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pubblicato il 4 aprile 2011

Montezemolo in politica: "Sono tentato"

Lo ha detto a Napoli e per l'ex sindaco di Venezia "è quasi pronta una lista civica"

Montezemolo in politica: "Sono tentato"

Luca di Montezemolo in politica? L'ipotesi che circola da anni sarebbe praticamente cosa fatta per Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia, fuoriuscito dal PD lo scorso anno e oggi promotore del movimento "Verso Nord": "Montezemolo sta preparando una sua lista civica nazionale, ed entrerà in politica appena sarà fissata la data delle elezioni", ha anticipato l'accademico in una intervista di pochi giorni fa a Radio Popolare, facendo intendere che, nonostante le frequenti smentite del presidente della Ferrari, la sua discesa in campo sarebbe già ben delineata.

LISTA CIVICA SE SI VA ALLE URNE
Per il filosofo veneziano, Montezemolo "Sta costruendo una lista civica nazionale", "una organizzazione policentrica, con varie liste civiche regionali, accomunate da uno stesso simbolo, ma con grande autonomia locale, con liste della società civile". Della partita sarebbe anche il movimento di Cacciari, che azzarda le prossime mosse: "Primo deve sistemare i suoi affari imprenditoriali, come la Ferrari, e poi soprattutto attende di sapere quando si vota, perché non vuole stare sulla graticola. È ovvio che se si va a votare nel 2013, come auspica Berlusconi, questo vuol dire per Montezemolo stare due anni sulla graticola; diverso è se si votasse a breve, allora Montezemolo schiererebbe la sua organizzazione".

VOTI BIPARTISAN
Ma dove pescherebbe i voti un ipotetico partito guidato da Montezemolo? In "quell'area, del 40-50% di opinione pubblica - ha proseguito Cacciari ai microfoni di Radio Popolare - che non va più alle urne e che non si riconosce in questo bipolarismo italiano, perché è fallito. Se Montezemolo riesce a intercettare quest'area di opinione pubblica si colloca bene in questo vuoto politico, ha buone possibilità di candidarsi seriamente a Presidente del Consiglio. Montezemolo vuole pescare nell'elettorato di Pdl, Pd e anche della Lega, che al suo interno ha anche una componente moderata" ed ha aggiunto "il Terzo Polo non ce la può fare da solo, perché nonostante la buona volontà che ci mettono Fini, Casini e Rutelli, essi appartengono a una stagione politica che abbiamo alle spalle".

PROVE DA LEADER?
A rafforzare l'ipotesi di Cacciari sull'imminente "discesa in campo" di Luca di Montezemolo c'è il discorso che lo stesso numero 1 di Maranello ha tenuto a Napoli in occasione del Convegno nazionale del Sindacato Italiano Appartenenti Polizia: "Uno dei problemi dell'Italia è proprio che le voci della società civile si sono sempre più affievolite. Due anni fa, insieme ad un gruppo di giovani e di amici provenienti da percorsi professionali diversi, abbiamo fondato Italia Futura. Siamo intervenuti nel dibattito pubblico con proposte sulla mobilità sociale, la scuola, i giovani, il fisco, la sanità e abbiamo cercato anche di richiamare la politica al rispetto degli impegni presi con i cittadini. La risposta è sempre la stessa: se vuoi parlare di politica devi entrare in politica. E se la situazione continua a peggiorare, se questo è lo spettacolo che offre la nostra classe politica, allora cresce veramente la tentazione di prenderli in parola". Fra i passaggi più significativi del discorso di Napoli, c'è anche l'impietoso giudizio sull'attuale panorama politico: Berlusconi, che doveva fare la rivoluzione liberale, guida oggi un Governo che più neostatalista e protezionista non si può, e le tasse su imprese e cittadini sono ai massimi storici. Il Partito Democratico, che poteva rappresentare la nascita di una sinistra riformista e moderna, è dilaniato da dibattiti interni senza fine, tanto che spesso non siamo in grado di capire quale sia la sua posizione sui principali argomenti. La Lega, che era nata per tagliare burocrazia e sprechi, difende a spada tratta la conservazione di ogni poltrona pubblica su cui può mettere le mani, a iniziare dalle provincie. Nell'ultima crisi di Governo, Berlusconi è stato salvato da due parlamentari del partito di Antonio Di Pietro, che tutti i giorni ci delizia con nuovi epiteti rivolti al premier". Per Montezemolo è "una classe politica in gran parte fallita".

I SI E I NO
Il discorso di Napoli ha intanto spaccato il fronte politico fra favorevoli e contrari ad un Montezemolo premier. Pierluigi Bersani, intervistato dal TG3 Rai, ha commentato "Ah è una notizia...! Alla buon'ora! Il problema è che entrare in politica significa darsi un appuntamento: io credo sia ora di darsi un appuntamento elettorale. Poi ciascuno se lo ritiene si metterà sul piede di partenza''. Sulla stessa linea Pierferdinando Casini, che a Torino per la presentazione del candidato a Sindaco Alberto Musy ha commentato "la smetta di fare tatticismi, sì, no, entri in campo. Tutti noi lo aspettiamo per cambiare le cose perche' che le cose vanno cambiate altrimenti il paese va a rotoli e questo non lo possiamo permettere". Meno tenero con l'ex presidente di Confindustria Francesco Casoli, vicecapogruppo del PDL a Palazzo Madama, che in una nota di replica a Cacciari a proposito dell'ipotesi sulla candiadatura di Montezemolo ha detto: "Se ha deciso di impegnarsi in politica faccia meno chiacchiere e entri nell'arena senza scordarsi però che non è esente dall'avere scheletri nell'armadio. Prima o poi dovrà rendere conto al popolo di qualche spreco di denaro pubblico fatto tramite i suoi tanti incarichi ottenuti grazie alle amicizie".

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