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Curiosità

pubblicato il 29 marzo 2011

Auto elettriche: ma chi le fa?

7 studenti di ingegneria su 10 non sanno quali costruttori producono vetture elettriche

Auto elettriche: ma chi le fa?
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"Un modello di auto elettrica? Beh, la... ehm... Toyota... come si chiama? Ah, sì! La Prius!". C'è voluto più di un secolo e mezzo perché il mondo dell'automobile riscoprisse le vetture a emissioni zero (almeno allo scarico) e su questo ritardo "epocale" se ne sono dette tante: che mancano gli incentivi, le colonnine di ricarica, batterie con maggiore autonomia, la volontà politica. Ma c'è un'altra lacuna altrettanto importante. Neppure i giovani sono molto informati sulle auto elettriche: non sanno quale costruttore le produce e come si chiamano, o ancora fanno confusione con le ibride. Ce ne siamo accorti al termine di un "mini sondaggio" che abbiamo condotto fra gli studenti del Politecnico di Milano, dove in occasione del convegno "Progettazione, costruzione e sperimentazione di veicoli elettrici" la filiale italiana di Nissan ha presentato agli studenti del Dipartimento di Meccanica la Nissan Leaf. Nei panni di professore per un giorno si è calato l'ingegnere Giuseppe Bentivoglio, Technical Trainer Coordinator di Nissan Italia, che ha tenuto ai futuri colleghi una lezione sull'architettura delle vetture elettriche e spiegato nei minimi dettagli come funziona l'Auto dell'Anno 2010.

7 RAGAZZI SU 10 NON SANNO CHI LE FA
La differenza fra ibride ed elettriche i ragazzi del Politecnico milanese però la conoscono benissimo, tanto che proprio qui hanno saputo realizzare una Grande Punto ibrida plug-in che in modalità elettrica raggiunge i 75 km/h con una autonomia di 35-45 km nel ciclo urbano (mica male...), oltre ad una MiTo con batterie a ioni di litio. Rimandati al prossimo... appello, però, per conoscenza dell'offerta attuale ed imminente: 7 ragazzi su 10 alla domanda "Dì il nome di qualche auto elettrica", infatti, non hanno saputo rispondere: conoscono le ibride (4 hanno citato la Toyota Prius), ma non auto elettriche già acquistabili o di imminente lancio. Chi ha saputo rispondere, invece, ha citato Nissan Leaf e smart ED (3 su 10) o Peugeot iOn e Citroen C-Zero (2 su 10) insieme.

"MA NON E' TANTO?"
Per quanto attiene al prezzo, 8 studenti su 10 sono convinti che per l'acquisto di una vettura senza tubo di scappamento non si spenda oltre i 25.000 euro, però la realtà di oggi dice che senza incentivi sotto i 35.000 euro proprio non si scende, domani si vedrà. Nessuno poi ha citato le formule di leasing studiate da qualche costruttore. Ma se proprio gli ingegneri che domani faranno le auto conoscono poco i piani delle grandi Case, vuol dire che queste stanno sbagliando qualcosa? "E' pur vero che questo è un momento di cambiamento epocale, stiamo assistendo ad una fase di radicale cambiamento per il mondo dell'auto, per cui siamo solo agli inizi di una fase in cui si farà maggiore informazione perché questo è un versante totalmente nuovo - ci spiega Giuseppe George Alesci, responsabile della comunicazione di Nissan Italia - e ciò riguarda non solo l'Italia ma anche il resto d'Europa. Per quanto riguarda il prezzo sono convinto che fra dieci anni, quando saremo a regime, il prezzo sarà pari a quello delle auto con motore tradizionale dello stesso segmento. Ecco perché in questa fase servono gli incentivi".

MA PER LORO SARA' ELETTRICA
I ragazzi del Politecnico di Milano sono quasi tutti accomunati da una convinzione: prima o poi l'auto elettrica sarà il futuro. E visto che hanno poco più di 20 anni, c'è da scommettere che fra qualche anno nei centri di progettazione delle Case automobilistiche si lavorerà sempre di più per migliorarle. Sanno però che ci sono ancora delle sfide da superare, non solo tecnologiche: "Non so se saranno proprio elettriche le auto che guideremo", ci dice Roberto del secondo anno di ingegneria meccanica, "ma quando fra dieci anni o quindici anni il petrolio scarseggerà e il prezzo salirà sicuramente si svilupperanno maggiormente le propulsioni alternative perché l'auto tradizionale non sarà più competitiva". "E' anche una questione di rendimento", aggiunge il collega Luca, "dovremo aspettare il momento in cui si riuscirà a pareggiare le prestazioni fra perché ci si punti seriamente". "Io per ora non ci credo tanto" dice Silvia del secondo anno di ingegneria aerospaziale, "perché non ci sono molte stazioni di rifornimento e non poter ricaricare la macchina nei lunghi viaggi non è conveniente. Io però vado spesso in Svizzera e vedo che lì ci sono tante colonnine, infatti ne girano di più. O si arriva a questi livelli anche in Italia o non se ne fa niente". Giorgia, anche lei allieva del corso di ingegneria aerospaziale, è sicura: "se la tecnologia va avanti così credo proprio che l'auto elettrica sarà presto realtà". "Proprio per questo motivo siamo venuti al Politecnico - dice Alesci di Nissan - e prevediamo incontri del genere anche in altri atenei con lo scopo di fare 'informazione'. Abbiamo un prodotto che riguarda il futuro, mentre nelle università ci sono quei ragazzi che costruiranno il nostro futuro, per cui abbiamo voluto fare incontrare i protagonisti di domani".

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Tag: Curiosità , Nissan , auto elettrica


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