dalla Home

Home » Argomenti » Prezzi benzina

pubblicato il 14 marzo 2011

Come combattere il caro prezzi della benzina

I consigli pratici per chi vuole consumare e spendere meno in carburante

Come combattere il caro prezzi della benzina

Il prezzo dei carburanti continua a salire e questo è un problema per chi l'automobile la deve o la vuole usare come mezzo di trasporto. Percorrere chilometri su quattro ruote costa sempre di più e non è dato sapere come si evolverà la corsa al rialzo del prezzo del petrolio che, come noto, è legata a doppio filo alle tensioni internazionali. Per contenere la spesa in carburante senza rinunciare all'auto, qualcosa però si può fare. Si tratta semplicemente rispettare una serie di accortezze per un uso efficiente dell'automobile. Ora vi ricordiamo quali sono.

1) IL CONTROLLO DEGLI PNEUMATICI
Prima di partire, anzitutto è bene controllare la pressione degli pneumatici, assicurandosi che non siano sgonfi. Sul fronte opposto, è bene ricordarsi che portando la pressione qualche decimo di bar oltre il valore nominale previsto dal Costruttore diminuisce - soprattutto a bassa velocità - la resistenza al rotolamento, perché l'orma di contatto con il suolo si riduce. A parità di carico verticale - che dipende dal numero di passeggeri e dalla quantità di bagagli - una controindicazione di questa condizione di gonfiaggio è la perdita di una parte del grip, per cui non bisogna esagerare se non si prevede di "riempire" l'auto di persone e oggetti. La cosa migliore è affidarsi al libretto di manutenzione della vettura, che indica i valori adatti di pressione in riferimento ai cosiddetti "indici di carico" del veicolo. In ogni caso, il risparmio di carburante ottenibile controllando periodicamente lo stato delle gomme si aggira intorno al 10%. Ma la relazione tra riduzione dei consumi, peso e disposizione dei bagagli esiste anche alle alte andature, quando la resistenza aerodinamica prende il sopravvento su quella di rotolamento. In questa situazione la presenza di oggetti sul tetto è molto penalizzante, anche se si utilizzano dei box aerodinamici specifici. L'energia richiesta all'avanzamento dell'automobile può essere anche del 30% superiore a quella di un'auto "standard". Analogamente, il risparmio di carburante ottenibile mantenendo la velocità di crociera autostradale entro i 2/3 di quella massima è stimabile in circa il 30%: questa "regola" si addice soprattutto ai motori di piccoli cilindrata, che in autostrada lavorano in un campo di funzionamento sfavorevole.

2) LO STILE DI GUIDA
In ogni caso, una buona regola é adottare una condotta di guida dolce, che si basi sul principio di avere "occhio lungo", per prevedere i rallentamenti delle auto di fronte a sé e minimizzare le ripartenze da fermo, molto dispendiose dal punto di vista energetico. D'altro canto, guidando come se ci fosse un "uovo" sotto il pedale del gas e passando il prima possibile alle marce più alte, il tempo in cui il propulsore rimane nel campo del suo massimo rendimento aumenta, garantendo un risparmio che può arrivare fino al 10%.

3) IL CLIMATIZZATORE
Un'altra accortezza che vi raccomandiamo di adottare, per risparmiare un'ulterirore 11% di carburante, riguarda l'uso dell'impianto di condizionamento che a differenza del riscaldamento assorbe potenza dal motore. Può sembrare un problema prematuro, ma con la primavera alle porte è bene iniziare a pensarci. In quest'ottica è anche opportuno controllare lo stato del filtro carboni attivi dell'impianto, perché se intasato assorbe più energia dal propulsore. Detto questo, se si vuole accendere il climatizzatore, è meglio farlo privilegiando il ricircolo d'aria fresca dell'abitacolo, il cui compressore assorbe potenza dal motore per una potenza che si aggira intorno ai 5 CV. Per le auto prive di sistemi Stop&Start si salva un altro 10% di combustibile spegnendo il propulsore in caso di lunghe file.

