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pubblicato il 4 aprile 2011

A Torino i candidati a Sindaco parlano di Fiat

Fassino è pro-Chrysler. Coppola, attento al bilancio. Musy, il nuovo "Montezemolo"

A Torino i candidati a Sindaco parlano di Fiat

In una città come Torino è inevitabile che l'argomento Fiat diventi uno dei cavalli di battaglia negli ambienti politici. E così, in vista delle elezioni del 15 e 16 maggio per la carica di Sindaco, attualmente ricoperta da Sergio Chiamparino, i candidati si cimentano in comizi elettorali che hanno al centro il Piano Strategico del Lingotto e Fabbrica Italia. Stiamo parlando di Piero Fassino, candidato del centrosinistra; Michele Coppola, esponente del Pdl, e Alberto Musy, candidato del Nuovo Polo. Si tratta di un momento importante per la politica italiana, vista l'importanza di Torino e la prima discesa in campo del Nuovo Polo, ma in particolare si tratta di un cambiamento molto vicino ai vertici Fiat. Sergio Chiamparino, lo ha detto lui stesso nel corso di un'intervista a Report, è in grande confidenza con Sergio Marchionne, con cui ha giocato spesso a carte. Va da sé che il suo sostituo si troverà a trattare spesso con i leader del Lingotto. Vediamo quindi quali sono le promesse elettorali dei principali candidati.

PIERO FASSINO: "AUGURO A BERTONE DI TORNARE A PRODURRE"
Piero Fassino, candidato del centrosinistra a Sindaco di Torino, è il favorito dai sondaggi - che lo indicano come vincitore al primo turno - e al centro dei suoi discorsi finora c'è stata spesso la Fiat. Ieri ha ribadito che l'Alleanza tra Fiat e Chrysler è una "scelta obbligata, serve una massa critica per garantire i volumi produttivi" ed ha giudicato quindi inevitabilmente la fusione tra i due marchi, che cambierà molte cose. Fassino si è detto anche favorevole all'accordo su Mirafiori sancito con l'ultimo referendum ("pur sapendo che è stato oneroso per i lavoratori"), che invece sta trovando alla ex Bertone l'opposizione della Fiom (di cui non condivide l'esclusione dalle trattative seguite a quella consultazione). Riguardo alla città, il candidato ha detto: "Penso che a Torino debba restare non solo la produzione, ma anche la parte alta dell'azienda, la ricerca e la progettazione. Ma ci sono momenti in cui bisogna stabilire delle priorità". Da qui il suo doppio appello: alla Fiat, "perché aumenti gli sforzi per tener conto delle preoccupazioni sindacali e trovi soluzioni che consentano ai lavoratori di cooperare alla riuscita dell'impresa", e ai sindacati, "affinché giungano proposte per facilitare quelle deliberazioni che permettano alla Bertone di tornare a produrre".

MICHELE COPPOLA: AZIONISTA FIAT ATTENTO AL "DIVIDENDO SOCIALE"
Michele Coppola, candidato a Sindaco del Pdl, si è fatto notare nei giorni scorsi per aver partecipato all'Assemblea degli azionisti Fiat. Sono "un piccolissimo azionista", ha precisato, assicurando di aver chiesto "agli altri candidati di schierarsi sui temi di Mirafiori e di Bertone" e di volere che il cuore del Lingotto resti a Torino. Ha ascoltato per intero l'intervento del Presidente John Elkann e poi si è recato in sala stampa dove ha spiegato ai giornalisti che "bisogna mostrare attenzione verso Fiat e al tempo stesso pretendere attenzione". Coppola dice infatti di essere molto interessato al "dividendo sociale" del Lingotto e quinid alle ricadute dei bilanci Fiat sul territorio dove si stanno giocando due partire, dice: "La prima riguarda il futuro di Mirafiori nel quadro del progetto di Fabbrica Italia", la seconda riguarda l'ex Bertone. "Invito tutti i candidati sindaco a fare opera di sensibilizzazione vero quel sindacato che non è d'accordo sull'intesa - ha detto -. Bisogna tutelare i lavoratori e gli investimenti previsti. In un momento di crisi un sindacato che trasforma una negoziazione in contesa politica mette a rischio 1.100 posti di lavoro e 500 milioni di investimenti". Intanto un gruppo di lavoratori della Bertone ha scritto a Sergio Marchionne, perché partecipi a una loro assemblea.

ALBERTO MUSY: IL "NUOVO MONTEZEMOLO" PARLA DI ZTL
Alberto Musy, candidato del Terzo Polo alle Comunali 2011 di Torino, è stato presentato agli elettori sotto la celebre Mole da Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli. "E' il nostro Montezemolo", ha detto il leader dell'Udc, Casini, quando i giornalisti gli hanno chiesto di commentare le dichiarazioni di Luca Cordero di Montezemolo sulla possibilità di suo impegno diretto in politica. "Qui a Torino - ha risposto - il Montezemolo lo abbiamo: è Musy. E non ci sono problemi. Se dopo Musy vuole venire anche lui, siamo contenti". E se sulla Fiat o sulla condizione operaia Musy non ha ancora rilasciato particolari dichiarazioni, tra i punti principali del suo programma elettorale ci sono la semplificazione dell'accesso alla città senza ZTL e ricorso forzato alle multe, "magari con telepass per chi viene da fuori per lavoro", e gli investimenti per una cultura "più popolare" ed altre iniziative sociali.

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Tag: Attualità , VIP , auto italiane , torino


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