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pubblicato il 15 marzo 2011

Spionaggio in Renault: i manager sono innocenti

Ora si cerca la "spia" e si taglia lo stipendio ai dirigenti per riguadagnare fiducia

Spionaggio in Renault: i manager sono innocenti

Innocenti. I tre manager di Renault che erano stati licenziati con l'accusa di aver venduto i segreti sull'auto elettrica a soggetti esterni ancora ignoti sono stati dichiarati innocenti. Lo ha annunciato ieri il numero uno di Renault- Nissan, Carlos Ghosn, durante un Consiglio d'amministrazione straordinario. Adesso Bertrand Rochette, Matthieu Tenenbaum e Michel Balathazard - che aveva denunciato Renault per un'accusa "lesiva del suo onore" - verranno reintegrati ed anche risarciti. Di quanto non è stato detto, ma Carlos Ghosn intende riceverli personalmente il più presto possibile. Dopo aver infatti manifestato la solidarietà di Renault e dei suoi dirigenti verso i collaboratori di Nissan per il terremoto in Giappone, il presidente e CEO dell'Alleanza franco nipponica ha ringraziato gli amministratori giapponesi presenti ed ha illustrato il suo piano per uscire dall'imbarazzo di questa spiacevole vicenda di spionaggio interno all'azienda, riassumento a che punto sono le indagini. Dichiarati innocenti i tre dirigenti, ora si sta cercando il colpevole "nei piani bassi" di Renault.

A CHE PUNTO SONO LE INDAGINI
Durante il Consiglio d'amministrazione straordinario, Carlos Ghosn ha descritto le prime conclusioni del Procuratore della Repubblica di Parigi. Queste conclusioni mettono fuori causa e tolgono i sospetti che si erano erroneamente formati contro i dirigenti, ma non escludono che possa ancora essere valida la "pista cinese". Quello che si cerca adesso è uno o più dipendenti corrotti che si sarebbero lasciati sedurre dalle alte cifre per ogni segreto (una ricostruzione del quotidiano francese Le Figaro aveva parlato di 50.000 euro a informazione riservata). Le indagini condotte dalla Direction Centrale du Renseignement Intérieur (DCRI) del Ministero degli Interni francese, sotto l'egida della Procura di Parigi, avrebbero messo in evidenza l'esistenza di una truffa in gruppo organizzato, che coinvolge direttamente almeno un impiegato di Renault.

IL PIANO DI RENAULT PER USCIRE DALL'IMBARAZZANTE VICENDA
Scagionati i tre alti dirigenti, Carlos Ghosn ha il suo piano per contenere le spiacevoli conseguenze della crisi che l'azienda ha appena attraversato. Come primo passo, dopo il reintegro dei tre manager e il loro risarcimento, c'è l'adozione di procedure disciplinari coerenti con gli sbagli commessi per tre membri della Direzione della Protezione del Gruppo. Inoltre, per ripristinare l'immagine di Renault e la fiducia nell'azienda e nei suoi dirigenti, Ghosn ha comunicato che rinuncerà insieme a Patrick Pélata, COO della società, e a tutti i quadri dirigenti coinvolti, alla parte variabile della propria remunerazione conseguita per il 2010 e ad ogni beneficio di stock-option per l'esercizio 2011. Riguardo alla protezione del gruppo verranno ridefinite la governance di Renault, delle persone e dell'informazione partendo dall'analisi dei disfunzionamenti interni constatati. Questo cantiere sarà condotto dal Presidente-Direttore Generale, dal Direttore Generale delegato alle operazioni e da un amministratore indipendente, il Presidente del comitato dei conti e dell'audit, che dovranno rendere conto delle conclusioni tratte. Il Consiglio d'amministrazione ha apportato il suo sostegno unanime a Carlos Ghosn per la messa in opera di questo piano d'azione ed il presidente, che ha rifiutato le dimissioni di Patrick Pélata che quest'ultimo gli aveva presentato, ha riconfermato il proprio impegno totale e quello di Pélata per la difesa degli interessi di Renault.

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Tag: Attualità , auto elettrica , dall'estero


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