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Interviste

pubblicato il 3 marzo 2011

Andrea Zagato spiega la sua Fiat 500 Coupé

Origini e curiosità della nuova 2+2 a doppia gobba

Andrea Zagato spiega la sua Fiat 500 Coupé
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Al Salone di Ginevra (3-13 marzo 2011) abbiamo incontrato Andrea Zagato, nipote del fondatore dello storico atelier milanese. Nell'occasione gli abbiamo fatto alcune domande sulla Fiat 500 Coupé Zagato, la piccola sportiva presentata in anteprima mondiale al Palexpo. Qui di seguito trovate la trascrizione dell'intervista in cui il direttore dell'azienda milanese spiega alcuni interessanti dettagli della gialla vettura esposta nello stand Fiat.

Il binomio Fiat-Zagato è legato alla storia dei due marchi, ma per la Fiat 500 Coupé Zagato da chi è partita l'idea?
Il rapporto con la Casa torinese non si è mai interrotto, essendo nato nel 1919 con le prime Fiat di Ugo Zagato e proseguito negli anni con un lunga serie di modelli importanti. Fra gli ultimi si può ricordare il progetto Fiat Ecobasic, realizzato assieme a Roberto Giolito sul tema delle piccole. Quando poi è uscita la Fiat 500, auto che anche noi caldeggiavamo, è stato automatico rivolgerci ai vertici torinese e dire: perché non facciamo una versione Coupé Zagato della 500? Tanto più che i precedenti su base Topolino e Nuova Cinquecento non mancavano. I primi disegni erano addirittura basati sulla concpet Trepiùno, poi i colloqui con Giolito e Formica si sono spostati sull'opportunità di realizzare una Fiat o una Abarth (ma alla fine si possono fare entrambe le cose).

Ma chi produrrebbe la Fiat 500 Coupé Zagato?
Le proposte iniziali sono state realizzate sulla base delle "matematiche" dell'auto, in modo da poter portare avanti l'ingegnerizzazione della vettura da produrre presso gli stabilimenti Fiat. Questa decisione di far costruire la 500 Coupé Zagato al di fuori delle nostre strutture dipende da una suddivisione fra marchi impostata all'interno di Zagato. Da una parte ci sono infatti le auto realizzate da noi in piccole serie, quelle "alto di gamma" da collezione che portano sulla carrozzeria la storica "Z" dell'atelier. In contrapposizione ai modelli "999", che non superano cioé le mille unità totali, ci sono invece le vetture destinate a numeri produttivi più elevati, come la Lancia Beta Spider (15.000 unità) o la Maserati Biturbo Spider (7.000 pezzi), che sfoggiavano invece la scritta "Zagato" per esteso. A questo secondo gruppo appartiene la Fiat 500 Coupé Zagato, inserita di diritto nel segmento delle "prêt-à-conduire", ovvero le auto speciali e di lusso che si comprano direttamente dalla Casa madre.

L'utilizzo della doppia gobba sul tetto e l'impostazione "maschile" della Coupé Zagato vogliono in qualche modo trasformare l'immagine della 500, come già fatto da BMW con la seconda serie della MINI?
Indubbiamente, se due case importanti come Fiat e MINI decidono di allargare il mercato verso target diversi, questo significa che c'è spazio per muoversi in questo senso. Riguardo alla doppia gobba c'è da augurarsi che se la 500 Coupé Zagato possa sbarcare anche negli USA, dove lo stile "double bobble" è conosciuto e molto apprezzato. Questo dettaglio, unito alla fama che Zagato ha oltreoceano, potrebbe essere una bella leva di marketing per Fiat. Il lavoro realizzato da Zagato è stato quello di "tagliare" la 500, come impone l'etimologia francese della parola "coupé". Il parabrezza è stato abbassato e così la parte posteriore dell'abitacolo, dando alla torinese un ulteriore tocco di dinamicità e senza rinunciare allo spazio per la testa, fornito dalla doppia gobba. L'abitabilità interna è studiata come una 2+2, fattore che contribuisce a contenere il peso e a migliorare l'aerodinamica della carrozzeria.

A livello produttivo una modifica di questo tipo sulla 500 che costi industriali ha?
Nei grandi impianti di costruzione ha modifica di questo tipo ha sempre costi elevati, visto che occorre modificare le linee produttive robotizzate, ma nello specifico le differenze della Coupé Zagato si limitano alla parte superiore dell'abitacolo. Anche i paraurti sono diversi, ma sono quelli della 500 per l'America. La sfida per Zagato è stata quella di intervenire su una vettura iconica come la Fiat 500, dove ogni intervento successivo rischia di sembrare posticcio. Il mantenimento dell'armonia globale è stato il nostro obiettivo primario.

Quanto tempo occorre per industrializzare la Coupé Zagato e quanto dovrebbe costare?
Per il passaggio alla fase industriale basterebbero 6 mesi o un anno, mentre per il prezzo non le so rispondere. Se la facessi io, però, penserei a due modelli della Coupé Zagato: un versione Fiat "per tutti" e una Abarth a bassissima tiratura, qualcosa come la Tributo Ferrari (42.600 euro, ndr).

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Autore: Redazione

Tag: Interviste , Fiat , ginevra , car design , VIP , auto italiane , interviste


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