dalla Home

Retrospettive

pubblicato il 27 febbraio 2011

Volkswagen Golf GTI, la carriera

Dalla prima alla sesta serie

Volkswagen Golf GTI, la carriera
Galleria fotografica - Volkswagen Golf GTI 6a serieGalleria fotografica - Volkswagen Golf GTI 6a serie
  • Volkswagen Golf GTI, la sesta serie - anteprima 1
  • Volkswagen Golf GTI, la sesta serie - anteprima 2
  • Volkswagen Golf GTI, la sesta serie - anteprima 3
  • Volkswagen Golf GTI, la sesta serie - anteprima 4
  • Volkswagen Golf GTI, la sesta serie - anteprima 5
  • Volkswagen Golf GTI, la sesta serie - anteprima 6

Abbiamo visto la genesi della Golf GTI e come si sia trasformata da esperimento in un modello di tendenza di estremo successo. Durante il primo anno, della sola versione GTI ne furono ordinati 50.000 esemplari, a fronte dei 5.000 previsti. Con questa mossa la Casa di Wolfsburg obbligò le concorrenti a correre ai ripari. Le Case italiane e francesi, che fino ad allora si spartivano il mercato delle compatte due volumi, si trovarono improvvisamente di fronte una concorrente nuova. Le Fiat 127 e 128, le Alfasud, le Renault 5 e 6, le Simca e le piccole Citroen e Peugeot invecchiarono di colpo. Anche quelle che potevano vantare una caratterizzazione sportiva finirono con l'essere schiacciate dalla dirompente identità di quella prima, storica, GTI: colei che diede slancio a tutti i modelli a venire.

LA PRIMA
Uno dei punti forza della Golf GTI era l'allestimento, che la rendeva sensibilmente diversa dalle altre Golf "utilitarie". Non bisogna dimenticare che la Golf I era disponibile (non in tutti i mercati) in allestimenti assolutamente economici e sottotono: quattro freni a tamburo, lavavetro a pedale, ventilatore ad una sola velocità... mentre la GTI, a fronte di un cambio a quattro rapporti (ben presto affiancato ad un 5 marce dalla rapportatura sportiva), abbinava alla prestante meccanica finiture interne di livello: dai sedili anatomici, alla strumentazione completa di contagiri, al volante sportivo, al ventilatore a più velocità. Questo fu un "must" che le concorrenti, spesso, non riuscirono ad emulare: in termini di allestimento, fino a quel momento, le versioni sportive di automobili di grande diffusione si differenziavano ben poco dal resto della gamma. La Golf era diversa, e fece scuola.
Il primo aggiornamento alla GTI avvenne nel 1979, quando l'intera famiglia Golf fu rinnovata: nuovi paraurti, nuovi gruppi ottici posteriori ed una calandra a quattro fari tondi indentificarono il modello rinnovato, che fu disponibile anche con carrozzeria 5 porte. All'interno pochi tocchi rinnovarono la plancia, più razionale, e la strumentazione, non più racchiusa in due quadranti rotondi, ma raccolta sotto un cupolino rettangolare. Della prima serie, il preparatore Oettinger realizzò una particolare versione con testata a 16 valvole, che erogava l'ancor più ragguardevole potenza di 136 CV.

