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pubblicato il 28 marzo 2011

GPL e metano contro il PM10

4 milioni di auto a gas obiettivo possibile. Potrebbero evitarci la multa UE di 1 miliardo e 700 milioni

GPL e metano contro il PM10

Per limitare gli sforamenti delle concentrazioni massime di PM10 consentite si potrebbe puntare sulle auto a metano e a GPL. E' in sintesi la proposta di Alessandro Tramontano, Presidente del Consorzio Ecogas, nel suo intervento all'11esima Conferenza Nazionale sul Mobility Management che si è svolta a Torino, dalla quale è emerso anche che le infrastrutture esistenti attualmente in Italia potrebbero servire un numero di vetture alimentate a gas quasi doppio rispetto all'attuale.

SI POTREBBE RADDOPPIARE
Nonostante il parco circolante di auto a gas italiano sia il più ampio d'Europa - 2.500.000 unità delle quali quasi 600.000 a metano - al pari della rete di distribuzione nazionale, che però non è uniforme in tutta la Penisola, il numero delle vetture alimentate a gas potrebbe raggiungere i 4 milioni con ricadute positive sulla qualità dell'aria. "GPL e metano - ha detto Tramontano - sono risorse irrinunciabili nella transizione che ci porterà fuori dall'economa del fossile. Le infrastrutture esistenti - rete di distribuzione e assistenza - sono sufficienti per un parco circolante a gas doppio rispetto a quello attuale, intervenendo in modo mirato sulle aree meno servite. Oggi vanno a GPL e metano più di 2 milioni di veicoli, circa il 5% del circolante autovetture. Con la prosecuzione degli incentivi all'acquisto e alla trasformazione si potrebbero mantenere trend di tutto rispetto, ricordiamo quando nel 2009 GPL e metano hanno rappresentato anche il 25% del mercato".

I VANTAGGI PER AMBIENTE E... PORTAFOGLI
"Ipotizzando di incrementare l'uso del GPL del 5% - in uno scenario che contempli anche una quota (10%) di mezzi diesel - si otterrebbe una diminuzione della concentrazione di PM10 del 4,27%", stima il Consorzio Ecogas, riportando i risultati di analisi indipendenti che dimostrerebbero che una crescita del mercato di GPL dall'attuale quota del 2% al 10% dei combustibili per autovetture in Europa entro il 2020, darebbe vantaggi come 350 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 evitate - equivalenti al totale delle emissioni di gas serra di Belgio, Svezia, Bulgaria e Lituania nel 2005 - e oltre 20 miliardi di euro di risparmio sui costi esterni associati al danno sulla salute dell'uomo e sull'ambiente. Vantaggi che avrebbero dovuto essere considerati con maggiore attenzione, sostiene anche Assogasliquidi, dal momento che l'Italia è entrata in procedura di infrazione e rischia una sanzione di 1 miliardo e 700 milioni da parte dell'Unione Europea a causa dei continui superamenti dei livelli di PM10 consentiti nelle aree urbane.

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Tag: Mercato , gpl , metano , carburanti alternativi , inquinamento


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