4) IL RIFORNIMENTO
Uno sforzo nel cambiare le proprie abitudini può essere fatto quando si presenta il momento di rifornire l'auto. Per risparmiare qualcosa sul pieno, infatti, può essere utile vincere la tentazione di fermarsi presso la prima stazione in cui ci si imbatte, andando alla ricerca dei cosiddetti distributori "senza insegne" o no-logo, che in media permettono di salvare 10 centesimi di euro al litro. Un'altra pigrizia tipica di molti automobilisti risiede nel "farsi servire" dal gestore del'impianto. Optando per le pompe self-service, invece, si può risparmiare qualcosa rispetto al prezzo del servito (in media 5-6 centesimi di euro al litro), così come recarsi al distributore dopo l'orario di chiusura serale porta a una riduzione media di prezzo di 10 centesimi al litro. Un ultimo consiglio: a volte le suddette riduzioni di prezzo partono da dei livelli "gonfiati" riguardadnti i consueti orari di apertura diurni: è buona abitudine, perciò, monitorare costantemente il listino dei distributori che si utilizzano con maggior frequenza, per accorgersi di eventuali oscillazioni di prezzo "mascherate" da sconti invitanti.

5) PER CHI CERCA UN'AUTO NUOVA
Il modo migliore per risparmiare è "cambiare auto", ci aveva detto Gianni Filipponi, Direttore Generale dell'UNRAE, quando lo abbiamo intervistato per capire le tendenze d'acquisto degli automobilisti italiani. A questo proposito i dati delle immatricolazioni confermano che il diesel è ancora il carburante più rischiesto, "perché soddisfa un maggior numero di esigenze", aveva spiegato Filipponi. Di fatto ci sono molte tipologie di auto diesel nei listini delle diverse marche e i consumi sono tra i più bassi del mercato, dove comunque si trovano molte vetture "laureate in economia". Le più parsimoniose sono ovviamente le citycar, a cominciare dalla smart 0.8 cdi (3,3 l/100 Km), seguita dalla Volkswagen Polo 1.2 TDI DPF BlueMotion (3,3 l/100 Km), dalla nuova Seat Ibiza 1.2 TDI (3,4 l/100 Km), dalla Skoda Fabia 1.2 TDI e da altri centinaia di modelli, anche di altri segmenti, che vi invitiamo a scoprire nel listino interattivo di OmniAuto.it. Tuttavia per avere queste vetture bisogna mettere mano al portafogli e sborsare circa 13.979 euro per la smart, 16.650 euro per la Polo, 14.800 euro per la Seat Ibiza e 14.850 euro per la Skoda Fabia. Comunque una bella spesa "iniziale" per chi vuole risparmiare "oggi". Guardando invece ai motori a benzina, l'auto che consuma meno è la Fiat 500, anche cabrio, equipaggiata con il 0.9 TwinAir 85 CV (4,1 l/100 Km), a seguire ci sono la smart fortwo coupè 1.0 45kW MHD pure e la Hyundai i10 1.0 BlueDrive (4,2 l/100 Km) e poi ancora smart con la fortwo cabrio 1.0 52kW MHD (4,3 l/100 Km) che "batte" di poco la Toyota iQ 1.0 VVT-i (4,4 l/100 Km). Anche qui però si va ovviamente incontro ad una consistente spesa iniziale, rispettivamente di circa 13.250 euro per la Fiat 500, 10.059 euro per la smart, 11.500 euro per la Hyundai i10, 14.816 euro per la smart 1.0 52kW MHD e 11.900 euro per la Toyota iQ. Parlando invece di auto a gas, cominciamo con il GPL. Al momento in listino l'auto che consuma meno è la Suzuki Alto 1.0 L GPL (5,6 l/100 Km), seguita dalla Nissan Pixo 1.0 68cv GPL ECO (5,9 l/100 Km) e dalla Daihatsu Cuore 1.0 SHO GREEN POWERED (6,2 l/100 Km), ma sul nostro listino del nuovo è possibile trovare tutte le centinaia di auto a GPL attualmente sul mercato. L'auto a metano che invece consuma meno è la Fiat Panda 1.4 Natural Power Active 77 CV. Sul fronte delle ibride, in ordine di bassi consumi, troviamo per prima la Toyota Auris 1.8 HSD (3,8 l/100 Km), seguita dalla Toyota Prius 1.8 HSD (3,9 l/100 Km) e dalla Honda Insight 1.3 i-DSI/i-VTEC IMA (4,4 l/100 Km). Si tratta di vetture molto interessanti per chi vuole spendere poco in carburante, grazie alla doppia alimentazione motore a combustione e motore elettrico, con quest'ultimo che si ricarica durante la marcia. Tuttavia i listini, senza incentivi statali, sono piuttosto alti. L'ibrida che costa meno è la Honda Jazz 1.3 Hybrid (4,5 l/100 Km), da 18.550 euro, mentre le precedenti che abbiamo citato partano rispettivamente da 22.000 euro, 26.450 euro e 21.000 euro.

