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pubblicato il 7 aprile 2011

Range Rover Evoque, la prova in anteprima

Abbiamo provato a Gaydon la "baby" Range: ha stile, ma è anche sportiva

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Tra sostenibilità ambientale e glamour, Land Rover dà una rinfrescata epocale alla propria immagine. Una svolta che abbiamo toccato con mano in una "full immersion" organizzata in quel di Gaydon, con tanto di prova in anteprima di alcuni prototipi della nuova Range Rover Evoque. Tutto iniziò al Salone di Ginevra del 2008, di cui il concept LRX fu una delle star indiscusse. Esercizio di stile, dissero gli inglesi. Ben presto, si capì invece che dietro c'era ben di più. C'era la voglia di catturare nuovi clienti, automobilisti attenti all'immagine e attratti dal fascino british, ma privi delle disponibilità economiche per potersi permettere una Range Rover Sport. LRX costituì dunque un "termometro" per stimare le potenzialità commerciali di un'estensione verso il basso della gamma.

DALLA MATITA ALLA STRADA
Il risultato della misurazione fu subito chiaro: la "febbre" era alta: gli automobilisti - soprattutto urbani - risposero con entusiasmo all'idea LRX. Un'accoglienza che convinse il management Ford (all'epoca proprietaria del Marchio) a dare il via libera allo sviluppo del progetto. Nel quartier generale a Gaydon si misero al lavoro e il passaggio di quote azionarie da Ford a Tata non cambiò le carte in tavola. Anzi, a detta dei progettisti inglesi, gli indiani si innamorarono a prima vista della vettura. Fiutarono l'affare, convinti che la scommessa di una Land Rover compatta, bassa e disponibile anche con carrozzeria coupé, oltre che 5 porte, potesse essere vincente.

LA LAND ROVER PIÙ PICCOLA DELLA GAMMA
Quarantatre centimetri. Tanto passa tra la lunghezza della Range Rover Sport e quella della Evoque, a quota 436 centimetri. Un ingombro da vettura di segmento C (la Ford Focus misura esattamente 436 cm), dentro al quale si cela un abitacolo abbastanza capiente. Che però, va detto chiaramente, è meglio sfruttare in quattro. Il quinto posto (optional sulla Coupé) risulta infatti sacrificato, soprattutto in larghezza e nella zona piedi. Ma piccolo significa anche sostenibile. Non a caso, l'ultima nata è un vero e proprio manifesto della nuova filosofia del Marchio, improntata alla riduzione dell'impatto ambientale. Dal motore al cambio, dall'aerodinamica al ciclo di produzione e fine vita del veicolo, tutto è progettato con l'obiettivo di tagliare l'inquinamento.

UN DIESEL E DUE BENZINA
La gamma motori si articola su un 2.2 turbodiesel e un 2.0 turbo a benzina. Il primo è disponibile in due livelli di potenza: 150 (dal 2012 abbinabile anche alla trazione anteriore) e 190 cavalli. Il secondo eroga 240 cavalli e 340 Nm di coppia a 4.000 giri. Il diesel reciterà ovviamente la parte del leone nelle vendite e da qui inizia la nostra prova: pochi minuti sul circuito di collaudo nei dintorni della fabbrica. I 190 cavalli, ma soprattutto i 420 Nm di coppia, non tardano a far sentire la propria presenza, come testimonia la notevole verve che si ottiene come risposta a ogni affondo sul pedale del gas. Tuttavia, le prestazioni da sole non bastavano per soddisfare il cliente tipo (che magari scende da una Mini o sta valutando, come alternativa, proprio una MINI Countryman o una BMW X1...). Ci voleva anche un handling sportivo, un piacere di guida che in Gran Bretagna hanno ottenuto tramite le sospensioni in alluminio con ammortizatori magnetoreologici a controllo elettronico. L'Evoque concede pochissimo al rollio, la tenuta in curva è elevata e i cambi di direzione avvengono con rapidità. C'è solo da sperare che la messa a punto finale non scenda a troppi compromessi e che la vettura di produzione rispecchi il comportamento di questi esemplari preserie. Magari, questo sì, con un filo di cura in più per l'assemblaggio: per il momento, il passaggio sulle sconnessioni è sottolineato da qualche scricchiolio proveniente dalle plastiche interne.

LAND ROVER SIGNIFICA OFFROAD
Ormai lo avrete capito, la Evoque non rientra certo tra le "dure&pure". Detto questo, gli angoli di attacco, dosso e uscita dichiarati sono superiori a quelli della concorrenza: 25º-22º-32º, contro 25-18-25 dell'Audi Q5 e 18-17-25 della BMW X1. Inoltre, il "tuttofare" All Terrain Response, marchio di fabbrica Land Rover, ottimizza le risposte di motore, differenziali, elettronica e sterzo, al fine di superare anche i fondi più insidiosi. La scheda tecnica promette bene; un giudizio completo ve lo daremo quando proveremo la vettura da cima a fondo.

DA LUGLIO, INFINITE POSSIBILITÀ DI SCELTA
Prima di parlare di listini, viste le premesse sulla sostenibilità ambientale, è doveroso fare un riferimento ai consumi: la 2.2 da 190 cavalli percorre 15,6 km/l (dichiarati). Chi fosse interessato a tagliare la spesa alla voce carburante, si ricordi che a inizio 2012 arriverà la 2WD: il suo propulsore da 150 cavalli conterrà le emissioni di CO2 entro i 130 g/km, per un consumo medio di circa 17,5-18 km/l. Prezzi: tenetevi forte. Si parte da 35.400 euro, non pochi, per la 2.2 diesel da 150 CV 4WD Pure. Ma già dalla versione intermedia, la Dynamic, la richiesta si "impenna": 43.700 euro. La Prestige? 44.500: e siamo ancora con la motorizzazione da 150 CV... Quella da 190 richiede, rispettivamente, 38.200, 46.500 e 47.300 euro. Infine, la 2.0 turbo: 40.400 per la Pure, 48.700 per la Dynamic e 49.500 per la Prestige. Se preferite la Coupé, mettete in conto altri 1.000 euro. Sconfinata, ovviamente, la lista optional: le possibilità di personalizzazione spaziano dal campo estetico a quello tecnico e il conto finale rischia di avvicinarsi pericolosamente a quello della Range Rover Sport...

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Autore: Adriano Tosi

Tag: Test , Land Rover , auto inglesi


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