dalla Home

Attualità

pubblicato il 18 marzo 2011

Giappone, lo tsunami minaccia la produzione estera

In crisi la produzione di componenti e GM si ferma

Giappone, lo tsunami minaccia la produzione estera

Le conseguenze del terribile tsunami che l'11 marzo ha colpito il Giappone si fanno sentire anche all'estero. Mentre sembra che la produzione europea delle Case giapponesi non sarà rallentata dalla catastrofe, General Motors è la prima società automobilistica estera che ha dovuto fermare la produzione a causa di una riduzione delle scorte di componenti fabbricati in Giappone. La prossima settimana dovranno fermarsi fino a data da destinarsi i 923 addetti dello stabilimento di Shreveport, in Louisiana, che produceva in passato gli Hummer e dove oggi sono assemblati i pick up Chevrolet Colorado e GMC Canyon.

SE SI FERMANO I FORNITORI
Al momento non sembrano interessate dallo stop delle forniture giapponesi altri stabilimenti GM e neanche degli altri costruttori, ma sembrano avverarsi in anticipo le previsioni degli addetti ai lavori. Dan Knott, Chrysler Senior Vice President for Purchasing di Chrysler stima che "gli effetti del terremoto sulle scorte di componenti provenienti dal Giappone potrebbero palesarsi fra quattro e sei settimane". Tutti i Costruttori stanno comunque tenendo sotto controllo la situazione, stante che per quanto ridotta sia la quota di componentistica di origine nipponica impiegata nella produzione estera "Basta un solo fornitore a fermare uno stabilimento", ha detto ad Automotive News il Senior Vice President di Nissan Andy Palmer. Le Case assicurano che le scorte di automobili pronte per il mercato sono sufficienti, ma la paura è che la situazione possa aggravarsi fra qualche settimana se le centinaia di produttori giapponesi che riforniscono l'industria auto mondiale, molti dei quali hanno subito danneggiamenti agli impianti o risiedono nell'area evacuata della centrale di Fukushima, non riusciranno a rimettersi in sesto.

IN GIAPPONE SI RIPARTE LENTAMENTE
Nel frattempo alcune Case auto la prossima settimana riprenderanno la produzione in Giappone, sebbene parzialmente in alcuni stabilimenti, in modo da scongiurare stop all'estero. Così hanno deciso Mitsubishi (per tutti gli impianti), Mazda, che dal 22 marzo riavvierà gli impianti di Hiroshima e Hofu per produrre componenti e parti di ricambio, Toyota (da ieri per le parti di ricambio, dal 21 marzo per le componenti destinate all'estero) e Nissan (rimane fermo solo Iwaki, fortemente danneggiato), mentre Suzuki riaprirà il 22 e 23 marzo a Kosai, Iwata, Sagara, Toyokawa e parzialmente ad Osuka. Hanno invece prorogato la chiusura negli stabilimenti in cui si producono vetture Toyota (fino al 23 marzo), Honda (fino al 23 marzo per Saitama, Suzuka e Kumamoto), Subaru (fino al 22). I piani annunciati dalle Case potrebbero comunque subire delle modifiche di ora in ora, a causa delle scosse di assestamento e della situazione nella centrale nucleare di Fukushima.

Autore:

Tag: Attualità , produzione , giappone


Top