STRETTA TRA RALLY E G60: LA SECONDA GTI
Il 1983 segnò la nascita della Golf II. La nuova Golf era notevolmente diversa dalla precedente: la linea era moderna, con profili arrotondati, gocciolatoi carenati e una plancia più imponente. Il tutto, però, era realizzato con un occhio al passato e nel complesso il nuovo modello era percepito come un'evoluzioneG60, fino alla particolare Country. Anche la GTI, ovviamente, si adeguò, esordendo un anno dopo il modello base. A cambiare, in questo caso, non fu solo la carrozzeria, ma anche la meccanica: sotto il cofano della Golf II GTI pulsava un cuore da 1.8 litri con iniezione elettronica. Con 112 CV ed un'efficiente aerodinamica, migliorò la punta velocistica, con un ragguardevole 191 km/h velocità massima, ma peggiorò sensibilmente il rapporto peso potenza e, con esso, la guidabilità della vettura. Insomma, la nuova GTI era una versione imborghesita dell'originale. Dopo il piccolo aggiornamento estetico dell'anno successivo (in cui fu adottata la calandra a quattro fari), Volkswagen corse i ripari nel 1988, in occasione di un nuovo restyling della gamma, presentando la GTI 16v: stessa cubatura, ma grazie all'iniezione meccanica capace di sviluppare 129 CV. Le prestazioni migliorarono, ma l'antico smalto sembrava ormai perduto. Di questa particolare versione, la Casa madre ne propose anche un allestimento "special", dotato di cerchi a raggi BBS ed una scenografica strumentazione digitale (successivamente divenuta standard in questa serie). In realtà, nella mente degli uomini di Wolfburg, la GTI non era più la "Golf estrema", ma un banale allestimento sportivo: performante sì, ma non più di vertice. La riprova arrivò nell'affiancare alla GTI un modello dalla sigla analoga, ma a gasolio: la Golf GTD. La concorrenza, intanto, si era fatta più serrata. Nel corso degli anni '80 esordirono le Alfa Romeo 33, la Fiat Uno Turbo i.e., la Ritmo cedette il posto alla più moderna Tipo, la Peugeot diede il meglio di sè con le 205 e 309 GTI, mentre la Renault si giocava le sue carte con la 5 GT turbo e la 19 16v. A Wolfsburg tentarono così di trasformare le Golf di vertice in modelli di nicchia. Ecco spuntare il compressore "G-Lader", che diede i natali alla versione G60 ed alla Rally G60. La prima era una GTI raffinata nella meccanica e nella telaistica, nonché rinvigorita dal compressore (160 CV), mentre la seconda accoppiava agli aggiornamenti della precedente la trazione integrale Syncro e una carrozzeria "anabolizzata", con passaruota allargati e gruppi ottici anteriori rettangolari, analoghi alla versione USA. Di queste due particolari versioni, già a tiratura limitata, ne venne proposta un'ulteriore serie "limitatissima", firmata Volkswagen Motorsport: 70 esemplari dalla carrozzeria "quasi insospettabile", con trazione Syncro e cinque porte, spinti dal 1.8 sovralimentato erogante la bellezza di 210 CV.

LA "MORBIDEZZA" DELLA III SERIE
Nel 1991 la Golf II cedette il posto alla III serie, ancora una volta nata nel segno dell'evoluzione. La Golf III, a differenza della seconda, mostrava un'identità più raffinata. Le linee morbide e superfici bombate, facevano da cornice ad un abitacolo dalla dimensioni analoghe al precedente, ma con una maggior cura estetica. Purtroppo, a fare da contraltare a questa rinnovata "verve" nel look, c'era un decadimento pressochè generico nelle finiture. Tuttavia la Golf, sempre più stretta nella morsa delle concorrenti, rimaneva comunque ai vertici del segmento, tanto da diventare Auto dell'Anno 1992. La GTI della terza serie si presentava come un ulteriore passo indietro rispetto all'idea originaria. Anche se negli allestimenti questa nuova GTI manteneva la giusta dose di grinta, sotto il cofano il nuovo quattro cilindri due litri da 115 CV appariva quasi un'eresia. La Casa madre corse ai ripari l'anno successivo, presentando una GTI 16v, dotata dello stesso propulsore, ma con testata a quattro valvole, erogante 150 CV. La Golf III perse anche le versioni "estreme" sovralimentate, con la VR6 a rappresentare l'alto di gamma. Pur essendo dotata di un propulsore 6 cilindri a V stretta da 2.8 e 2.9 litri e sviluippando potenze comprese tra 174 e 190 CV, la VR6 non indossò mai i panni della GTI, neanche nella serie limitata "20 Years Edition" riservata alle GTI (con l'eccezione della motorizzazione TDI).

IV SERIE, LA PIU' GOLF DI TUTTE
Sorte differente, invece, attese la versione pluricilindrica V5 2.3 della successiva quarta serie. La Golf IV nacque nel 1997 e da subito si impose al mercato come "la Golf definitiva". Ed effettivamente, a parte la prima, nessun altro modello è stato più "Golf" della quarta serie. E questo per una serie di motivi. Esteticamente la Golf IV era abbastanza fedele alle linee originarie, da essere considerata come il naturale sviluppo dei modelli precedenti: le finiture erano di livello inarrivabile per la concorrenza e la pulizia delle linee, anche nell'abitacolo, sembravano voler sottoscrivere l'identità chiara del modello. Proprio con la quarta serie, la GTI moltiplicò le motorizzazioni. Sui vari mercati, le GTI erano proposte in versione 1.8 aspirata da 115 CV, 1.8 con turbo a bassa pressione e 150 CV nonché nella citata versione 2.3 V5 da 150 CV. Completata anche la gamma sul fronte delle GTI TDI (una contraddizione che divenne istituzionalizzata), con i motori da 1.9 litri e potenze di 115 e 130 CV. Nel 2000 un aggiornamento alle motorizzazioni rese disponibili la 1.9 TDI da 150 CV e, un anno dopo, arrivò la 1.8 turbo a benzina da 180 CV. Quest'ultima esordì sulla serie speciale relativa alla Golf IV: la 25 Years Edition GT. Una volta assorbita anche la V5 nella gamma GTI, ecco che a Wolfsburg partorirono una nuova versione estrema: la R32, con un V6 3.2 da 241 CV e trazione integrale.

