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pubblicato il 22 marzo 2011

L’auto ecologica non si diffonde in Italia

Solo il 4% dei privati possiede una vettura a gas o elettrica. Come nel 2009

L’auto ecologica non si diffonde in Italia

Gli automobilisti che in Italia possiedono un'auto elettrica, ibrida o alimentata con combustibili alternativi sono solo 4 su 100. Inoltre negli ultimi due anni la fetta di mercato di questo tipo di vetture é rimasta invariata. La situazione è stata fotografata da Assicurazione.it e dimostra che, nonostante gli italiani siano sempre più interessati alle auto a basso impatto ambientale, la diffusione delle auto ecologiche si scontra con una serie di ostacoli. Qualcosa si muove solo nell'ambito delle flotte, istituzionali o private, che ultimamente si stanno dotando di veicoli ecologici a trazione elettrica. Dal canto loro, le compagnie assicurative attendono uno sviluppo ulteriore del mercato. Solo alcune, infatti, propongono agli assicurati polizze a prezzi ridotti per le auto a basso inquinamento.

L'ELETTRICA VA SUPPORTATA
Anche con il recente arrivo di auto elettriche nei listini di alcune Case, il prezzo elevato frena gli entusiasmi e costringe i Costruttori e i concessionari a proporre ai clienti formule di leasing della vettura o noleggio a lungo termine delle batterie. La politica degli incentivi all'acquisto adottata dai diversi Paesi, sia in Europa che negli USA e in Giappone, influisce inoltre sulla domanda di questi veicoli, che nel nostro Paese è ancora limitata anche per l'assenza dei contributi provenienti dalle istituzioni - a parte iniziative locali, come il progetto del comune di Parma di finanziare con 6.000 euro l'acquisto di ogni automobile elettrica. Restando nel Vecchio Continente, altri Stati stanno intervenendo in direzione opposta rispetto all'Italia, come la Danimarca, la Spagna, la Gran Bretagna e la Francia. La pressoché inesistente rete elettrica di ricarica non fa che complicare il quadro complessivo, che esclude pochi esperimenti portati avanti solo da alcune città: Milano, Roma, Pisa e Brescia

IL DIESEL TORNA IN AUGE
D'altro canto, le auto alimentate con combustibili alternativi - sebbene più diffuse e meno costose dei veicoli elettrici - si scontrano con le difficoltà di rifornimento degli automobilisti. Oltre alla distribuzione non omogenea della rete di servizio sul territorio, la scarsa presenza dei distributori sulle arterie autostradali, per esempio, rimane un problema irrisolto e limita l'utilizzo delle auto "a gas". Dopo il boom di vendite del 2010, generato dagli incentivi statali, la scelta degli automobilisti si orienta nuovamente sui combustibili fossili "tradizionali", sul diesel in particolare. Tornando a parlare di incentivi, il 2011 vedrà l'attivazione solo dei fondi destinati alla trasformazione dei veicoli già circolanti.

IL "FEDERALISMO" ECOLOGICO
A conferma delle abitudini storiche degli automobilisti italiani in materia di ecologia, la regione con più veicoli a basso impatto ambientale resta l'Emilia Romagna (con una quota del 7,35% ), a cui fanno compagnia le Marche (6,69%) e il Piemonte (5,24%), che si sta anche muovendo con iniziative di car sharing e bike sharing. In attesa di assistere agli sviluppi legati al caro carburanti, agli interventi delle amministrazioni e alle strategie commerciali delle Case automobilistiche, ecco il quadro complessivo della diffusione veicoli a basso impatto ambientale in Italia.

- Emilia Romagna: 7,35%
- Marche: 6,69%
- Piemonte: 5,24%
- Umbria: 4,93%
- Veneto: 4,86%
- Toscana: 4,67%
- Lombardia: 4,14%
- Abruzzo: 3,63%
- Campania: 3,62%
- Molise: 3,49%
- Lazio: 3,49%
- Puglia: 2,93%
- Basilicata: 2,70%
- Liguria: 2,64%
- Trentino A.A. : 2,58%
- Valle d'Aosta: 2,42%
- Friuli V.G. : 2,04%
- Sicilia: 2,02%
- Sardegna: 1,79%
- Calabria: 1,71%

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Tag: Mercato , gpl , metano , immatricolazioni , bioetanolo , auto elettrica , carburanti alternativi , inquinamento , auto ibride


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