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pubblicato il 11 aprile 2011

ANIA: sulla strada violare le regole uccide

Il 91% degli italiani condanna chi non le rispetta, ma il 70% dice: "lo faccio anch'io"

ANIA: sulla strada violare le regole uccide

Nel 2009 sulle strade italiane ci sono state 4.237 vittime al ritmo di un morto e 70 feriti ogni due ore. La causa principale: violare le regole. Lo rivela l'indagine ISPO "Gli italiani e il rispetto delle regole", promossa dalla Fondazione ANIA per approfondire il grado di osservanza delle norme in occasione del al Convegno "Gli italiani e la cultura delle regole" che si è tenuto al Parlamentino del CNEL a Roma. Dallo studio è emerso che il 91% degli italiani condanna la violazione delle principali regole di convivenza civile, comprese quelle stradali, ma sono ben pochi a rispettarle.

REI CONFESSI
Nonostante gli italiani condannino la violazione delle regole di convivenza civile (il 91% degli intervistati), il 58% ritiene che quando si è al volante non venga rispettato il codice della strada. La violazione delle norme è di fatto molto diffusa, oltre il 70% degli automobilisti dichiara di infrangere le regole, pur essendo consapevole (lo ha dichiarato oltre l'80% degli intervistati) dei rischi e delle conseguenze sociali ed economiche degli incidenti stradali. Le infrazioni considerate più gravi (2,7 milioni le sanzioni elevate nel 2009) sono quelle che possono recare danno agli altri, in particolare guidare in stato psico-fisico alterato (76%), passare con il semaforo rosso (60%) e superare i limiti di velocità (52%).

I PERCHE'
L'infrazione del Codice Stradale viene spiegata in modo simile da automobilisti e non. In primo luogo c'è una sottovalutazione del rischio (91%), seguita dalla tendenza a considerare i controlli scarsi ed inefficaci (72%) e dalla percezione che le sanzioni previste non sono così pesanti da far paura e, soprattutto, non vengono applicate (70%). Significativo che oltre un terzo degli italiani (35% del campione) ritiene che le violazioni siano dovute anche alla poca chiarezza del Codice della Strada.

ESTEROFILI
Paradossalmente, il 74% degli italiani dichiara di rispettare con più attenzione le regole della strada quando si trova all'estero. Questo comportamento è ancor più accentuato tra i giovani dai 18 ai 24 anni (77,2%) e per gli intervistati compresi tra i 45 e i 54 anni (78%). Nel complesso, le donne condannano le infrazioni al Codice della Strada in maniera più netta rispetto agli uomini: mentre tra i maschi la percentuale si ferma all'88%, sono il 95% le femmine che non accettano la mancanza di rispetto delle regole al volante. Il Sud ha la percentuale più alta, come ripartizione geografica, tra quanti ammettono di fare più attenzione alle regole della strada quando si trovano in altri Paesi: il 76,6% contro il 70% del Centro e il 73% del Nord.

SALVATI: "CI VUOLE IL 'REATO STRADALE'"
"Nel solo 2009 a causa degli incidenti stradali ci sono stati 4.237 morti, 1.200 dei quali sotto i 30 anni, un milione di feriti e 20mila paraplegici - sottolinea Sandro Salvati, Presidente della Fondazione ANIA -. Statisticamente l'80% dei sinistri è dovuto a errati comportamenti umani e soprattutto a un mancato rispetto delle regole al volante. Grazie alle recenti modifiche al Codice della Strada, l'apparato normativo prevede sanzioni pesanti per chi causa incidenti commettendo infrazioni gravi. I controlli, però, non sono ancora sufficienti e, soprattutto, manca la certezza della pena. Si tratta di una situazione insostenibile che non possiamo più tollerare. E' tempo che si arrivi alla modifica del Codice Penale introducendo una fattispecie normativa che regoli il reato stradale, soprattutto quando si causano morti o feriti gravi. Condotte di guida scorrette e sconsiderate causano alcuni tra i più gravi delitti stradali. E' giusto che, in taluni casi, si configuri l'ipotesi di dolo eventuale, per la gravità sociale, umana ed etica degli incidenti stradali".

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Tag: Attualità , codice della strada , incidenti , sicurezza stradale , assicurazioni , autostrade


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