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pubblicato il 29 marzo 2011

Automobile a rischio virus: basta una canzone

Uno studio americano mostra le falle dell’elettronica di bordo

Automobile a rischio virus: basta una canzone

Per un hacker esperto e ben attrezzato non sarebbe difficile violare i sistemi informatici di un'automobile moderna utilizzando semplicemente un brano musicale. E' ciò che hanno dimostrato alcuni ricercatori delle università americane di San Diego e di Washington, impegnati negli ultimi due anni a testare la sicurezza dei sistemi elettronici di bordo nei confronti degli attacchi esterni. L'analisi, pubblicata da Computerworld, rivela come appositi malware possano alterare i principi di funzionamento e sicurezza della auto più recenti.

CAVALLO DI TROIA
Fra le "falle" riscontrate dagli accademici statunitensi ci sono le possibilità di accesso che la rete Bluetooth, cellulare e diagnostica d'officina offre ai pirati informatici. L'attacco che ha suscitato più interesse è proprio quello effettuato all'impianto audio attraverso un file musicale infettato da Trojan horse e contenuto in un normale CD. In pratica la canzone con "codice maligno" è riuscita ad alterare il firmware del sistema audio installato nell'auto, aprendo agli attaccanti un accesso per modificare altri parametri della vettura, come ad esempio la velocità indicata sul tachimetro. Oltre a questo può accadere che attraverso una canzone apparentemente innocua scaricata dalle reti di file-sharing gli hacker possano arrivare a controllare motore, portiere e freni dell'auto.

RISCHIO FURTI
Un altro pericolo da non sottovalutare è la possibilità tecnica per un hacker di introdursi nell'elettronica dell'auto, entrare nel sistema di navigazione per trasmettere le coordinate geografiche del veicolo e sbloccare la chiusura centralizzata per consentire ad eventuali ladri di rubarla. Da quanto è emerso dalla stessa ricerca, i casi di "car hacking" non saranno molto diffusi in futuro, sia per le difficoltà intrinseche nell'operazione, che per la varietà di sistemi informatici presenti sui vari modelli di automobile. Anche se i possibili "pirati automobilistici" sarebbero costretti a dedicare molto tempo, denaro e risorse per entrare in questi complessi software di gestione, pare che le case costruttrici siano seriamente interessate ad approfondire gli studi effettuati delle università americane, per valutarne problematiche e relative soluzioni.

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Tag: Curiosità , navigatori satellitari


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