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pubblicato il 9 aprile 2011

Skoda Yeti 2.0 TDI 4x4 140 CV Experience

Praticità e brio per il tempo libero

Skoda Yeti 2.0 TDI 4x4 140 CV Experience

Con 4,22 m di lunghezza la Skoda Yeti è un SUV compatto e indirizzato a un pubblico giovane, che di un'auto apprezza la praticità e la versatilità d'uso. Il blu metallizzato della versione 2.0 TDI 4x4 da 140 CV che abbiamo provato sottolinea questa inclinazione, evidenziando i dettagli di design su cui la Yeti punta per distinguersi. La vista laterale è snellita dal montante anteriore e dal terzo montante, rivestiti da una modanatura nero opaco che dà enfasi al montante centrale verniciato nel colore della carrozzeria. Anche lo sviluppo orizzontale della fiancata ne beneficia, seguendo uno stile inaugurato dalla MINI e ripreso in Casa Skoda anche dalla Fabia.

FORME SEMPLICI E BEN "VISIBILI"
Il parabrezza non molto inclinato della Yeti va a favore della visibilità anteriore, così come migliora la percezione degli ingombri del muso. Analogamente, il design squadrato della coda facilita il conducente nelle manovre di retromarcia, grazie al portellone praticamente verticale, mentre le vetrature laterali con superfici piane e ridotte curvature che caratterizzano lo stile del SUV contribuiscono a migliorare la visibilità durante la marcia, come nel caso della terza luce sul montante, che libera la visuale del 3/4 posteriore.

PRATICA E CONFORTEVOLE
Il tema "luminoso" si ritrova anche nell'abitacolo della Skoda Yeti. L'esemplare in prova è dotato di interni chiari rivestiti in pelle, che riflettono la luce proveniente dall'ampio tetto in vetro. Per un'auto pensata per il tempo libero, tuttavia, la nostra scelta sarebbe ricaduta su rivestimenti di tonalità scura, più adatti alle esigenze di bambini, animali domestici o, più semplicemente, per caricare attrezzature e equipaggiamenti sportivi. Il posizionamento sul mercato della Yeti sembra dunque combaciare con l'impressione ricevuta dagli interni, caratterizzati dalla disposizione ordinata dei comandi e dal trattamento dei materiali, tipici di una vettura che vuole essere concreta e senza fronzoli. L'abitabilità anteriore gode della larghezza presente tra i due sedili, grazie a cui gli occupanti non interferiscono tra loro, nemmeno in corrispondenza del bracciolo centrale. Spesso questo elemento si rivela critico, ma sulla Yeti è largo a sufficienza per appoggiare due gomiti. L'abbondante spazio sopra la testa è condiviso anche per chi siede sul divanetto posteriore, che offre libertà di movimento a livello di spalle e gomiti e non sacrifica la seduta del passeggero centrale, che si trova limitato solo nel sistemare i piedi a causa della presenza del tunnel centrale. La possibilità di reclinare separatamente gli schienali permette poi di cambiare posizione durante i lunghi viaggi, incrementando il confort. Accomodandosi al posto di guida si apprezza il volante multifunzionale a 4 razze, che si distingue per la corona, l'impugnatura piacevole, il giusto spessore e la sagomatura per le dita. I sedili anteriori presentano rigonfiamenti laterali pronunciati, ma non sono troppo restrittivi grazie alla larghezza di schienale e seduta, che permettono di accogliere diverse corporature. Il sostegno delle imbottiture nei lunghi viaggi è buono perché non troppo cedevole, tenendo così fede all'impostazione ormai classica che Volkswagen conferisce al cockpit dei propri prodotti.

IN CERCA DI PERSONALITA', MA CON ORDINE
Nel visualizzare le informazioni del computer di bordo al centro del quadro strumenti, invece, ci ha colpito un piccolo dettaglio. Pur condividendo l'impostazione con le "cugine" tedesche, la grafica del display scelta da Skoda presenta scritte più "tondeggianti" ed è forse pensata per entrare in sintonia con l'immagine giovanile della vettura. L'analisi di aspetti più "seri", legati alla qualità costruttiva della vettura, sposta l'attenzione sullo sportello ricavato sulla parte superiore della plancia. La plastica rigida di cui è fatto è di aspetto piuttosto economico, specie se raffrontato con il trattamento morbido della goffratura della plancia stessa, che è invece ben realizzata e molto piacevole al tatto . Non convince del tutto la maniglia d'appiglio del portellone posteriore, in plastica anziché in tessuto, come consuetudine. Maggiore attenzione è stata invece riservata all'alloggiamento per la cintura di sicurezza del passeggero centrale posteriore, che fuoriesce dall'imperiale del tetto attraverso una sede provvista di calamita: in questo modo, può rimanere in posizione anche quando non viene utilizzata. Alle cinture posteriori laterali, d'altro canto, è stata riservato un altro accorgimento. Per non interferire nella manovra di abbattimento del divanetto, infatti, sul giro porta è stata ricavata una fessura in cui inserire la fibbia metallica della cintura stessa. L'attenzione alla praticità si ritrova poi in un gancio metallico che fuoriesce dal brancardo, utile per fissare delle cinghie ma non particolarmente curato a livello estetico. La tasca portaoggetti della portiera ha un dettaglio inconsueto: é infatti munita di un elastico dotato di un anello metallico, con il quale fissare carte e documenti. Soluzioni pratiche per incrementare la versatilità della Yeti si ritrovano anche nel bagagliaio, dotato di un organizer che, grazie a ganci e separatori, evita che il contenuto del carico si sparga per il vano, Di contro, la volumetria si riduce e nel complesso la capacità è inferiore a quello che ci si aspetterebbe da un veicolo di questo tipo. Il sistema di sblocco dei sedili, in ogni caso, è piuttosto intuitivo fornisce un valore aggiunto alla funzionalità del bagagliaio.

