dalla Home

Mercato

pubblicato il 16 marzo 2011

Il terremoto non fermerà l'auto giapponese

Le consegne saranno puntuali e il mercato reggerà

Il terremoto non fermerà l'auto giapponese

Il violento terremoto che pochi giorni fa ha devastato il Giappone non fermerà il settore auto. Anche se infatti continua la conta dei danni alle infrastrutture e resta alta l'allerta nucleare, la produzione di auto a marchio Giapponese non è a rischio, grazie soprattutto alla delocalizzazione degli impianti. Gran parte delle vetture destinate all'Italia e all'Europa viene infatti prodotta qui, nel Vecchio Continente, e anche le dichiarazioni che OmniAuto.it ha raccolto circa l'impatto che avrà questo sisma sui mercati internazionali dell'auto sono rassicuranti. Le immatricolazioni, in Italia e nel resto del mondo, non subiranno tracolli per la crisi giapponese, sebbene proprio il Giappone sia la patria di gran parte dei marchi automobilistici venduti a livello internazionale.

NESSUN RITARDO NELLE CONSEGNE
Gianni Filipponi, Direttore Generale dell'UNRAE - l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti in Italia - invita alla prudenza e ricorda, in un'intervista ad OmniAuto.it, l'importanza di non generare allarmismi, soprattutto se ingiustificati. La capacità di fornire i mercati internazionali per il Giappone rimane alta, come ci ha confermato anche Gian Primo Quagliano, Presidente Centro Studi Promotor GL events. Pensiamo ad esempio a Nissan, forse non tutti sanno che la Juke, la Qashqai, la Qashqai+2 e la Note destinate all'Europa sono prodotte a Sunderland, in Inghilterra, mentre il Navara, il Pathfinder e l'NV200 vengono da Barcellona e la nuova Nissan Micra dall'India. In Giappone sono prodotte tutte le Infiniti e i modelli Murano, 370Z, GT-R, NP300 e Juke con motore da 192 CV, ma Nissan non prevede ancora ritardi nelle consegne ne posticipa ogni eventuale comunicazione. Anche Toyota produce molti modelli in Europa. La Yaris per esempio viene assemblata in Francia, la Auris HSD in Inghilterra, la Avensis e la Verso in Turchia e la Aygo in Repubblica Ceca. Solo le Lexus vengono prodotte in Giappone, ma Toyota rassicura che sulle consegne non ci saranno ritardi. Inoltre, il Gruppo nipponico sottolinea che i suoi impianti e quelli dei suoi fornitori non si trovano nelle aree a Nord est del Paese, ovvero quelle colpite dal sisma e dallo tsunami. Lo stop alla produzione è infatti seguito alle direttive del governo che ha imposto alle aziende, e quindi alle fabbriche, di fermarsi per risparmiare l'energia elettrica necessaria innanzitutto alle abitazioni domestiche. Il peggio è comunque passato e gli impianti stanno già ripartendo. Anche Mitsubishi comunica che le sue fabbriche - nella Prefettura di Aichi (Fabbrica di Nagoya), nella Prefettura Gifu (Pajero Manufacturing Co. Ltd, la Fabbrica che produce Pajero ), nella Prefettura di Okayama (la Fabbrica di Mizushima) - non sono state toccate né dai danni del terremoto né da quelli ben più gravi dello tsunami e, dopo la chiusura per le ovvie verifiche sulla sicurezza dei lavoratori, hanno ripreso la produzione. Anche Subaru, che ha chiuso cinque stabilimenti, è pronta a ricominciare. La Casa giapponese ha confermato ad OmniAuto.it che al momento non prevede ritardi nelle consegne, sebbene nessuna delle sue auto venga assemblata in Europa, ma si produca solo in Giappone e Stati Uniti. Nessun allarme anche dagli altri marchi giapponesi.

IMPATTO MINIMO SUI MERCATI
L'effetto finale del sisma in Giappone, secondo gli esperti di JP Morgan Asset Management, si misurerà nel tempo e potrebbe essere rilevante in termini di calo della produzione, rallentamento dei traffici commerciali, dei flussi turistici e calo dei consumi. Tuttavia, "bisogna stare attenti - come ha ricordato anche Sergio Marchionne - è molto difficile capire quale impatto avrà (la tragedia in Giappone) fino a quando non si calmano le acque. Ovviamente avrà un impatto più psicologico che reale sulla domanda del settore dell'auto e bisogna fare attenzione a non esagerarlo. Non voglio minimizzare l'importanza di quanto successo a livello umano - ha detto Marchionne -, ma credo che avrà un minimo impatto sulla domanda a livello internazionale, specialmente se ci sarà un impegno a risolvere il problema in Giappone a livello strutturale e fisico. Stiamo ancora osservando". Anche Gianni Filipponi e Gian Primo Quagliano invitano alla prudenza. Gli stabilimenti di auto non hanno subito particolari danni, ma l'allerta resta alta a causa di una situazione ancora instabile. Inoltre il sisma in Giappone non è l'unico grande problema che il mercato dell'auto si sta trovando ad affrontare. Come ha osservato Marchionne, "l'insieme di tutte queste cose, la tragedia successa in Giappone sommata all'instabilità in Nordafrica e in Medio Oriente e i problemi in Europa con le valutazioni sui rating di alcuni Paesi formano un cocktail che mi piace poco. Bisognerà cominciare ad eliminare alcuni di questi problemi un po' alla volta. Spero che il Giappone si riprenda in breve tempo".

Autore:

Tag: Mercato , immatricolazioni , auto giapponesi , dall'estero , giappone


Top