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pubblicato il 24 marzo 2011

L'auto è in crisi e lo Stato perde 2 miliardi

I Concessionari dal Ministro Romani per parlare anche di occupazione a rischio

L'auto è in crisi e lo Stato perde 2 miliardi

In Italia il mercato dell'auto è sceso sotto il livello critico dei 2.000.000 di pezzi e il primo ad essere danneggiato è lo Stato, che introiterà quest'anno circa 2 miliardi di euro in meno tra IVA e tasse varie. A presentare il conto al governo è stato Filippo Pavan Bernacchi, il presidente di Federauto, la Federazione dei Concessionari auto, che ieri ha incontrato il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani. "Abbiamo consegnato e illustrato al Ministro un documento nel quale Federauto evidenzia che i 3.800 concessionari ufficiali di autoveicoli italiani fatturano il 6% del PIL impiegando 178.000 addetti, e che questi numeri, aggiungendo i costruttori e l'indotto, raddoppiano arrivando al 12% del PIL. Inoltre, sommando concessionari, officine, costruttori, indotto diretto e 'allargato', si arriva a 1.600.000 addetti", ha detto Filippo Pavan Bernacchi. Dopo l'incontro, il ministro Romani ha aderito alla richiesta di creare un tavolo di lavoro per dare risposte concrete ai concessionari italiani, preoccupati dalla previsione che indica il 2014 come anno della ripresa. Un dato che preoccupa alla luce degli attuali problemi occupazionali, che vedono già a rischio circa 45.000 posti di lavoro sparsi su tutto il territorio nazionale.

LA CRISI DELL'AUTO ECOLOGICA
In questo contesto si inserisce la difficile situazione del mercato dell'auto ecologica, che in Italia è ancora fermo ai livelli di due anni fa. Il mancato rinnovo degli incentivi per le vetture a basso impatto ambientale, in primis alimentate a GPL e metano, ha fatto cadere la domanda di questi prodotti di quasi il 90%; a dimostrazione che l'anima ecologica dell'italiano medio o è stimolata o, semplicemente, non esiste. In sintesi svecchiare il parco auto che vede 11.000.000 di vetture obsolete, poco sicure e inquinanti, si tradurrebbe, secondo Federauto, in: maggiori entrate per lo Stato, migliore qualità dell'aria e quindi minori malattie quali tumori, leucemie, asme, migliore sicurezza stradale con riduzione di incidenti mortali o che hanno come conseguenza invalidità permanenti, sostegno al mantenimento dei posti di lavoro con minor ricorso agli ammortizzatori sociali a carico della collettività.

LE PROPOSTE DI FEDERAUTO
Le proposte di Federauto hanno spaziato anche nella parziale deducibilità degli interessi passivi, nel regime fiscale di certe vetture usate che non consente ai concessionari di detrarre l'IVA per intero, nella tutela della figura del concessionario ufficiale verso i venditori indipendenti, nell'agevolare una legislazione nazionale che riequilibri i rapporti concessionari-costruttori. Il tutto evitando "incentivi" di breve durata, ma proponendoli solo se strutturati, pluriennali e finalizzati a scopi ben identificati.

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Tag: Attualità , immatricolazioni


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