L'ASSETTO SPORTIVO E' ASSECONDATO DALL'INDOLE TELAISTICA
Affrontando i percorsi guidati con ritmo allegro, la Skoda Yeti non dà mai l'impressione di essere un'auto a baricentro alto. Lo sterzo è preciso, non richiede correzioni nel mantenimento delle traiettorie, mentre la progressività e la prontezza non si distinguono dalla media di veicoli di questo tipo. Complici di un tale comportamento dinamico sono gli pneumatici 225/50 Pirelli Pzero Rosso, montati su cerchi da 17 pollici. L'assetto è dunque sportivo, come conferma tra l'altro il rollio mai eccessivo, ma l'assorbimento delle sconnessioni è superiore alle aspettative. Visto il comportamento su strada piuttosto dinamico, infatti, ci aspettavamo una vettura più rigida. Il controllo elettronico di stabilità (ESP) non è completamente disinseribile, al contrario dell'antipattinamento (ASR). Considerata la destinazione d'uso del veicolo, la scelta del Costruttore ceco è comprensibile e non inficia troppo il coinvolgimento nella guida "impegnata", quando si manifestano dei movimenti del retrotreno comunque limitati e le correzioni dell'ESP non sono invasive, lasciando un po' di spazio per gli interventi del conducente, come abbiamo verificato su asfalto bagnato. In condizioni di bassa aderenza, la frizione Haldex, che trasmette il moto alle ruote posteriori, interviene sempre con ritardi accettabili, riducendo il sottosterzo nelle curve strette e annullando quasi del tutto il pattinamento delle ruote anteriori nelle partenze "a tutto gas". Il cambio ha una manovrabilità ottima ed è caratterizzato da una corsa breve, restituisce una buona percezione d'innesto e presenta carichi di sincronizzazione abbastanza elevati. Questo aspetto si abbina bene, in ogni caso, con la forza richiesta ad azionare il pedale della frizione, delineando azionamenti "solidi" e intonati con la dinamicità dell'esperienza di guida complessiva. Il feeling restituito dal pedale del freno nelle decelerazioni più aggressive non soddisfa invece del tutto, perché il piede affonda troppo e asseconda l'istinto di molte persone di alleggerire la pressione nelle frenate d'emergenza.

2.0 TDI: UNO YETI EQUILIBRATO
Il 2,0 litri turbodiesel common rail da 140 CV è il motore giusto per la Yeti, anche se il 1.600 cc a gasolio da 105 CV resta la scelta migliore per chi bada ai consumi. D'altro canto, le prestazioni del propulsore protagonista della nostra prova sono più che buone. La coppia è sempre disponibile e il cambio a 6 rapporti permette di sfruttare l'erogazione del motore in tutte le situazioni. Al minimo la rumorosità è contenuta, mentre in accelerazione il ticchettio del TDI è sempre presente, pur senza raggiungere livelli fastidiosi. In sintesi, si tratta di un'unità senza picchi di erogazione o particolari doti d'allungo, ma omogenea e ben accoppiata con il corpo vettura del SUV Skoda: è insomma la scelta equilibrata come rapporto prestazioni/consumi, che garantisce maggiore sfruttabilità anche nell'ottica di un utilizzo fuoristradistico. Come anticipato, i consumi sono discreti, perché comunque il peso, la sezione frontale e gli attriti dovuti alla trazione integrale fanno sentire i loro effetti, proprio sulle richieste di carburante. Durante il test abbiamo sperimentato un utilizzo della vettura "misto". Prima di raggiungere tratti guidati, spesso abbiamo attraversato tratti urbani, intrappolati in un traffico molto intenso, per poi percorrere strade a scorrimento veloce. In questi frangenti, il dato dichiarato dal computer di bordo oscillava tra i 12 e i 14 km/l medi.

Scheda Versione

Skoda Yeti
Nome
Yeti
Anno
2009 - F.C.
Tipo
Normale
Segmento
compatte
Carrozzeria
SUV e Crossover
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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