6) PER CHI CERCA UN'AUTO USATA
Per chi vuole ridurre al minimo i consumi e di conseguenza i costi chilometrici, c'è anche la possibilità di orientarsi al mercato dell'usato, dove si trovano molte vetture "parsimoniose" con pochi anni di vita a prezzi abbordabili. Per trovarle è sufficiente consultare i siti web di annunci, come ad esempio AutoScout24, che elencano migliaia di vetture di anni diversi, con equipaggiamenti e quotazioni varie. In alcuni casi si tratta delle penultime generazioni dei modelli già citati nel paragrafo del nuovo, con un design appena "stagionato" e prestazioni ancora più che accettabili. E' il caso della precedente Volkswagen Polo 1.4 TDI (quarta serie), mossa dal 3 cilindri diesel di 69 o 80 CV, venduta dal 2005 al 2009. Entrambi i livelli di potenza garantiscono consumi vicini ai 5 l/100 km ed emissioni allo scarico entro la normativa Euro 4. Non sono facili da trovare, ma con circa 8.000 euro si può fare un buon acquisto. Stesso discorso per le "cugine" Seat Ibiza e Skoda Fabia dotate dello stesso propulsore, che vendute nuove negli stessi anni sono arrivate oggi a quotazioni di 6/8.000 euro. Costi di gestione contenuti, prezzi interessanti e omologazione Euro 4 anche per le Fiat Grande Punto e Panda: gli esemplari del 2088 dotati di motore diesel 1.3 Multijet vengono infatti scambiati a meno di 7.000 euro, mentre le Natural Power a metano non superano gli 8.000 euro. Preda ambita nelle grandi città oppresse da traffico e assenza di parcheggi è la smart fortwo cdi, che però paga lo scotto di quotazioni sempre alte, anche oltre gli 8.000 euro per esemplari del 2008. Da non sottovalutare sono anche le varie Opel Corsa 1.3 CDTI, Peugeot 207 1.4 HDi, Nissan Micra 1.5d, Ford Fiesta 1.4 TDCi e Renault Clio 1.5 dCi, i cui prezzi oscillano dai 6.000 ai 9.000 euro per modelli del 2008. Un po' meno interessanti sono le auto a benzina di piccola cilindrata (attorno al litro) che, pur avendo quotazioni inferiori al momento dell'acquisto, non garantiscono negli anni un risparmio reale. Discorso a parte è quello delle ibride, che nel settore dell'auto d'occasione riguarda la sola Toyota Prius 1.5, commercializzata in Italia dal 2004. La bimodale benzina/elettrica giapponese è una 5 posti Euro 4 capace di muoversi in città consumando poco più di 5 l/100 km. Per la Prius seconda serie occorre preventivare almeno 11.000 euro di spesa, ma la possibilità di percorrere molta strada con la spinta del motore elettrico è un piacere che merita un piccolo sacrificio.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , carburanti


Top