poco per gli USA dove è essenziale avere una berlina media per inserirsi nel mainstream del mercato. A queste incertezze se ne somma anche un'altra: Fiat non ha ancora deciso dove fare la Giulia. Un anno fa i piani dicevano in Italia, a marzo invece dicevano in Nordamerica - e si fece il nome dello stabilimento di Sterling Heights, dove vengono assemblate Chrysler 200 e Dodge Avenger - ma ora la stessa fonte che rivela il ritardo afferma anche che una decisione in merito non è stata ancora presa.

OBIETTIVI MANCATI E PROFITTI SEMPRE PIÙ LONTANI
Si tratta dunque dell'ennesimo rinvio del ritorno di Alfa Romeo negli USA che nel frattempo ha fallito più volte gli obiettivi di vendita fissati di volta in volta. L'ultimo era di chiudere il 2010 con 300 mila pezzi mentre si è fermata a 112 mila e mira a risalire a 170 mila nel 2011 che equivarrebbe ad un salto del 52%, davvero difficile da pronosticare con una gamma che non avrà alcun nuovo ingresso nel corso dell'anno. Il piano industriale prevede infine nel 2014 ben 500 mila Alfa delle quali 85 mila in Nordamerica. Il marchio di Arese appare sempre più in difficoltà anche per la capacità di generare profitto. Seppure il gruppo non diffonda i risultati specifici per ogni divisione, gli analisti stimano che il Biscione perda almeno il 10% del proprio fatturato e che l'unica speranza di renderlo profittevole è aumentare la condivisione di componenti con gli altri marchi di Fiat-Chrysler, ma se anche i modelli americani tardano ad arrivare, questa prospettiva si sposta ancora più in là nel tempo, anche considerando che la conquista - o la riconquista - di mercati molto competitivi come quello europeo e americano costerà molto in termini di investimenti. Se poi il ritardo coinvolge anche due modelli fondamentali per gli USA e Chrysler, si rischia di creare un pericoloso contagio dei mali di Alfa ai marchi americani.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , Alfa Romeo


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