L'INCOMPRESA V APRI' LA STRADA ALLA VI
Definito il successo della quarta serie, sostituirla divenne un compito arduo. Tanto complesso che la Golf V (2003) venne subito concepita come una versione "spuria". Nata sul pianale della Passat, la Golf V appariva in crisi fin dalla nascita. Esteticamente il modello non poteva dirsi originale ma, primo caso nella quasi trentennale storia del modello, mancavano anche i legami col passato, sia nella carrozzeria, sia nell'abitacolo. I rinnovati standard produttivi, finalizzati a ridurre i costi di produzione, si tradussero in un iniziale "grave" decadimento delle finiture: la Golf non appariva più quella solida pietra di paragone a cui fare riferimento. E le vendite ne risentirono. Nel primo anno, prima che venisse riposizionato il prezzo di vendita, il modello stentò a decollare. Nonostante tutto, però, la GTI sembrava non risentire della crisi del modello: presentata con una calandra in nero lucido con bordi rossi (quasi a richiamare l'originaria), la >Golf V GTI aveva sotto il cofano un quattro cilindri due litri, turbocompresso ad iniezione diretta da ben 200 CV, che divennero 230 sia nell'edizione commemorativa per i 30 anni della GTI Edition 30, sia nell'ulteriore serie speciale Pirelli, realizzata come omaggio alla Casa italiana, che griffò una piccola serie di Golf I GTI.. La generosità del motore e la disponibilità della trasmissione a doppia frizione DSG, regalò a questa nuova GTI quasi la stessa verve del primo, originario, esperimento. La stessa meccanica, ma con potenza di 210 CV sarà ripresa nel recente 2009 con l'evoluzione della Golf V: la sesta serie.

Galleria fotografica - Volkswagen Golf GTI 5a serieGalleria fotografica - Volkswagen Golf GTI 5a serie
  • Volkswagen Golf GTI, la quinta serie - anteprima 1
  • Volkswagen Golf GTI, la quinta serie - anteprima 2
  • Volkswagen Golf GTI, la quinta serie - anteprima 3
  • Volkswagen Golf GTI, la quinta serie - anteprima 4
  • Volkswagen Golf GTI, la quinta serie - anteprima 5
  • Volkswagen Golf GTI, la quinta serie - anteprima 6
Galleria fotografica - Volkswagen Golf GTI 4a serieGalleria fotografica - Volkswagen Golf GTI 4a serie
  • Volkswagen Golf GTI, la quarta serie - anteprima 1
  • Volkswagen Golf GTI, la quarta serie - anteprima 2
  • Volkswagen Golf GTI, la quarta serie - anteprima 3
  • Volkswagen Golf GTI, la quarta serie - anteprima 4
  • Volkswagen Golf GTI, la quarta serie - anteprima 5
  • Volkswagen Golf GTI, la quarta serie - anteprima 6
Galleria fotografica - Volkswagen Golf GTI 3a serieGalleria fotografica - Volkswagen Golf GTI 3a serie
  • Volkswagen Golf GTI, la terza serie - anteprima 1
  • Volkswagen Golf GTI, la terza serie - anteprima 2
  • Volkswagen Golf GTI, la terza serie - anteprima 3
Galleria fotografica - Volkswagen Golf GTI 2a serieGalleria fotografica - Volkswagen Golf GTI 2a serie
  • Volkswagen Golf GTI, la seconda serie - anteprima 1
  • Volkswagen Golf GTI, la seconda serie - anteprima 2
  • Volkswagen Golf GTI, la seconda serie - anteprima 3
  • Volkswagen Golf GTI, la seconda serie - anteprima 4
Galleria fotografica - Volkswagen Golf GTI 1a serieGalleria fotografica - Volkswagen Golf GTI 1a serie
  • Volkswagen Golf GTI, la prima serie - anteprima 1
  • Volkswagen Golf GTI, la prima serie - anteprima 2
  • Volkswagen Golf GTI, la prima serie - anteprima 3
  • Volkswagen Golf GTI, la prima serie - anteprima 4
  • Volkswagen Golf GTI, la prima serie - anteprima 5
  • Volkswagen Golf GTI, la prima serie - anteprima 6

Autore: Salvatore Loiacono

Tag: Retrospettive , Volkswagen , auto europee , auto storiche , anniversari


Top