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pubblicato il 25 marzo 2011

Fiat a Detroit, il Lingotto non ha deciso

Il Gruppo torinese commenta le indiscrezioni della Reuters: "Scelta non ancora presa"

Fiat a Detroit, il Lingotto non ha deciso

"La scelta sulla sede legale non è ancora stata presa. Sarà condizionata da alcuni elementi di fondo. Il primo è il grado di accesso ai mercati finanziari, indispensabile per gestire un business che richiede grandi investimenti e ingenti capitali. Il secondo ha a che fare con un ambiente favorevole allo sviluppo del settore manifatturiero e quindi anche con il progetto Fabbrica Italia". E' questa la reazione di Fiat Group al report della Reuters pubblicato oggi nel quale citando fonti anonime si conferma un prossimo trasferimento del quartier generale di Fiat-Chrysler negli Stati Uniti e la quotazione in borsa di Ferrari, due mosse prospettate da Sergio Marchionne già qualche settimana fa.

MA SE CHRYSLER VA IN BORSA
''In relazione alle notizie pubblicate oggi dalla Reuters sullo spostamento della sede legale negli Stati Uniti - ha dichiarato il Lingotto in una nota - si precisa che si tratta con tutta evidenza di informazioni non attuali come appare chiaro dal fatto che siano state pubblicate all'interno, e senza particolare evidenza, di un lungo report sulla Fiat. A nostro avviso ben diverso sarebbe stato infatti il peso dato alla notizia in caso di informazioni fresche ed esclusive. Nulla infatti è cambiato rispetto alle notizie che erano apparse all'inizio di febbraio e che erano state commentate e precisate dall'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne in occasione dell'audizione parlamentare del 15 febbraio scorso''. ''E' quindi opportuno - prosegue ancora la nota - ricordare quanto il dottor Marchionne disse sull'argomento: 'Stiamo lavorando al risanamento di Chrysler, in modo che la Fiat sarà nella posizione per aumentare la propria quota (attualmente al 25%, ndr). Al momento la società americana non è quotata, ma speriamo che questo succeda in un prossimo futuro. Quando avremo due entità legali che coesistono, quotate in due mercati diversi, si porrà evidentemente un problema di Governance".

SCETTICISMO E FIDUCIA
Le nuove indiscrezioni hanno naturalmente provocato le reazioni di politica e sindacati, divisi fra scettici e fiduciosi sul fatto che Torino continuerà ad essere fra uno o due anni ancora la sede legale del Gruppo Fiat. "Anche se fuori tempo massimo è urgente che il governo si faccia dire da Fiat nel dettaglio il piano industriale e come intende fare, e portare avanti, gli investimenti annunciati", afferma il Segretario Confederale della Cgil Vincenzo Scudiere, che aggiunge "perseverare in questo balletto fatto di conferme e smentite senza un piano chiaro continua a mettere il nostro paese in una condizione di subalternità di fronte a quelle realtà che hanno deciso per tempo come difendere e consolidare le loro produzioni nazionali". "E' scontato che, dopo la fusione con Chrysler, Fiat possa decidere di aprire una sede negli USA, l'importante è che la testa resti in Italia" dice Giovanni Centrella, segretario generale dell'Ugl: "E' solo per questo timore che all'inizio dell'alleanza tra Fiat e Chrysler abbiamo espresso forti perplessità, perchè temevamo un forte ridimensonamento del settore automobilistico in Italia, visto che Fiat è l'unica industria di fatto su cui possiamo contare". Ancora più netta a sostegno del Lingotto la posizione del segretario generale della Uilm Rocco Palombella: "La riproposizione del tema del trasferimento in Usa dopo la fusione con Chrysler ci appare come un'ipotesi plausibile per una parte della direzione aziendale, come è logico che sia per un Gruppo che cresce. Ma sappiamo dalle nostre fonti dirette che Torino resterà il cuore della Fiat non solo dal punto di vista manifatturiero, ma anche finanziario. Quello che ci interessa è che l'azienda torinese continui ad investire in Italia, come è necessario che accada a Grugliasco per la Maserati ed in tanti altri centri produttivi di eccellenza tuttora attivi sul territorio nazionale. Dal Salone di Ginevra abbiamo assistito alla presentazioni di eccellenti modelli che nel prossimo semestre possono trovare l'apprezzamento degli acquirenti".

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Tag: Mercato , auto italiane , produzione , lavoro


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